Influenza, contagi in calo ma circolazione virus continuerà. Attenzione ai “fragili invisibili”

Gen 12, 2026 - 11:30
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Influenza, contagi in calo ma circolazione virus continuerà. Attenzione ai “fragili invisibili”


Secondo l’ultimo bollettino RespiVirNet, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute continua a diminuire, ma gli esperti avvertono: la ripresa della scuola e la presenza di persone fragili “invisibili” potrebbero far risalire i contagi. A Voce della Sanità, la responsabile area Prevenzione Simg Tecla Mastronuzzi chiarisce rischi e strategie di prevenzione

Non lasciatevi ingannare dal calo dei contagi: anche se le infezioni respiratorie acute sembrano diminuire, alcune persone restano più vulnerabili di quanto si pensi. «La fragilità non riguarda solo anziani o pazienti con patologie evidenti, ma anche giovani con immunodeficienze o sottoposti a particolari trattamenti farmacologici che compromettono il corretto funzionamento del sistema immunitario. La fragilità, dunque, può essere invisibile, ma reale». A dirlo, in un’intervista a Voce della Sanità, è Tecla Mastronuzzi, responsabile area prevenzione SIMG. Con la riapertura delle scuole, poi, non è da escludere una risalita dei casi nei prossimi giorni: «Per questo – aggiunge il medico di medicina generale – la prevenzione rimane fondamentale per tutti i soggetti a rischio».

I dati della sorveglianza RespiVirNet

Secondo il bollettino RespiVirNet relativo alla settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) nella comunità è stata di 14,1 casi per mille assistiti, in lieve calo rispetto ai 14,5 della settimana precedente. Sono stati stimati circa 803mila nuovi casi, per un totale dall’inizio della sorveglianza di 7,5 milioni. La fascia più colpita resta quella 0-4 anni, con circa 37 casi per mille assistiti. L’intensità è molto alta in Campania, alta in Sicilia e Marche, media in Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia e Umbria, e bassa nel resto del Paese. Il tasso di positività per influenza nella comunità è del 17%, mentre negli ospedali raggiunge il 40,5%. Il sottotipo più diffuso tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09, e la maggior parte dei casi riguarda persone non vaccinate. Tra i virus influenzali, predomina A(H3N2), con il subclade K maggiormente circolante. Da quest’anno la sorveglianza utilizza la definizione di infezione respiratoria acuta (ARI), più ampia delle tradizionali sindromi simil-influenzali (ILI), permettendo un monitoraggio più accurato di tutti i virus respiratori.

Fragili visibili e invisibili

Secondo Mastronuzzi, «la fragilità non è sempre evidente. Oltre agli anziani e ai pazienti con patologie croniche, anche giovani con terapie immunosoppressive o con farmaci biologici possono essere a rischio di sviluppare forme gravi di influenza. La fragilità è quindi spesso nascosta, ma reale». Per questo, anche se i dati attuali mostrano un calo dei contagi, è necessario mantenere alta l’attenzione sui soggetti più vulnerabili. «Inoltre, anche se la curva delle infezioni respiratorie continuerà a scendere nelle prossime settimane, la circolazione dei virus si protrarrà, con la consueta alternanza, fino a marzo-aprile. Dopo il calo del Covid, in autunno, sono aumentati i contagi legati all’influenza stagionale. Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera saranno i casi di RSV a raggiungere il picco».

Vaccini e prevenzione

Sugli strumenti di prevenzione, Mastronuzzi ricorda: «Se ci sono dosi di vaccino antinfluenzale ancora disponibili, è sempre consigliabile utilizzarle. L’ideale, ovviamente, sarebbe stato somministrarle prima della stagione in corso. In tema di RSV, invece, il Piano Nazionale non è stato ancora aggiornato, ma gli anticorpi monoclonali per i neonati stanno dando risultati positivi». Intanto, è bene che tutti adottino strategie di prevenzione individuali, efficaci sempre e ovunque: «Chi non sta bene è meglio che resti in casa lontano da altre persone, soprattutto se fragili. Evitare luoghi affollati e usare la mascherina se necessario, per proteggere sé stessi e gli altri», consiglia il medico di medicina generale. Infine, considerando che i dati di quest’anno sembrano ricalcare quelli della stagione precedente, «sarebbe necessario intervenire con una campagna di comunicazione più efficace, in modo che nella prossima stagione – conclude Mastronuzzi – più persone siano motivate a vaccinarsi e a proteggere sé stesse e i soggetti più vulnerabili».

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