La profondità dell’esperienza mistica di sant’Angela da Foligno

Gen 4, 2026 - 18:30
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La profondità dell’esperienza mistica di sant’Angela da Foligno

Angela da Foligno (1248-1309) è una delle più importanti figure mistiche del Medioevo cristiano. La sua vita e la sua esperienza spirituale si collocano in un periodo di profondi cambiamenti religiosi, sociali ed economici, che segnarono l’Europa tra il XIII e il XIV secolo.

Ella visse in un’epoca di grandi trasformazioni. Il XIII secolo fu caratterizzato dallo sviluppo delle città e dei commerci, soprattutto nell’Italia centrale e settentrionale. Le città comunali, come Foligno, erano luoghi dinamici ma anche segnati da forti disuguaglianze sociali e conflitti politici.

Dal punto di vista religioso, la Chiesa attraversava una fase complessa. Da un lato vi era una crescente ricchezza del clero, dall’altro un diffuso desiderio di rinnovamento spirituale. In questo contesto nacquero i movimenti mendicanti, come i Francescani e i Domenicani, che proponevano una vita evangelica basata sulla povertà, la predicazione e l’assistenza ai poveri. LaAnche la mistica conobbe un grande sviluppo, soprattutto tra le donne, che spesso trovavano nella spiritualità un modo per esprimere la propria fede e il proprio ruolo nella società, e nel tempo le stesse donne saranno rappresentate da Chiara d’Assisi (1194-1253) e più tardi da Caterina da Siena (1347-1380).

Angela nacque in una famiglia benestante. In giovane età si sposò e ebbe dei figli, conducendo inizialmente una vita agiata e mondana. Solo in età adulta, in seguito a una profonda crisi interiore e alla morte del marito e dei figli, Angela intraprese un cammino di conversione radicale.

Nel 1258 un suo concittadino di Foligno, Pietro Crisci, lascia tutti i suoi beni per dedicarsi a una vita di austera povertà come terziario francescano. In Angela, avviene un cambiamento radicale, decide sull’esempio del suo concittadino, di vendere tutti i suoi beni, palazzi e terreni, distribuendo il ricavato ai poveri. Entrata nel Terz’Ordine francescano, nel 1291, scelse una vita di povertà, penitenza e intensa preghiera, ispirandosi all’esempio di San Francesco d’Assisi. Visse forti esperienze mistiche, caratterizzate da visioni, estasi e una profonda unione con Cristo, soprattutto nella meditazione della sua Passione.

Dopo la sua professione, si reca ad Assisi in pellegrinaggio, e nei pressi di Spello, sperimenta la presenza della SS. Trinità, come le aveva promesso la sua “voce” interiore. Mentre si trova nella basilica superiore ad Assisi, Angela cade in ginocchio, comincia a gridare parole incomprensibili e ad agitarsi. Più tardi a Foligno, il suo confessore chiede spiegazioni di quanto accaduto e mette per iscritto, traducendo parola per parola, in un latino chiaro e comprensibile, quanto Angela espose nel “vulgare suum”, da lì a poco, nascerà il “Memoriale” o Diario, in cui racconterà la propria esperienza.

Da quel momento, si alternano in lei visioni estatiche e prove fisiche e morali, dubbi laceranti, agguati diabolici ostacoli di ogni genere al suo incontro con Gesù. Nello stesso periodo, attorno a lei, si va formando un gruppo di ammiratori e seguaci, attirati dalla straordinarietà delle sue esperienze mistiche e dalla sua dottrina, Angela divenne così una guida spirituale per molti discepoli e fu riconosciuta già in vita come una donna di grande santità.

La sua vita mostra come, in un’epoca segnata da crisi e cambiamenti, la spiritualità potesse diventare una risposta profonda alle inquietudini personali e collettive. La sua testimonianza rimane significativa ancora oggi per la radicalità della sua conversione, la profondità della sua esperienza mistica e il messaggio di amore, umiltà e compassione che attraversa tutta la sua opera.

Tra i tanti personaggi che si sono rivolti ad Angela, c’è fra Ubertino da Casale (1259-1329) un predicatore e teologo, che nella sua opera “Arbor vitae crucifixae Jesu”, ricorda così l’incontro con Angela: “Nel venticinquesimo anno di età, conobbi la madre reverendissima Angela da Foligno, vero angelo in terra. A lei, Gesù mostrò i difetti del mio cuore e i suoi benefici segreti in maniera tale, che io non potevo dubitare che fosse Cristo a parlare in essa”.

Attraverso una rivelazione, fu dato ad Angela di conoscere la data della sua morte, e per questo volle lasciare ai suoi figli spirituali, un testamento sotto forma di lettera, che sintetizza, con chiarezza e profondità il suo insegnamento. Poco prima di morire, posò la mano sul capo dei presenti dando loro una benedizione: “Come mi fu significata e mostrata da Cristo”, poi ebbe una visione di S. Francesco che le disse: “parole secretissime e altissime”. Aggiungendo: “Tu sei nata solo da me”. Angela si spense il 4 gennaio del 1309.

Caratteristica della spiritualità di Angela da Foligno è il “cristocentrismo”. Ella ricorda a tutti, che la prima  trasformazione si ha quando l’anima si sforza di imitare le opere di “Dio Uomo” passionato, poiché in essa si manifesta la volontà di Dio, la seconda si ha “quando l’anima si unisce a Dio”, e ha grandi sentimenti e grandi dolcezze di Dio che possono esprimersi con parole e pensieri, la terza avviene “quando l’anima con unione perfettissima è trasformata in Dio e Dio è in lei”.

Angela da Foligno fu beatificata nel 1693 da Innocenzo XII (1721-1724) canonizzata per equipollenza, una procedura che la Chiesa approva con un semplice decreto, un culto spontaneo esistente da tempo, senza indagine specifiche e senza attendere il verificarsi di un miracolo, da Papa Francesco il 9 ottobre del 2013.

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