Il legame tra stregoneria e bellezza: una storia tutta al femminile

Gen 6, 2026 - 22:00
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Il legame tra stregoneria e bellezza: una storia tutta al femminile

Ormai lo sappiamo, la bellezza è un rituale di culto molto molto antico. Prima di diventare industria, tendenza o algoritmo (oggi non possiamo farne proprio a meno), i rituali di bellezza erano gesti carichi di significato. Ungersi la pelle, profumarsi, intrecciare i capelli, così come disegnare sul viso: azioni che parlavano di identità, culto, magia. Così come di tradizione e trasformazione. In questo senso, la stregoneria (o la magia in generale) e la bellezza condividono la stessa origine: entrambe nascono dal corpo e dalla sua capacità di cambiare, curarsi, comunicare. E la strega era un femminile molto temuto.

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In passato, molto spesso, quando una donna conosceva questi rituali, non stava ricercando un’estetica. Ma anzi, stava esercitando un potere. Forse era proprio per questo che, inizialmente, le streghe venivano bruciate vive?

Addentriamoci in maniera più profonda nel magico legame tra la bellezza e la stregoneria, partendo dalle origini.

La strega: la prima custode della cura del corpo

Le figure che la storia ha etichettato come streghe erano in realtà guaritrici, erboriste, levatrici (termine che si utilizzava per definire le ostetriche di oggi). Donne che sapevano leggere la pelle, i capelli, i cicli, i segni del tempo. Che avevano sicuramente un certo intuito che spaventava i più. Si dedicavano alla cura del corpo e preparavano unguenti, oli e infusioni usando piante che oggi ritroviamo nella cosmetica naturale. Un esempio? Calendula per lenire, lavanda per calmare, rosmarino per rinforzare.

strega Kate Moss Martine Sitbon

Getty Images

La bellezza, per loro, non era affatto separata dalla salute. Anzi, era un modo nuovo per sostenere il corpo, proteggerlo, mantenerlo forte e visibile nella sua energia vitale. E soprattutto era un modo per avvicinarsi alla spiritualità, che molto spesso non coincideva con la religione. Ma soprattutto, il legame tra stregoneria e bellezza si fa più chiaro quando si fa luce su cosa veniva temuto davvero…

Capelli lasciati liberi, profumi intensi, labbra colorate, segni evidenti del tempo: tutto ciò che non rientrava in un’idea di femminilità controllata, all’epoca, diventava sospetto. La donna etichettata come strega suscitava paura negli altri semplicemente perché incarnava una bellezza che non chiedeva approvazione. Non era pensata per essere rassicurante o decorativa, ma per affermare una presenza ben precisa. Il corpo femminile (così come i capelli o il trucco) diventava uno spazio politico prima ancora che estetico.

Ed è proprio per questo che poi, nella mitologia, nel cinema e nelle favole, furono associate a donne esteticamente brutte. Perché quello che non si riesce a controllare spaventa sempre.

I rituali beauty come incantesimi quotidiani

Ancora oggi, molti gesti di cura funzionano come veri e propri rituali. La skincare serale, l’olio massaggiato lentamente sulla pelle, il profumo scelto in base all’umore: non sono solo abitudini, ma momenti di concentrazione e intenzione.

Proprio come nella stregoneria, la ripetizione crea significato. Toccare il corpo con attenzione significa riconoscerlo, ascoltarlo, riportarlo al centro. Non è un caso se sempre più persone cercano nel beauty una dimensione intima, quasi meditativa. Un aspetto che potremmo definire “magico”, perché porta con sé il gesto della cura, della protezione, dell’identità.

Il ritorno dell’estetica witchy nel beauty contemporaneo

Le streghe sono tra noi. Anche nel mondo della bellezza. Infatti, negli ultimi anni, il mondo beauty ha riscoperto l’immaginario legato alla stregoneria e l’ha reinterpretato in più e più modi. Qualche esempio? Ingredienti botanici, riferimenti lunari, palette scure, nomi evocativi. Ma il punto non è l’estetica in sé. È il messaggio che la accompagna. La bellezza non come correzione, ma come espressione di potere personale. La strega contemporanea non vuole cancellarsi o migliorarsi, vuole semplicemente riconoscersi e dedicarsi a sé, senza far caso all’approvazione degli altri.

@daniellemarcan

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Oltre questo, è bene ribadire che la strega è fonte di ispirazione continua anche oggi, nei video tutorial su TikTok e nei feed su Instagram. Perché è un femminile ambiguo, magico, ribelle. E tremendamente affascinante.

Prendersi cura di sé, come facevano le streghe di un tempo

Oggi (e anche all’epoca) la stregoneria non parla di incantesimi nel senso spettacolare del termine. È un culto che sa parlare di conoscenza profonda del proprio essere e del corpo come luogo di sapere, di memoria e di trasformazione. E sì: quando la bellezza nasce da questa consapevolezza, smette di essere superficiale.

Pexels

Diventa un atto intimo, politico, profondamente personale.

Prendersi cura di sé non è mai stato un gesto neutro. È sempre stato un modo per dire: questo corpo mi appartiene e voglio curarlo come meglio credo, senza l’approvazione degli altri.

Interessante, no?

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