L’architettura e il design possono contribuire a ridefinire il ruolo delle strutture per la terza età

Il progetto Ciao! di Fondazione Amplifon si pone l’obiettivo di sostenere l’inclusione sociale delle persone anziane, soprattutto le più esposte al rischio di isolamento. Nata durante la pandemia Covid-19, l’iniziativa ha introdotto nelle RSA alcuni sistemi di videoconferenza ad alta qualità per consentire agli ospiti di mantenere contatti con familiari e amici durante il periodo di isolamento sanitario.
Nel tempo, la piattaforma digitale si è trasformata in un contenitore di attività culturali e ricreative, e ha ospitato concerti, visite virtuali, lezioni di yoga, arte terapia, incontri con artiste e artisti e corsi di cucina, tutte attività che hanno progressivamente ridefinito il ruolo della tecnologia nelle strutture residenziali. Oggi il progetto coinvolge circa trentamila anziani distribuiti in oltre trecento strutture italiane e in altre trenta RSA in cinque Paesi: Australia, Francia, Portogallo, Svizzera e Spagna.
L’evoluzione del progetto ha portato la Fondazione a spostare l’attenzione dal digitale allo spazio fisico. L’idea nasce da una constatazione diffusa nel settore socio-sanitario: molte RSA sono progettate seguendo necessità funzionali e sanitarie, mentre risultano carenti sul piano della qualità percettiva e relazionale degli ambienti. Il design diventa in questo senso una variabile strategica capace di incidere sul benessere emotivo, e sulla socialità degli ospiti.
Per sviluppare questa visione, la Fondazione ha coinvolto l’architetta italiana Benedetta Tagliabue, figura di rilievo dell’architettura internazionale. Il progetto si concentra sugli spazi verdi delle strutture residenziali, spesso sottoutilizzati o privi di identità. L’obiettivo è quello di trasformarli in luoghi di relazione stabile, capaci di favorire incontri, conversazioni e attività collettive.
Il lavoro progettuale si fonda su alcuni principi chiave. Il primo riguarda la centralità dell’esperienza sensoriale: per gli anziani il design deve tenere conto di percezioni visive e tattili modificate dall’età, privilegiando forme riconoscibili, materiali naturali e colori facilmente distinguibili. La progettazione diventa così un dispositivo che facilita l’orientamento e migliora il comfort, riducendo la sensazione di spaesamento che spesso caratterizza la vita all’interno delle strutture assistenziali.
Il secondo elemento riguarda la flessibilità d’uso. Gli arredi ideati per le strutture devono adattarsi alle diverse attività: dalla conversazione alla lettura, fino alle iniziative organizzate da operatrici e operatori. L’idea non è quella di creare un oggetto iconico, ma di costruire un sistema modulare capace di generare spazi dinamici e riconfigurabili.
Il terzo aspetto riguarda la semplicità delle costruzioni. Il progetto è pensato per essere installato con facilità, consentendo il coinvolgimento diretto dei volontari. Questo passaggio introduce un ulteriore valore sociale: la fase di montaggio diventa un momento di incontro tra comunità e residenti, rafforzando il senso di appartenenza e riducendo la distanza tra struttura e territorio.
La dimensione partecipativa rappresenta uno degli elementi distintivi dell’intera iniziativa. Nel 2025 il quaranta per cento dei dipendenti italiani del gruppo ha preso parte ad attività di volontariato, a fronte di una media aziendale del ventidue per cento rilevata dal Goodera Volunteering Quotient Report 2025. Nello stesso anno sono state registrate oltre duemilatrecento ore di volontariato, distribuite in più di cinquanta eventi, per un totale di circa novecento partecipazioni complessive.
Il progetto si inserisce in un più ampio filone internazionale che riconosce al design un ruolo terapeutico e sociale. Le RSA stanno progressivamente abbandonando modelli ospedalieri per orientarsi verso ambienti domestici e relazionali. L’attenzione alla qualità degli spazi diventa parte integrante delle politiche di assistenza, con ricadute documentate sulla qualità della vita, sulla riduzione dello stress e sulla partecipazione alle attività quotidiane.
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