Le app per boicottare i prodotti USA volano negli store: come funzionano
Negli ultimi giorni le classifiche degli store nordeuropei hanno visto un cambio inatteso, con applicazioni pensate per boicottare i prodotti statunitensi che hanno superato servizi ben più noti. Il fenomeno nasce dal crescente malumore attorno alle dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia, che ha spinto molti cittadini danesi a cercare una qualche forma di protesta.
A guidare questa ondata ci sono soprattutto due app, UdenUsa e Made O'Meter, scaricate da migliaia di utenti in cerca di maggiore trasparenza sulla provenienza dei beni acquistati ogni giorno.
Le due applicazioni si presentano come strumenti semplici da utilizzare: basta inquadrare il codice a barre con lo smartphone per ottenere informazioni sull'origine del prodotto e sulla sua filiera. Se il marchio risulta legato agli Stati Uniti, UdenUsa propone un'alternativa locale. La versione gratuita permette da due a cinque scansioni quotidiane, mentre quella a pagamento le rende illimitate.
Made O'Meter mantiene un profilo meno schierato, ma punta allo stesso obiettivo: offrire un quadro più chiaro sulle catene di approvvigionamento. Entrambe le app registrano un forte incremento in tutta la regione nordica, dalla Norvegia alla Svezia, passando per l'Islanda.
Il balzo in classifica è notevole: secondo TechCrunch, i download sono aumentati dell'867%, un dato che risulta ancora più evidente considerando le dimensioni del mercato danese, dove poche migliaia di installazioni possono fare la differenza.
Nonostante l'attenzione mediatica, l'impatto concreto resta ridotto. Nei negozi danesi, i prodotti di origine americana rappresentano circa l'1% delle vendite totali. Per questo molti ricercatori, come Pelle Guldborg Hansen dell'università di Roskilde, leggono la crescita delle app come una forma di reazione sociale più che come uno strumento di boicottaggio efficace. Hansen ha spiegato che l'obiettivo è incanalare la rabbia dei cittadini, anche attraverso azioni molto piccole.
La difficoltà principale riguarda la stessa definizione di "prodotto americano": tra marchi statunitensi con fabbriche europee e aziende locali controllate da gruppi USA, tracciare confini netti è complicato. Un paradosso evidente riguarda i tanti utenti che scaricano l'app proprio su un dispositivo Apple, forse il marchio più riconoscibile tra quelli a stelle e strisce.
Il fenomeno non è nuovo: nel 2025 il gruppo Facebook Boicotta gli USA aveva radunato oltre 90 mila danesi spingendo a rinunciare a Coca Cola e agli abbonamenti a servizi come Netflix o Amazon Prime. Lo sviluppatore di UdenUsa, Jonas Pipper, si è ispirato proprio a quella iniziativa. Anche altri Paesi hanno sperimentato strumenti simili, come il Canada con app dedicate ai prodotti locali, e l'Italia con TrumpTax, che ha già registrato quasi 65 mila articoli scansionati.
Lo stesso Pipper ha spiegato che l'obiettivo resta quello di offrire più chiarezza ai consumatori, lasciando poi a ciascuno la scelta su come comportarsi. E, alla luce delle reazioni degli ultimi giorni, la tecnologia sembra essere diventata il modo più diretto per far emergere un malessere che covava da tempo.
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