Le location de Il Padrino con Robert Duvall, viaggio nei luoghi che hanno reso la saga eterna

Febbraio 17, 2026 - 17:00
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Le location de Il Padrino con Robert Duvall, viaggio nei luoghi che hanno reso la saga eterna

Esistono film che descrivono un’epoca e film che ne creano una nuova mitologia. La grandiosa ampiezza narrativa di Francis Ford Coppola appartiene a questa seconda categoria: una sinfonia magnifica capace di trasformare il genere crime in un’epopea familiare senza tempo. Nel 1972, l’incontro tra la visione di Coppola e la penna di Mario Puzo, sotto l’egida lungimirante di un produttore come Robert Evans, creò un successo cinematografico. Il gangster, fino ad allora ridotto a una macchietta da film d’azione, veniva reinventato come protagonista di uno psicodramma dinastico, profondo e brutale.

In questo equilibrio di potere e silenzi, una figura emergeva per rigore e intelligenza: Tom Hagen, interpretato da un immenso Robert Duvall, recentemente scomparso all’età di 95 anni.

La storia, ma anche le location hanno contribuito al successo della pellicola. Sebbene la colonna vertebrale del film batta al ritmo frenetico degli Stati Uniti, Coppola comprese che per dare verità ai Corleone doveva tornare alle origini. Portò così l’intera produzione tra i silenzi arcaici della Sicilia, creando un contrasto visivo indimenticabile.

Dove è stato girato Il Padrino in Italia

Nel 1971, la troupe de Il Padrino sbarcò in Sicilia per dare un volto e un’anima all’esilio di Michael Corleone. Dopo aver vendicato l’attentato al padre uccidendo un boss della droga e un capitano di polizia corrotto, Michael è costretto a una fuga repentina dagli Stati Uniti.

Marlon Brando e Robert Duvall ne Il Padrino
Getty Images
Marlon Brando e Robert Duvall ne Il Padrino

Savoca, il rifugio di Michael Corleone

A Savoca, oggi annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”, si trova il leggendario Bar Vitelli: in origine un antico casale, fu trasformato in bar proprio da Coppola per ospitare la scena in cui Michael chiede in sposa Apollonia. Oggi è una meta di culto dove, tra cimeli del set e foto d’epoca, è d’obbligo gustare una delle loro celebri granite al limone.

Poco distante si staglia anche la Chiesa di San Nicolò che, pur non avendo ospitato scene interne, la sua imponente facciata del XIV secolo è presente in molte inquadrature.

Bar Vitelli a Savoca
iStock
Il famoso Bar Vitelli a Savoca

Forza d’Agrò e il matrimonio con Apollonia

Se Savoca è il luogo del primo incontro, Forza d’Agrò è il palcoscenico del rito. Le scene del matrimonio sono entrate nel mito, quando Michael e la giovane Apollonia escono dalla chiesa seguiti dal corteo nuziale. La protagonista architettonica è la Cattedrale di Maria SS. Annunziata, che con la sua pietra color miele spicca nel verde della vallata. Coppola scelse di immortalare questo borgo con inquadrature larghe per esaltarne la struttura piramidale e l’atmosfera sospesa.

Motta Camastra e la Sicilia di Vito Corleone

Le strade di Motta Camastra segnano il primo vero contatto di Michael con la terra sicula. È qui che lo vediamo camminare con le sue guardie del corpo sotto il sole cocente, in un borgo che incarna così profondamente l’archetipo della Sicilia che Coppola lo scelse nuovamente per Il Padrino-Parte II. Qui, il piccolo Vito Corleone si nasconde dai sicari del boss locale prima di imbarcarsi per l’America.

La morte di Apollonia al Castello degli Schiavi

La pace di Michael in Sicilia, fatta di pomeriggi passati a insegnare l’inglese e la guida alla sua sposa, si infrange tragicamente a Fiumefreddo. Il Castello degli Schiavi, un gioiello del barocco siciliano del Settecento, fa da cornice alla morte di Apollonia. Riconoscibile dal portale in ferro e dal mascherone saraceno, nella finzione è la villa di Don Tommasino. L’esplosione dell’auto, destinata a Michael, ma innescata accidentalmente dalla moglie, segna la fine dell’idillio siciliano: il segreto della sua identità è ormai svelato e il destino lo richiama prepotentemente verso New York.

Villa “Il Padrino” ad Acireale

Spostandoci verso Catania, ad Acireale, troviamo la dimora che segna l’inizio e la fine del cerchio per Vito Corleone. È qui che, nel secondo capitolo, assistiamo al tragico sacrificio della madre di Vito, che implora invano il boss Don Ciccio di risparmiare il suo ultimo figlio. Anni dopo, la stessa villa farà da cornice alla brutale vendetta di un Vito ormai adulto. Curiosamente, la proprietà è diventata così iconica che su Google Maps è stata rinominata proprio “Villa Il Padrino Parte II”, diventando un punto di riferimento per i fan che vogliono ripercorrere i passi del giovane Don Vito!

Villa Malfitano Whitaker: il soggiorno a Palermo

Per le scene ambientate a Bagheria ne Il Padrino-Parte III, Coppola scelse in realtà il cuore di Palermo, portando la famiglia Corleone all’interno della sontuosa Villa Malfitano Whitaker. Questa dimora, costruita da un esportatore di vino inglese all’inizio del ‘900, è stata utilizzata sia per gli esterni che per gli eleganti interni durante il soggiorno della famiglia per il debutto operistico di Anthony.

Teatro Massimo di Palermo: il tragico finale

Il gran finale della saga non poteva che aver luogo nel tempio della lirica: il Teatro Massimo di Palermo, il più grande teatro d’opera d’Italia. È qui che Anthony debutta nella Cavalleria Rusticana e, soprattutto, è sulla sua monumentale scalinata esterna che si consuma la tragedia finale dei Corleone. A causa di lunghi restauri all’epoca delle riprese, Coppola poté utilizzare solo gli esterni del teatro. Gli interni, inclusi il palco e i palchetti, furono ricostruiti con una precisione maniacale negli studi di Cinecittà a Roma.

Dove è stato girato il film negli Stati Uniti

La maggior parte delle scene sono state girate negli Stati Uniti d’America. Queste le location scelte da Coppola!

Staten Island: la roccaforte dei Corleone

La villa principale, situata al civico 110 di Longfellow Avenue nel quartiere di Emerson Hill, è ancora lì, verso la fine di una tranquilla strada senza uscita. Per le riprese, la produzione costruì un finto muro di cinta con un cancello monumentale lungo la via per dare l’illusione di una fortezza inaccessibile. È nel giardino di questa proprietà che si svolge il matrimonio di Connie.

Le location a Manhattan

Uno dei luoghi più sacri per i fan è il Mietz Building al 128 di Mott Street, tra Little Italy e Chinatown: qui sorgevano gli uffici della “Genco Olive Oil”, davanti ai quali Don Vito viene colpito.

Il lusso e il crimine si intrecciano invece al St. Regis Hotel, dove Michael e Kay soggiornano e dove, più tardi, avviene la brutale esecuzione di Stracci e Cuneo nell’ascensore. Altrettanto iconico è l’Edison Hotel, il cui ingresso Art Déco fece da cornice all’incontro tra Sollozzo e Luca Brasi.

Le scene girate a Hollywood

Quando Don Corleone invia il suo consigliere Tom Hagen (Robert Duvall) a Hollywood per fare al produttore Jack Woltz “un’offerta che non potrà rifiutare”, il film ci regala scorci della Los Angeles dorata: dal Grauman’s Chinese Theatre all’ingresso dei Paramount Studios su Gower Street.

Le location nel Bronx

Molte scene di violenza urbana hanno trovato casa nel Bronx. Il ristorante dove Michael compie il suo primo omicidio (uccidendo Sollozzo e McCluskey davanti a un piatto di vitello) era il Luna Restaurant, oggi trasformato in un negozio di tessuti sulla White Plains Road.

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Redazione Redazione Eventi e News