Milano Unica 42, Usa e Francia primi Paesi esteri. Canclini: “Abbiamo confermato il record”
Si chiude con un incremento dei buyer internazionali l’edizione numero 42 di Milano Unica. La fiera dedicata al tessile e accessori alto di gamma, si è tenuta dal 20 al 22 gennaio presso i consueti spazi espositivi di Rho Fiera Milano e ha raccolto le collezioni primavera/estate 2027 di 730 espositori, con un record di quelli europei, aumentati del 25 per cento.
Guardando all’affluenza della manifestazione, anche per questo appuntamento non è stato diramato il numero complessivo dei visitatori, ma a trainare il flusso di visitatori sono stati Usa (+13,5%) e Francia (+8,5%), i due Paesi complessivamente più rappresentati. In crescita anche i buyer provenienti da Corea (+10%), Canada (+6,6%), Germania (+8%), Giappone (+2,4%), mentre Gran Bretagna e Spagna si confermano in linea con le presenze dell’edizione di un anno fa.
“È fondamentale e significativo – ha spiegato a Pambianconews Simone Canclini, presidente della manifestazione – l’aver confermato il nostro record di aziende presenti in quella che è ormai la fiera d’eccellenza del settore. Le ultime due edizioni sono state le migliori di sempre”. Proseguendo: “Quest’edizione ha visto un particolare afflusso di visitatori stranieri, oltre che naturalmente di italiani qualificati, complice anche la tempistica eccezionale dovuta alle Olimpiadi”.
La fiera, infatti, di consueto in calendario all’inizio di febbraio, è stata anticipata per lasciare spazio ai lavori per i Giochi Olimpici Milano-Cortina, risultando così più a ridosso della altre manifestazione del settore, appena successiva a Pitti Uomo e alla Milano fashion week e in contemporanea a Pitti Filati.
L’edizione estiva si terrà invece regolarmente a luglio, mentre per quanto riguarda la prossima edizione invernale, “la scelta di mantenere o meno l’assetto sperimentato nel 2026 è ancora da valutare”, spiega Canclini.
Hanno fatto da sfondo all’appuntamento fieristico, come di consueto, i dati di settore, che hanno tratteggiato un 2025 ancora in territorio negativo ma con un trend di decrescita in rallentamento, con fatturato ed export in calo dell’1,5% (contro, rispettivamente, il -8,8% e il -10,7% dell’anno precedente).
“Il 2026 – commenta il presidente – si conferma come l’atteso anno della ripresa. Speriamo di poterlo chiudere in crescita, confidando soprattutto nel secondo semestre, mercati azionari permettendo”.
Continua Canclini: “L’avvio dell’anno è stato turbolento, soprattutto dal punto di vista geopolitico, e ci sono ancora tante questioni sul tavolo, cruciali anche per il nostro comparto”. Delusione per l’accordo Ue-Mercosur, caldeggiato dal tessile, prossimo all’approvazione e ora – per 10 voti – rimandato alla Corte di giustizia europea per un parere legale. Ma anche aspettativa per la concretizzazione del regime Epr (di ‘responsabilità estesa del produttore’), ormai approvato in Europa e in attesa di diventare legge in Italia nella prima parte del 2026.
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