PNRR e nuove assunzioni: per Zangrillo “Senza capitale umano non c'è riforma”

Febbraio 12, 2026 - 16:00
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PNRR e nuove assunzioni: per Zangrillo “Senza capitale umano non c'è riforma”

lentepubblica.it

Il futuro della Pubblica amministrazione passa dalle persone. Non solo digitalizzazione, piattaforme e nuove tecnologie, ma competenze, motivazione e capacità organizzativa.


È questo il messaggio lanciato dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenuto all’iniziativa “Capitale umano, valore pubblico. Formare per innovare la PA”, promossa da Formiche presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.

Un appuntamento che ha riunito esperti, dirigenti pubblici e osservatori del settore per riflettere sulle prospettive di rinnovamento delle amministrazioni, in una fase storica segnata dall’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e da una profonda revisione dei modelli organizzativi.

Capitale umano e innovazione: la nuova priorità della PA

Nel suo intervento, il ministro ha posto al centro del dibattito un concetto chiave: senza investire sulle persone, ogni riforma rischia di restare sulla carta. Secondo Zangrillo, la crescita delle organizzazioni pubbliche non può fondarsi esclusivamente su strumenti tecnologici o su nuovi assetti normativi, ma deve partire dalla valorizzazione di chi opera quotidianamente negli uffici.

La trasformazione amministrativa, ha evidenziato, non è una questione aritmetica. Non riguarda semplicemente il numero di dipendenti o le percentuali di turnover. Si tratta piuttosto di comprendere le competenze disponibili, individuare le aree di miglioramento e costruire percorsi di sviluppo professionale coerenti con le sfide attuali.

In questo quadro, la formazione continua assume un ruolo strategico. Aggiornare le conoscenze, potenziare le abilità digitali e favorire una cultura orientata ai risultati rappresentano passaggi imprescindibili per migliorare l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese.

Dalla digitalizzazione alla cultura organizzativa

Il confronto ospitato nella sede Treccani ha toccato alcuni dei temi più delicati per il futuro della Pubblica amministrazione: innovazione tecnologica, semplificazione dei procedimenti, trasparenza e qualità delle prestazioni erogate.

Negli ultimi anni la PA italiana ha avviato un percorso di modernizzazione che ha visto l’introduzione di piattaforme digitali, interoperabilità tra banche dati e servizi online sempre più diffusi. Tuttavia, la tecnologia da sola non è sufficiente. Senza un adeguato capitale umano, capace di utilizzare in modo efficace gli strumenti messi a disposizione, il rischio è quello di generare inefficienze o rallentamenti.

Secondo il ministro, il cambiamento richiede un salto culturale: non più strutture rigide e compartimentate, ma organizzazioni dinamiche, orientate agli obiettivi e alla misurazione dei risultati. Un approccio che implica una maggiore responsabilizzazione dei dirigenti e un coinvolgimento attivo dei dipendenti nei processi di innovazione.

Formazione e competenze: la leva per il valore pubblico

L’evento ha posto un accento particolare sul concetto di “valore pubblico”, inteso come capacità delle istituzioni di produrre benefici concreti per la collettività. In questa prospettiva, la crescita professionale del personale rappresenta un investimento diretto sulla qualità dei servizi.

La formazione non deve essere considerata un adempimento formale, ma un percorso strutturato e continuo, capace di accompagnare l’evoluzione normativa e tecnologica. La sfida riguarda in modo particolare le competenze digitali, la gestione dei dati, la cybersecurity e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi amministrativi.

Zangrillo ha ribadito che la responsabilità del cambiamento ricade su chi opera quotidianamente negli uffici pubblici. Sono i comportamenti, le scelte operative e la capacità di tradurre le riforme in azioni concrete a determinare l’effettiva riuscita dei progetti di innovazione.

Il rilancio sui social e il messaggio politico

A margine dell’iniziativa, il ministro ha rilanciato il suo intervento attraverso un video pubblicato sulla propria pagina Facebook, sottolineando come il capitale umano costituisca il punto di partenza per la crescita delle organizzazioni pubbliche.

Un messaggio che si inserisce in una linea politica volta a rafforzare l’attrattività della PA, superando l’immagine di un settore statico e poco competitivo. L’obiettivo dichiarato è costruire amministrazioni capaci di rispondere con rapidità alle esigenze di cittadini e imprese, anche in un contesto economico e sociale in costante mutamento.

PNRR e assunzioni: i numeri della nuova stagione

Il tema della valorizzazione del personale si intreccia inevitabilmente con il capitolo delle assunzioni legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Secondo i dati ufficiali diffusi dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, nell’ambito del PNRR sono state autorizzate oltre 100.000 nuove assunzioni a tempo determinato per supportare l’attuazione dei progetti finanziati con le risorse europee. A queste si aggiungono migliaia di stabilizzazioni e procedure di reclutamento semplificate attivate tra il 2022 e il 2025.

I concorsi “veloci”, le selezioni per profili tecnici e specialistici e l’ingresso di esperti in materie digitali hanno rappresentato una risposta concreta all’esigenza di rafforzare le competenze interne. L’investimento complessivo sulle risorse umane, secondo le relazioni tecniche del Governo, supera diversi miliardi di euro lungo l’intero arco di attuazione del Piano.

Tuttavia, non mancano le criticità. Una parte consistente delle assunzioni è legata a contratti a termine, con il rischio di disperdere competenze al termine dei finanziamenti. Inoltre, la distribuzione territoriale delle nuove risorse evidenzia squilibri, con alcune amministrazioni centrali maggiormente strutturate rispetto agli enti locali, spesso alle prese con carenze croniche di organico.

Tra ambizione e realtà: la sfida della continuità

Il richiamo al capitale umano come motore della trasformazione amministrativa appare coerente con la stagione di riforme in atto. Eppure, la prova decisiva sarà la capacità di garantire continuità agli investimenti, evitando che l’impulso legato al PNRR si esaurisca con la fine delle risorse straordinarie.

Perché la valorizzazione delle persone non resti uno slogan, occorre consolidare i percorsi formativi, stabilizzare i profili strategici e costruire sistemi di valutazione realmente meritocratici. Senza una pianificazione di lungo periodo, il rischio è quello di tornare a una gestione emergenziale del personale.

La trasformazione della Pubblica amministrazione, in definitiva, non si misura soltanto nel numero di nuove piattaforme attivate o nei fondi stanziati. Si valuta nella capacità di rendere strutturale il cambiamento, radicandolo nella cultura organizzativa e nella professionalità di chi lavora negli uffici pubblici.

Il capitale umano può davvero diventare il perno del rinnovamento, ma a condizione che alle dichiarazioni seguano scelte coerenti e verificabili. Solo allora la PA potrà tradurre le ambizioni riformatrici in servizi più efficaci, tempi più rapidi e maggiore fiducia da parte dei cittadini.

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