Biocontrollo, il jolly per ridurre la chimica in agricoltura
Roma, 28 gen. (askanews) – Il biocontrollo è essenziale per ridurre la chimica in agricoltura, rispondendo alle sfide della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. E in Italia la bioprotezione si inserisce un sistema produttivo che già oggi vanta standard di sicurezza tra i più alti al mondo. I dati più recenti confermano, infatti, la solidità del modello italiano con le analisi Efsa che evidenziano indici di conformità ai limiti di legge prossimi al 100%, posizionando l’Italia al di sopra della media europea grazie a sistemi di controllo capillari e all’applicazione rigorosa dei protocolli di sicurezza.
Tuttavia, nonostante queste tecnologie siano già in parte disponibili, il loro utilizzo necessita di una spinta importante attraverso politiche mirate e incentivi che ne favoriscano l’adozione su larga scala. L’obiettivo è chiaro: supportare la transizione ecologica anche in agricoltura valorizzando la qualità e la salubrità delle produzioni permettendo l’adozione di soluzioni di biocontrollo per una risposta integrata alla crisi climatica e alla crescente pressione di patogeni e stress ambientali, senza penalizzare la competitività degli agricoltori europei. Una visione che vede Bayer impegnata nello sviluppo di soluzioni di origine naturale utilizzabili anche in regime biologico, ampliando così gli strumenti a disposizione di un’agricoltura sempre più moderna e resiliente.
E’ quanto emerso dal convegno “Biocontrollo. Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili”, promosso da Fondazione UniVerde, Università degli Studi di Napoli Federico II e Rete Nazionale Istituti Agrari – Re.N.Is.A. con il patrocinio del Crea, che si è svolto questa mattina a Roma, presso il Parlamentino Cavour del Masaf con la media partnership di Rai Pubblica Utilità e Rai Radio 1, in diretta streaming su Radio Radicale e con la partnership di Bayer.
Al convegno ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: “spesso si è parlato di sostenibilità in termini ideologici, quando in realtà bisogna essere pragmatici: sostenibilità significa garantire l’ambiente ma anche la produttività e il reddito degli agricoltori, questi elementi devono viaggiare insieme – ha detto – Il biocontrollo è un elemento essenziale su cui stiamo discutendo con il mondo della ricerca e della formazione scolastica, le università, l’industria, chi nel tempo ha evoluto il suo modello di produzione, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di agrofarmaci e garantire al contempo la produzione e il reddito di chi lavora”.
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, ha ricordato che “promuovere l’agricoltura biologica è una delle mie priorità personali per rilanciare un’Italia della qualità, capace di conciliare tutela dell’ambiente e benessere dei consumatori. Non è un caso che da ministro dell’Agricoltura firmai, il 9 agosto del 2000, il decreto ministeriale che introdusse il contributo (tassa) sui fitofarmaci e fertilizzanti sintetici. Questi fondi, tutt’ora versati dalle aziende produttrici, sono destinati a finanziare la sicurezza alimentare e, in particolare, il comparto dell’agricoltura biologica, sostenendo la produzione nazionale, la tutela dei marchi e i programmi di ricerca”.
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