La fiera delle bufale sulle carriere separate: la propaganda di Anm e della destra

Gen 28, 2026 - 21:00
 0
La fiera delle bufale sulle carriere separate: la propaganda di Anm e della destra

Abbandonata qualsiasi analisi dotta sul testo della riforma sulla separazione delle carriere, in queste settimane a predominare è la propaganda. Per giorni è stato criticato pesantemente lo slogan del Comitato “Giusto dire No” dell’Anm (“Vorresti giudici che dipendono dalla Politica? No). Ieri poi a subire una shitstorm è stato il Segretario dell’Anm Rocco Maruotti che su Facebook ha accostato l’immagine dell’uccisione di Alex Pretti ad opera di agenti dell’ICE alla modifica costituzionale. Lui poi ha cancellato post e si è scusato. Ma non ha evitato la velenosa e forse eccessiva reazione di Nordio:Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca del segretario della ANM. Dopo il suo comunicato così indegno, le scuse, inaccettabili, rivelano o un intelletto inadeguato alla importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni”.

Chissà se fino a marzo non si prenderanno letteralmente a schiaffi. Ma oggi guardiamo dall’altra parte dello schieramento, mettendo in fila tutta una serie di dichiarazioni spesso usate proprio per giustificare dinanzi all’elettorato di destra la necessità di confermare nelle urne il provvedimento approvato dal Parlamento. Il filo conduttore che le lega è l’insofferenza del Governo verso decisioni sgradite della magistratura. Così facendo però si rischia, deviando dalla reale sostanza della riforma, che una parte di elettorato di sinistra favorevole al Sì potrebbe votare No. Ma vediamo nel dettaglio. In un intervento al Cnf il 7 aprile 2025 il sottosegretario Alfredo Mantovano, aveva tuonato: “oggi c’è il blocco delle espulsioni grazie a decisioni giudiziarie, c’è il blocco della sicurezza, della politica industriale che voglia raggiungere certi obiettivi, si pensi all’Ilva, grazie a decisioni giudiziarie. C’è un’invasione di campo che deve essere ricondotta”. Poi il ministro Matteo Salvini il 22 novembre aveva definito “sequestro” la scelta da parte del Tribunale dei minori de L’Aquila di allontanare i bimbi della cosiddetta famiglia nel bosco e aveva concluso: “anche questa storia dimostra che una riforma della giustizia sarà fondamentale”.

Dopo arrivò Carlo Nordio al Corriere della Sera: “Il governo Prodi cadde perché Mastella, mio predecessore, fu indagato per accuse poi rivelatesi infondate. Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”. Nel suo recente libro ha rafforzato il suo pensiero: “è abbastanza singolare che per raccattare qualche consenso oggi” le opposizioni “compromettano la propria libertà di azione domani”. Espressione, quest’ultima, che Luciano Violante sempre sul Corsera di qualche giorno fa ha interpretato come il desiderio del governo di non sottoporsi al controllo giurisdizionale. E come non ricordare la premier Giorgia Meloni che nella conferenza stampa di inizio anno aveva detto: “Spesso i magistrati sulla sicurezza rendono vano il lavoro del Parlamento, del governo e delle forze dell’ordine. Posso citare decine di casi”.

Uno dei suoi fedelissimi Galeazzo Bignami invece si dà molto da fare sui social: “Occupare le strade? Per i giudici non è reato. Vota Sì”; “le Forze dell’Ordine arrestano e certe toghe liberano i criminali. Anche per questo dobbiamo votare Sì”; “carabinieri e Forze dell’Ordine arrestano e le toghe rosse liberano. Anche per questo dobbiamo votare SÌ”. Proprio sui social di Fratelli d’Italia pochi giorni fa abbiamo letto: “Il Governo trasferisce gli immigrati clandestini in Albania, la magistratura rossa lo impedisce. Sì riforma”. Quelle di Bignami e dei suoi Fratelli sono chimere, perché nessuno, qualora la riforma passasse, potrebbe impedire ai giudici di scarcerare o prendere ancora provvedimenti non in linea col Governo in tema di immigrazione che, tra l’altro, non vengono toccati dalla norma perché riguardano la giustizia civile. Bignami poi auspica che con la riforma ci sia più gente in carcere. Ma è stato proprio Nordio a sostenere che grazie alla riforma si romperà quel presunto rapporto di sudditanza tra pm e gip così da impedire l’abuso delle misure cautelari.

Quanta confusione e propaganda a destra. Ma negli ultimissimi giorni è stata la tragedia di Crans-Montana ad alzare la tensione. Pomo della discordia tra Italia e Svizzera la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti. Il vice premier di Forza Italia, Antonio Tajani ha detto: “valuteremo tutte le iniziative giudiziarie e politiche a cominciare dal rivolgere un appello alle autorità politiche cantonali affinché facciano pressioni perché il processo vada avanti rapidamente, che non si inquinino le prove e ancora meglio se il processo può essere affidato alla magistratura in via straordinaria di un altro cantone”. Dichiarazioni che hanno suscitato la ferma reazione del presidente federale elvetico Guy Parmelin: “in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane. In Svizzera vige la separazione dei poteri e deve essere rispettata. La politica non può interferire”.

Una lezione di diritto d’oltralpe. Ma a dare manforte ai No ci ha pensato sempre Tajani sabato dalla kermesse di Forza Italia: “Non basta la separazione delle carriere”. Serve anche altro: “aprire un dibattito su se è giusto o meno continuare a conservare la polizia giudiziaria sotto l’autorità dei magistrati”. Immediata sui social la reazione dei magistrati, come il procuratore Mario Palazzi:il vero scopo della riforma è togliere il controllo del pm sulla Polizia Giudiziaria. Significa che chi deciderà su cosa indagare saranno i ministri da cui dipendono Arma dei Carabinieri (Difesa), Guardia di Finanza (Mef), Polizia di Stato (Interni)”. Cara destra è necessaria tutta questa propaganda? O siete sicuri di vincere o avete perso la bussola.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia