Sondaggi politici elettorali: gli italiani tra carovita e ospedali, Trump e Putin, referendum sulla Giustizia: l’ultima indagine su partiti e voto
Conoscenza e orientamento di voto sul Referendum della Giustizia, le preoccupazioni principali degli italiani che riguardano soprattutto la vita di tutti i giorni, la minaccia delle Grandi Potenze e la percezione dell’alta tensione a livello geopolitico e internazionale, quanto è cambiata la percezione degli Stati Uniti con il Presidente Donald Trump, gli orientamenti di voto sui partiti. È un sondaggio a tutto campo l’ultimo realizzato e pubblicato da Ixè che fotografa il panorama politico e che indaga gli umori degli italiani.
In cima alle apprensioni della popolazione c’è il carovita e le condizioni in cui versa il sistema sanitario. Mai così in basso la fiducia nell’alleato USA, al minimo storico presso gli italiani, superati perfino dalla Cina e percepiti come una minaccia come la Russia di Putin in pratica. Le opposizioni spaccate, divise, in disaccordo, litigiose e rancorose continuano a regalare al centrodestra un dominio incontrastato nell’arco parlamentare. Pronostici confermati ma poca coscienza dei quesiti per quanto riguarda il referendum sulla riforma della Giustizia della prossima primavera.
Le preoccupazioni e i problemi degli italiani
A preoccupare in assoluto di più gli italiani è l’aumento del costo della vita, l’inflazione secondo il 58% degli intervistati, una percentuale in diminuzione rispetto a un anno fa. A seguire il peggioramento della Sanità al 50% e la sicurezza e la criminalità al 44,8%. Quest’ultima percentuale in crescita di oltre il dieci percento, rispetto al 33,5% del gennaio 2025. Chiudono il listone le guerre, il cambiamento climatico e la situazione ambientale, il rallentamento della crescita economica, l’immigrazione, la discriminazione delle minoranze.
La geopolitica e le minacce all’ordine mondiale
Colpisce quanto sia cambiata la percezione della minaccia degli attori internazionali nel giro di pochissimi anni: a neanche un mese dalla cattura di Maduro in Venezuela, a pochi mesi dall’accordo su Gaza, nelle settimane delle violenze dell’ICE a Minneapolis, la fiducia negli Stati Uniti del Presidente Donald Trump crolla dal 50% del 2023 al 21% odierno. Addirittura meno della Cina che invece si assesta al 22%. Russia di Putin staccata al 12%. Per restare in ambito geopolitico e internazionale, colpisce non come la Russia di Vladimir Putin sia la prima risposta sulla potenza che maggiormente minaccia l’ordine mondiale e la pace ma come al 32,9% si piazzano proprio gli USA di Trump.
Gli orientamenti di voto sui partiti
Irraggiungibile e intoccabile al vertice del listone dei partiti Fratelli d’Italia, il partito della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni guida la maggioranza che complessivamente mette insieme al momento 46,5%. Azionisti di minoranza restano i litigiosi Forza Italia e Lega, alle prese con un testa a testa lungo quanto la stessa legislatura, sono all’8,4% e all’8%. Noi Moderati di Maurizio Lupi mantiene il suo uno percento.
Opposizioni ancora divise, sempre divise, con il centrosinistra che riesce a mettere insieme un 29,8%: 22,6% il Partito Democratico di Elly Schlein e 7,2% di Alleanza Verdi Sinistra. Proporzioni che sarebbero sostanzialmente diverse se si considerasse anche il Movimento 5 Stelle, che fa registrare un 12,2%. E ancora più diverse se si considerasse quella terra di mezzo dei centristi, moderati e radicali, di Italia Viva di Matteo Renzi al 2,3%, +Europa al 3,3%, Azione di Carlo Calenda all’1,8%. Ma le opposizioni, come dicevamo, sono divise e disunite.
Gli orientati al voto restano sotto la metà degli interpellati, una percentuale che dice molto su partecipazione e astensionismo, al 46,9%. Alla generica voce altri va un 4,1%.
Il referendum sulla Giustizia
Prossimo banco di prova per maggioranza e opposizioni è diventato inevitabilmente il referendum sulla riforma della Giustizia. Anche in questa indagine – e al netto di astenuti e indecisi al 39% – al momento la maggior parte degli intervistati si dice favorevole al Sì: percentuale del 50,1% mentre il 49,9% respingerebbe la riforma. Anche se referendum della prossima primavera non contemplerà il quorum, essendo un quesito confermativo, è appena il 48,1% a dirsi pronto e sicuro di andare a votare la prossima primavera. Resta comunque alta la percentuale di chi non abbia vera e propria contezza del voto: il 37,4% dice di aver sentito parlare del voto ma di non conoscerne bene i contenuti mentre il 17,9% dice di non averne neanche sentito parlare contro il 44,7% che sostiene di esserne informato e cosciente.
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