Cani da caccia lasciati al freddo e al gelo: la denuncia dell'Enpa

Gen 11, 2026 - 15:00
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Cani da caccia lasciati al freddo e al gelo: la denuncia dell'Enpa

lentepubblica.it

L’intervento dell’Enpa di Lugo a Bizzuno riaccende l’attenzione sulle condizioni di detenzione dei cani da caccia e sull’importanza delle segnalazioni dei cittadini.


Il gelo dell’inverno non risparmia nessuno, nemmeno gli animali. Nelle campagne di Bizzuno, frazione del territorio lughese, una vicenda recente ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema della tutela dei cani detenuti all’aperto, in particolare quelli utilizzati per l’attività venatoria. A far emergere una situazione giudicata critica è stata l’Enpa di Lugo, sollecitata dalle numerose chiamate di residenti allarmati dalle condizioni in cui alcuni segugi venivano tenuti durante le giornate più fredde.

Un ricovero inadeguato e temperature rigide

Secondo quanto ricostruito dai volontari, i cani si trovavano all’interno di una struttura rudimentale, un capanno privo di protezioni adeguate contro le intemperie. Il ricovero risultava scoperto e non isolato, esponendo gli animali alle basse temperature tipiche di questo periodo dell’anno. La neve accumulata e il ghiaccio sciolto finivano per infiltrarsi all’interno della cuccia, rendendo l’ambiente ancora più ostile.

A destare ulteriore preoccupazione erano anche le condizioni igienico-alimentari: l’acqua a disposizione dei cani risultava gelata, mentre il cibo appariva insufficiente o non adeguato al fabbisogno energetico richiesto da animali costretti a sopportare il freddo intenso.

L’intervento dei volontari dopo le segnalazioni

La situazione non è passata inosservata. Diversi cittadini della zona, notando il disagio evidente degli animali, hanno contattato l’Enpa di Lugo chiedendo un intervento. A seguito di queste segnalazioni, una operatrice dell’infermeria felina di Bizzuno, struttura gestita dall’associazione, si è recata sul posto per una verifica diretta.

L’azione dei volontari è stata immediata e concreta. Sono stati portati cappottini termici e coperte, con l’obiettivo di offrire un riparo temporaneo e ridurre l’esposizione al gelo. Parallelamente, al proprietario dei cani sono state fornite indicazioni precise sulle misure minime necessarie per garantire il benessere animale, soprattutto durante i mesi invernali.

Il coinvolgimento delle autorità competenti

Oltre all’intervento diretto, l’Enpa ha provveduto a formalizzare una segnalazione alle autorità preposte, affinché la situazione venisse valutata secondo quanto previsto dalla normativa vigente. La legge, infatti, stabilisce chiaramente che gli animali debbano essere custoditi in condizioni compatibili con le loro esigenze etologiche e climatiche.

L’associazione sottolinea come la detenzione di cani all’aperto non sia di per sé vietata, ma richieda ripari adeguati, acqua non congelata, alimentazione sufficiente e protezione dalle intemperie. In assenza di questi elementi, si configura una condizione di sofferenza che non può essere ignorata.

Un problema più diffuso di quanto sembri

La vicenda di Bizzuno, tuttavia, non rappresenterebbe un caso isolato. In una nota diffusa dall’Enpa di Lugo, i volontari spiegano di aver ricevuto numerose segnalazioni in poche ore, tutte riferite a cani tenuti all’esterno senza adeguate tutele nella stessa area rurale. Alcuni testimoni hanno riferito anche di alimentazione inadeguata, limitata in alcuni casi a semplici pezzi di pane, una dieta lontana dalle reali necessità nutrizionali di un cane.

Questo quadro alimenta il timore che situazioni simili siano più frequenti di quanto emerga ufficialmente, soprattutto nelle zone di campagna, dove i controlli risultano più complessi e la presenza degli animali è meno visibile.

L’appello alla cittadinanza: “Non girarsi dall’altra parte”

Di fronte a questo scenario, l’Enpa rinnova un messaggio chiaro: la collaborazione dei cittadini è fondamentale. Segnalare non significa accusare o punire, ma contribuire a prevenire condizioni di disagio che possono trasformarsi in vere e proprie sofferenze.

L’associazione invita chiunque noti cani o altri animali esposti al freddo, privi di riparo o di cure adeguate, a contattare le associazioni di protezione animale o le autorità competenti. Anche una semplice telefonata può permettere un intervento tempestivo e migliorare concretamente la vita di un animale.

La tutela passa dalla consapevolezza

La storia emersa nelle campagne di Bizzuno riporta l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: il benessere animale non è un optional, ma un dovere sancito dalla legge e dal senso civico. In particolare nei periodi di freddo intenso, garantire condizioni dignitose diventa una responsabilità imprescindibile.

L’invito dell’Enpa è chiaro e diretto: osservare, segnalare e intervenire. Perché la protezione degli animali passa anche dalla capacità di una comunità di non restare indifferente di fronte alla sofferenza, trasformando la preoccupazione in azione concreta.

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