Caritas Gerusalemme, nuovi aiuti in Terra Santa

Gen 23, 2026 - 21:30
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Caritas Gerusalemme, nuovi aiuti in Terra Santa
Il direttore di Caritas Gerusalemme, Anton Asfar, nel campo profughi di Jenin (Caritas Jérusalem)

Anno nuovo, bisogni umanitari drammaticamente persistenti. Così come inalterato è l’impegno di Caritas Gerusalemme a favore della popolazione di Gaza (oltre che di Cisgiordania e Gerusalemme Est), vittima della guerra che per oltre due anni ha contrapposto Hamas a Israele. Nonostante le recenti, ulteriori e discutibili restrizioni imposte dal governo di Tel Aviv all’azione di decine di ong internazionali, l’organismo caritativo del Patriarcato latino continua a operare, sostenuto da molti soggetti della rete internazionale Caritas (tra cui Caritas Italiana e Ambrosiana).

Nella lista diffusa dalle autorità israeliane a fine dicembre, tra le organizzazioni a rischio di vedersi revocata l’autorizzazione a operare (per evitare, a detta di Israele, infiltrazioni di persone dedite ad attività terroristiche) figurava anche Caritas Gerusalemme. Ma il Patriarcato, in una sua nota, ha chiarito che Caritas Gerusalemme non può andare soggetta a tale limitazione in quanto organizzazione che opera sotto la governance dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa, dotata di status giuridico e di una missione riconosciuti dallo Stato di Israele in virtù degli accordi siglati con la Santa Sede. Nel comunicato viene dunque precisato che Caritas Gerusalemme non ha avviato alcun processo di ri-registrazione presso le autorità israeliane e che continua con convinzione e senso di responsabilità le proprie attività, nel pieno rispetto del mandato ricevuto.

Assistenza umanitaria, sviluppo, riconciliazione

L’azione Caritas prosegue nella triplice direzione che la caratterizza sin dall’inizio della terribile crisi scoppiata con il barbaro attacco terroristico perpetrato da Hamas e altre forze jihadiste il 7 ottobre 2023 e proseguita con la sproporzionata, inumana e criminale reazione armata che Israele ha sviluppato nei due anni successivi.

In un contesto di enorme fragilità e complessità, Caritas Gerusalemme offre anzitutto assistenza umanitaria: nei primi due anni dall’inizio della crisi ha assistito almeno 30 mila persone, di cui 25 mila a Gaza (musulmane e cristiane) e all’inizio dell’anno ha lanciato un Appello di emergenza (Ea) del valore di 8 milioni di euro, destinato a finanziare gli aiuti emergenziali per l’intero 2026 e ad aiutare oltre 60 mila beneficiari diretti e quasi 165 mila beneficiari indiretti.

Gli interventi saranno concentrati, grazie a 127 operatori, soprattutto nella Striscia di Gaza, dove il collasso dei servizi essenziali ha prodotto gravi ripercussioni sulla salute fisica e mentale della popolazione. Tra le azioni specifiche, le principali riguardano servizi sanitari d’emergenza e di base, erogati dalla clinica permanente di Gaza e da altre 9 unità mobili che si spostano e agiscono in base agli eventi bellici; grande attenzione viene però garantita anche alla salute mentale e al supporto psicosociale (con particolare attenzione a bambini, caregiver e persone vittime di violenza), all’assistenza economica (supporto in contanti a famiglie vulnerabili), all’assistenza invernale (distribuzione di materassi, coperte, abbigliamento e altri materiali), al trattamento dell’acqua e ai servizi igienico-sanitari (per garantire standard minimi di igiene e ridurre il rischio di malattie), alla fornitura di protesi e ausili per la mobilità (a persone con lesioni o disabilità fisiche).

Accanto alle azioni pensate sostanzialmente per garantire sopravvivenza e il soddisfacimento dei bisogni primari, vi saranno inoltre interventi di riabilitazione e sviluppo (iniziative per ricostruire le comunità, riqualificazione delle cliniche mediche, sostegno ad attività economiche, tirocini lavorativi) e, anche in Israele, progetti per promuovere pace e riconciliazione (percorsi educativi e formativi, advocacy).

«La pace scaturisce dal rispetto del diritto»

Per contribuire a questo sforzo, Caritas Ambrosiana ha deciso nei giorni scorsi di stanziare 150 mila euro, che porteranno il supporto finanziario complessivo offerto alle comunità di Terra Santa negli ultimi due anni, grazie alla generosa risposta di tanti donatori, a 945 mila euro.

A questa cifra si aggiungeranno ulteriori risorse economiche, la cui entità e la cui destinazione saranno precisate a febbraio, quando ospite di Caritas Ambrosiana sarà Anton Asfar. Il Segretario generale di Caritas Gerusalemme sarà ospite dell’organismo diocesano martedì 10 e mercoledì 11 febbraio; il programma della visita è in via di definizione, ma prevederà tre incontri pubblici a Lecco e Varese, oltre che naturalmente a Milano.

«Accoglieremo con gioia Anton – dichiarano Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori di Caritas Ambrosiana –, anzitutto per esprimergli ammirazione e gratitudine per quanto l’organismo da lui diretto sta facendo, in condizioni di estrema precarietà e di concreto pericolo (due operatori di Caritas Gerusalemme hanno perso la vita, nei mesi scorsi, a causa dei bombardamenti israeliani, ndr) a favore di tante persone e comunità fiaccate da una guerra insensata. Gli ribadiremo tutta la nostra solidarietà e decideremo insieme a lui a quali obiettivi indirizzare i nostri nuovi contributi, per irrobustire i quali chiediamo ai fedeli e ai cittadini ambrosiani di dare prova di ulteriore generosità. Soprattutto, ascolteremo la sua testimonianza, preziosa per capire come le parti in guerra abbiamo violato e calpestato anche il diritto umanitario, arrivando a fare dei civili scudi umani, a radere al suolo obiettivi non militari e interi insediamenti urbani, a provocare sfollamenti di massa, a utilizzare la fame come arma di guerra: un riprovevole scandalo nello scandalo della guerra, che bisogna guardare in faccia, per trovare la forza di ricordare a chi governa il mondo, e il nostro paese, che alla pace non bastano i pur indispensabili accordi internazionali, ma che essa scaturisce anzitutto dal rispetto del diritto, che tutela la dignità di ogni uomo e di ogni donna, a cominciare dai piccoli e vulnerabili».

Per sostenere la raccolta fondi

Con carta di credito online 

In posta ccp. n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano

Con bonifico c/c presso il Banco Bpm Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus Iban: IT82Q0503401647000000064700

Causale: Emergenza Terra Santa / Le offerte sono detraibili fiscalmente

Info sulla campagna: https://donazioni.caritasambrosiana.it/donazioni/Emergenza-Terra-Santa-837.asp e https://donazioni.caritasambrosiana.it/donazioni/Emergenza-Libano-611.asp

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia