Il nuovo re del gaming, chip per l'AI senza cloud e un'ecosistema super integrato: tutte le novità di AMD al CES 2026
AMD ha scelto il CES 2026 per presentare al mondo la propria strategia sul futuro del PC, puntando con decisione su intelligenza artificiale locale, prestazioni elevate e un ecosistema software sempre più maturo. Al centro degli annunci troviamo nuove CPU Ryzen, soluzioni grafiche aggiornate e strumenti pensati per rendere l'AI realmente utilizzabile su macchine consumer e professionali, senza dipendere dal cloud.
In questo articolo analizzeremo tutte le principali novità presentate, concentrandoci sui chip per notebook AMD Ryzen AI 400 e Ryzen AI Max+ 300, sull'evoluzione della tecnologia ROCm, sul nuovo processore desktop Ryzen 9850X3D dedicato al gaming e sull'aggiornamento di FSR Redstone, la nuova risposta di AMD al DLSS di NVIDIA.
La famiglia AMD Ryzen AI 400 rappresenta il punto d'ingresso della nuova generazione di AI PC pensati per il mercato consumer. Parliamo di processori mobile progettati espressamente per eseguire carichi d'intelligenza artificiale in locale, sfruttando una NPU dedicata basata su architettura AMD XDNA 2, integrata direttamente nel SoC.
E attenzione, perché parliamo della NPU più potente del mondo per sistemi basati su architettura x86, capace di raggiungere i 60 AI TOPS.
Le nuove CPU per notebook e mini PC puntano a migliorare l'esperienza quotidiana su Windows, soprattutto negli scenari in cui l'AI lavora in background. Pensiamo a videochiamate con sfocatura dello sfondo, miglioramento audio in tempo reale, elaborazione delle immagini e assistenti locali che non inviano dati al cloud, un tema sempre più centrale quando si parla di privacy e sicurezza.
Dal punto di vista tecnico, la serie Ryzen AI 400 si colloca come una soluzione equilibrata per notebook sottili e convertibili. La NPU lavora insieme a CPU Zen 5 (fino a 12 core / 24 thread, fino a 5.2 GHz) e GPU integrata RDNA 3.5 (16 core, fino a 3.1 GHz), distribuendo i carichi in modo più efficiente rispetto alle generazioni precedenti. Questo approccio riduce i consumi e mantiene prestazioni costanti anche durante l'uso prolungato, un aspetto chiave per i portatili.
AMD sottolinea anche il supporto software, con compatibilità nativa alle principali funzioni AI di Windows e agli strumenti di sviluppo che sfruttano ROCm. Le prestazioni promesse sono molto elevate, come potete notare dai grafici a seguire. La disponibilità dei primi modelli di notebook con processori di questa serie è attesa per il Q1 2026.
Con i due nuovi chip Ryzen AI Max+ 300 AMD alza di nuovo l'asticella. Questa serie di processori nasce per notebook e sistemi compatti che devono gestire creazione di contenuti, sviluppo AI e gaming senza ricorrere a GPU dedicate. Già allo scorso CES 2025 la serie comprendeva diversi modelli, a cui oggi si aggiungono il Ryzen AI Max+ 392 (12 core / 24 thread) e il Ryzen AI Max+ 388 (8 core / 16 thread).
Il punto di forza della serie è l'architettura fortemente integrata. Ryzen AI Max+ 300 combina CPU Zen 5 fino a 16 core e 32 thread, GPU RDNA 3.5 con prestazioni di livello discreto e una NPU XDNA 2 capace di arrivare fino a 50 AI TOPS. A fare la differenza è anche la memoria unificata, che può raggiungere 128 GB e viene condivisa in modo coerente tra CPU, GPU e NPU, riducendo colli di bottiglia e latenza.
La base hardware è dunque simile a quella della serie Ryzen AI 400, ma sui Ryzen AI Max+ 300 viene spinta oltre e assicura una potenza più elevata.
Questo approccio, infatti, ha un impatto diretto sui carichi più pesanti. Nei flussi di lavoro come editing video, modellazione 3D e rendering, il sistema sfrutta in parallelo tutte le unità di calcolo disponibili. Nei giochi AAA, invece, la GPU RDNA 3.5 permette di superare i limiti tipici delle grafiche integrate, soprattutto se affiancata alle tecniche di upscaling e frame generation di AMD.
Un altro aspetto rilevante è l'orientamento agli sviluppatori. Ryzen AI Max+ 300 supporta in modo nativo ambienti Windows e Linux, consentendo di eseguire in locale i modelli AI con framework compatibili ROCm. Questo rende possibile testare e distribuire applicazioni di intelligenza artificiale direttamente su hardware consumer, senza passare obbligatoriamente da infrastrutture cloud o workstation dedicate.
AMD ROCm è il pilastro software che rende coerente tutta la strategia di AMD sull'intelligenza artificiale locale. Non si tratta di un semplice toolkit per sviluppatori, ma di una piattaforma completa che permette di sfruttare CPU Ryzen, GPU Radeon e NPU Ryzen AI come un unico sistema di calcolo eterogeneo.
Con l'annuncio di ROCm 7.2, AMD estende e migliora il supporto sia a Linux sia a Windows, un passaggio cruciale per la diffusione dell'AI su PC consumer e professionali.
Un elemento chiave è l'integrazione con strumenti già diffusi tra creator e sviluppatori. ROCm supporta ambienti come ComfyUI, rendendo più semplice l'installazione e l'uso di workflow basati su modelli generativi. In pratica, chi lavora con Stable Diffusion, modelli video o LLM può sfruttare GPU e NPU AMD con prestazioni competitive, senza dipendere da servizi cloud.
Dal punto di vista tecnico, ROCm supporta nativamente i nuovi Ryzen AI 400 e gestisce in modo intelligente la distribuzione dei carichi tra CPU, GPU e acceleratori AI, adattandosi al tipo di operazione. Nei sistemi con Ryzen AI Max+, questo approccio valorizza la memoria unificata, riducendo copie inutili dei dati e migliorando l'efficienza complessiva.
Il nuovo AMD Ryzen 7 9850X3D è stato creato per diventare il processore desktop più potente del mondo per il gaming, anche meglio del Ryzen 7 9800X3D. È dunque un chip progettato per massimizzare le prestazioni nei videogiochi, dove latenza e accesso rapido ai dati contano più del numero puro di core.
La presenza della 3D V-Cache consente di aumentare in modo significativo la quantità di cache L3, riducendo il ricorso alla memoria di sistema. Nei titoli moderni, soprattutto quelli open world o fortemente dipendenti dalla CPU, questo si traduce in frame rate più stabili e migliori prestazioni generali, anche in abbinamento a schede video di fascia altissima.
Rispetto al 9800X3D, il nuovo 9850X3D ha un hardware identico ma raggiunge frequenze più alte in boost, fino a 5.6 GHz. Restano dunque inalterate le specifiche principali: 8 core, 16 thread, 104 MB di cache L2 + L3, TDP a 120 W.
Inoltre, pur essendo focalizzato sui videogiochi, Ryzen 7 9850X3D resta una CPU solida anche per creazione di contenuti e multitasking. L'architettura Zen 5 garantisce buone prestazioni in applicazioni produttive, rendendolo una scelta equilibrata per chi cerca un PC desktop capace di eccellere nel gaming senza sacrificare la versatilità.
Concludiamo quest'analisi degli annunci di AMD al CES 2026 parlando dell'aggiornamento FSR Redstone, che rappresenta l'evoluzione più importante della tecnologia di upscaling di AMD per il gaming.
La nuova tecnologia è disponibile già da qualche settimana ed ha un approccio nuovo: integra in modo esplicito intelligenza artificiale e analisi avanzata dei frame. L'obiettivo non è solo aumentare il numero di fotogrammi al secondo, ma migliorare la qualità visiva percepita mantenendo un carico computazionale sostenibile.
Rispetto alle versioni precedenti di FidelityFX Super Resolution (FSR), con Redstone si fa un uso più esteso dei modelli AI per la ricostruzione dell'immagine, la gestione dei dettagli fini e la stabilità temporale. Questo consente di ridurre artefatti (come shimmering e ghosting), soprattutto nei movimenti rapidi e nelle scene più complesse, dove gli algoritmi tradizionali mostrano i propri limiti.
Un aspetto centrale è la forte integrazione con l'ecosistema AMD. Infatti, FSR Redstone sfrutta in modo intelligente GPU Radeon, CPU Ryzen e, dove disponibile, le NPU presenti nei sistemi Ryzen AI. In questo modo è possibile scalare le prestazioni su un'ampia gamma di hardware, dai PC desktop di fascia alta ai notebook con grafica integrata avanzata.
Dal punto di vista pratico, però, FSR Redstone include diverse tecnologie al suo interno: non solo FSR 4, ma anche Radiance Caching, Ray Regeneration e Frame Generation. Alcune di queste innovazioni saranno disponibili solo su hardware specifici, come le GPU Radeon serie 9000, quindi bisognerà capire bene come saranno implementate.
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