Il rinnovo dell'Assegno Unico 2026 avviene in modo automatico
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Le politiche di sostegno alla genitorialità in Italia hanno trovato una forte spinta nel 2022 grazie all’introduzione dell’Assegno Unico e Universale, una misura che ha sostituito i vari precedenti bonus con un unico strumento di welfare basato sul principio della continuità.
Uno degli aspetti più critici per le famiglie beneficiarie dell’Assegno riguardava il passaggio tra le diverse annualità, che comportava l’obbligo di rinnovare istanze e documentazioni. Oggi, come confermato anche dalle ultime circolari dell’INPS – tra cui il messaggio n. 7 del 2026 – il sistema è passato a un modello di gestione d’ufficio che mira a ridurre l’intermediazione amministrativa e a garantire la stabilità economica dei nuclei familiari già censiti.
Il principio della validità in continuità per l’anno 2026
Il rinnovo dell’agevolazione per l’annualità 2026 avviene in modalità automatica per la vasta platea di beneficiari che presentano una domanda già approvata e in stato di accoglimento. Questo meccanismo di erogazione d’ufficio solleva i cittadini dall’obbligo di ripresentare l’istanza, purché non si siano verificate variazioni significative all’interno del nucleo familiare.
Tuttavia, è essenziale monitorare il possesso dei requisiti. La nascita di un nuovo figlio o il raggiungimento della maggiore età da parte di un componente devono essere tempestivamente ai fini dell’aggiornamento della scheda informativa e per evitare la sospensione o l’esclusione dal beneficio. L’obbligo di nuova domanda persiste esclusivamente per coloro che hanno visto la propria pratica decadere, essere revocata o respinta negli anni precedenti, o per chi accede alla prestazione per la prima volta.
La rivalutazione degli importi e l’adeguamento all’inflazione
Le cifre erogate mensilmente non sono fisse, ma soggette a una dinamica di adeguamento legata all’indice del costo della vita. In virtù dei dati Istat relativi all’inflazione registrata nell’ultimo anno, pari all’1,4%, l’importo dell’Assegno Unico subisce una rivalutazione automatica a decorrere dal 1° gennaio 2026. Questo incremento interessa sia le quote spettanti per ciascun figlio sia le soglie di accesso determinate dall’indicatore ISEE.
Nello specifico, per le famiglie con una situazione economica più fragile, con ISEE fino a 17.468,51 euro, la quota mensile massima sale a 204,4 euro per ogni figlio. Al contrario, per i redditi più elevati o per chi non presenta la dichiarazione sostitutiva, la quota minima garantita si attesta a 58,5 euro per figlio.
Restano attive le maggiorazioni strutturali previste per premiare la natalità e le famiglie numerose: il contributo aumenta del 50% per i bambini sotto l’anno di vita e per i figli tra 1 e 3 anni nei nuclei con almeno 3 figli, mentre per le famiglie con 4 o più figli è confermato un ulteriore bonus forfettario di 150 euro.
Il calendario dell’ISEE e il recupero degli arretrati
Un aspetto critico riguarda la validità temporale della certificazione ISEE. Sebbene per le mensilità di gennaio e febbraio 2026 l’ente previdenziale continui a utilizzare i dati relativi al 2025, a partire dal mese di marzo diviene indispensabile il riferimento all’indicatore aggiornato. Pertanto, le famiglie dovranno richiedere un nuovo ISEE entro la fine di febbraio. In caso di ritardo, l’assegno verrà erogato esclusivamente nella sua misura minima a partire dalla mensilità di marzo.
È comunque prevista una finestra di flessibilità per non penalizzare i beneficiari. Infatti, presentando la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro il 30 giugno 2026, il nucleo familiare avrà diritto al versamento degli arretrati, recuperando la differenza tra l’importo minimo e quello effettivamente spettante in base alla propria fascia di reddito sin dal mese di marzo. Per facilitare questo adempimento, sono disponibili strumenti digitali avanzati come il portale precompilato dell’Inps o le applicazioni mobili, che permettono di regolarizzare la propria posizione in modo rapido e autonomo, garantendo la piena percezione delle maggiorazioni maturate.
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