Nuove regole per la formazione continua: le Linee Guida sui Fondi interprofessionali

Gen 11, 2026 - 15:00
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Nuove regole per la formazione continua: le Linee Guida sui Fondi interprofessionali

lentepubblica.it

Il Ministero del Lavoro aggiorna il quadro normativo che disciplina i Fondi paritetici interprofessionali: più chiarezza, governance rafforzata e maggiore integrazione con le politiche attive.


Un nuovo riferimento normativo per la formazione dei lavoratori

Con il Decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le nuove Linee Guida dedicate ai Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua. Si tratta di un intervento di ampio respiro che ridefinisce, in modo organico, le regole relative all’attivazione, al funzionamento e alla vigilanza di questi strumenti centrali per lo sviluppo delle competenze dei lavoratori.

Il provvedimento segna un passaggio significativo: le nuove disposizioni sostituiscono integralmente le precedenti indicazioni contenute nelle circolari ministeriali e dell’ANPAL emanate negli anni passati, mettendo ordine in un quadro regolatorio stratificato e ormai non più adeguato ai profondi cambiamenti economici e sociali in atto.

Cosa sono i Fondi paritetici e perché sono strategici

I Fondi paritetici interprofessionali nascono all’inizio degli anni Duemila con una finalità precisa: finanziare la formazione continua dei lavoratori occupati, sostenendo al tempo stesso la competitività delle imprese. Il loro funzionamento si basa su un meccanismo semplice ma efficace: le aziende destinano ai Fondi lo 0,30% della retribuzione di ciascun dipendente, una quota già prevista per legge e riscossa dall’INPS.

Queste risorse, vincolate per finalità pubbliche, vengono poi impiegate per realizzare percorsi di aggiornamento professionale, senza costi diretti né per i lavoratori né per i datori di lavoro. L’adesione resta volontaria, nel rispetto del principio di libertà di scelta delle imprese.

Dalla formazione alla politica attiva: un ruolo che si amplia

Nel corso degli anni, il perimetro di intervento dei Fondi si è progressivamente esteso. Non più soltanto formazione in senso stretto, ma anche politiche attive del lavoro, gestione delle crisi aziendali, supporto alle transizioni occupazionali e accompagnamento nei processi di riorganizzazione produttiva.

Le nuove Linee Guida tengono conto di questa evoluzione e riconoscono ai Fondi un ruolo sempre più integrato all’interno del sistema nazionale del lavoro, in collegamento con strumenti come il Fondo Nuove Competenze, l’apprendistato, le misure di inclusione lavorativa e i servizi per l’impiego.

Un contesto in rapido cambiamento

Alla base dell’intervento ministeriale vi è la consapevolezza che il mercato del lavoro stia attraversando trasformazioni profonde e accelerate. Digitalizzazione, transizione ecologica, mutamenti demografici e flussi migratori stanno ridefinendo le competenze richieste e rendono indispensabile un sistema di formazione continua capace di adattarsi rapidamente.

Le Linee Guida rispondono a questa esigenza puntando su alcuni pilastri chiave: maggiore qualità dell’offerta formativa, coerenza con i fabbisogni reali di imprese e lavoratori, valorizzazione dell’apprendimento permanente come diritto individuale e leva di sviluppo collettivo.

Formazione più flessibile e competenze spendibili

Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’attenzione alla personalizzazione dei percorsi formativi. Viene incentivato l’uso di metodologie attive, dall’apprendimento esperienziale alle soluzioni digitali, comprese le simulazioni avanzate.

Al tempo stesso, le nuove regole mirano a rendere le competenze acquisite trasferibili e riconoscibili, anche attraverso strumenti digitali di attestazione, percorsi modulari e micro-qualificazioni. Centrale diventa anche il sistema di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, che consente di valorizzare l’esperienza maturata nel tempo e facilitarne la spendibilità sul mercato del lavoro.

Integrazione tra politiche e semplificazione amministrativa

Le Linee Guida pongono inoltre l’accento sulla necessità di una maggiore integrazione tra politiche pubbliche. La formazione non viene più considerata un ambito isolato, ma parte di una strategia più ampia che coinvolge investimenti in innovazione, ricerca, infrastrutture e capitale umano.

Un altro obiettivo dichiarato è la semplificazione dei processi amministrativi. La digitalizzazione dei sistemi di gestione, monitoraggio e controllo diventa fondamentale per migliorare l’efficacia degli interventi, rafforzare la trasparenza e orientare in modo più consapevole le scelte di programmazione.

Governance condivisa e ruolo degli attori territoriali

Il decreto ribadisce l’importanza di una governance multilivello. Il Ministero del Lavoro intende coordinare l’azione dei Fondi in un quadro di collaborazione leale con Regioni e Province autonome, titolari delle competenze in materia di formazione professionale e servizi per l’impiego.

Allo stesso tempo, viene valorizzato il contributo della bilateralità, della contrattazione collettiva e del partenariato economico e sociale, nonché il rafforzamento delle forme di collaborazione pubblico-privato.

Abrogazioni, vigilanza e possibili correttivi

Con l’entrata in vigore delle nuove Linee Guida cessano di produrre effetti le precedenti circolari di riferimento. È prevista, tuttavia, la possibilità di introdurre integrazioni o correzioni entro sei mesi, sulla base delle attività di monitoraggio e vigilanza.

I Fondi sono chiamati ad adeguare i propri statuti e regolamenti interni, mantenendo l’autonomia organizzativa ma assicurando coerenza con il nuovo impianto normativo.

Un passo decisivo verso un sistema più moderno

Nel complesso, le nuove Linee Guida rappresentano un passaggio decisivo verso la modernizzazione della formazione continua in Italia. L’obiettivo è costruire un sistema più efficace, inclusivo e orientato al futuro, capace di accompagnare lavoratori e imprese in un contesto in continua trasformazione, rafforzando al tempo stesso la qualità del lavoro e la competitività del tessuto produttivo nazionale.

Nuove Linee Guida sui Fondi interprofessionali

Qui il documento completo.

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