Quelli che chiedono un’Europa più forte, ma disarmata

Gen 9, 2026 - 23:30
 0
Quelli che chiedono un’Europa più forte, ma disarmata

Di fronte alla crescente aggressività del nuovo fascismo americano, sempre più violento e sfrontato tanto in patria quanto all’estero, si sente ripetere continuamente che l’Europa dovrebbe alzare la voce, mostrare maggiore spina dorsale, rispondere a tono a provocazioni e ricatti della Casa Bianca, dalla sua politica commerciale estorsiva alle minacce di invasione della Groenlandia. Personalmente, pur avendo sempre sostenuto la necessità di una posizione più ferma, provo un certo fastidio dinanzi al modo in cui alcuni osservatori tendono a farla facile, a scaricare come al solito sulle élite europee la colpa di tutto, come se fosse solo questione di carattere, e non vi fossero, purtroppo, solidissime ragioni strategiche, economiche e soprattutto di sicurezza per misurare bene le parole e gli atti. Un conto è spingere per una posizione più assertiva, un altro è ignorare o fingere di ignorare i limiti e i rischi oggettivi con cui gli europei devono fare i conti, stretti tra la minaccia dell’imperialismo russo e i ricatti dell’imperialismo trumpiano.

Tra le critiche intelligenti e condivisibili metterei ad esempio quelle mosse oggi da Giuliano da Empoli in un’intervista al Foglio: «Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha poteri in materia di commercio e del digitale, per esempio, che potrebbe esercitare in modo molto più convincente ed efficace di quello che fa: allargherebbe la sfera del possibile restando dentro le regole» (allargare la sfera del possibile è secondo da Empoli la principale risorsa di Trump, cui gli europei non possono pensare di rispondere restando «dentro i confini del mondo precedente»). Se però a invocare una risposta più dura dell’Europa, e magari dello stesso governo Meloni, accusato non senza buone ragioni di supina accondiscendenza al presidente americano, sono gli stessi che si battono ogni giorno contro il riarmo europeo, la contraddizione diventa intollerabile. Chiunque pensi seriamente che l’Unione europea dovrebbe mostrarsi più determinata nel contrastare i disegni di Trump, per coerenza logica prima che politica e morale, dovrebbe chiedere semmai di accelerare al massimo ogni possibile tentativo di renderci autonomi dalla tutela militare americana. Tertium non datur.
Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

 

L'articolo Quelli che chiedono un’Europa più forte, ma disarmata proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News