Reza Pahlavi è al centro della ridefinizione degli equilibri di potere in Iran

Gen 9, 2026 - 23:30
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Reza Pahlavi è al centro della ridefinizione degli equilibri di potere in Iran

Le recenti proteste in Iran presentano una differenza qualitativa significativa rispetto alle ondate di mobilitazione degli anni passati. Se nelle fasi precedenti a dominare era soprattutto la «negazione complessiva del sistema», oggi, accanto alla dimensione puramente oppositiva, emergono segnali chiari della formazione di una dimensione propositiva. In altre parole, la comparsa esplicita di slogan filopahlaviani come formulazione di un’alternativa politica è diventata visibilmente presente. Ignorare questa tendenza, solo perché non coincide con gusti o preferenze politiche personali, può condurre a una lettura distorta della realtà iraniana e trasformarsi in un ostacolo mentale alla comprensione dei possibili percorsi futuri.

Gli slogan filopahlaviani, a differenza di quelli puramente negativi come «no alla Repubblica islamica», «no alla pena di morte» o «morte a …», non esprimono soltanto opposizione allo stato di cose esistente, ma contengono anche un orizzonte propositivo. La loro ampia diffusione nelle città iraniane, persino in centri religiosi come Qom e Mashhad, può essere interpretata come il segnale di un cambiamento nelle alternative politiche immaginate da una parte della società, un cambiamento destinato a incidere sulla disposizione delle forze politiche e sui calcoli degli attori esterni nei confronti dell’Iran.

Queste dinamiche indicano che Reza Pahlavi si è trasformato in un punto di riferimento centrale della sfera politica iraniana. Le diverse forze politiche sono progressivamente costrette a definire la propria posizione e identità in rapporto a lui, sia in termini di sostegno e convergenza, sia in termini di distanza e opposizione. Quando forze di sinistra, riformiste e persino i Pasdaran dedicano parte significativa delle loro energie alla critica o all’attacco nei confronti di Pahlavi, finiscono di fatto per confermare il suo ruolo centrale nel dibattito pubblico.

Si configura così un nuovo asse di riferimento nella competizione politica, attorno al quale si ridefiniscono le linee di distinzione e di conflitto. In queste condizioni, il peso politico di un attore non deriva solo dal potere formale o dall’organizzazione strutturata di cui dispone, ma anche dalla sua capacità di influenzare la configurazione dei discorsi e di costringere gli altri a rivedere le proprie posizioni. Questa trasformazione, indipendentemente dall’esito concreto delle proteste in corso, mostra che le coordinate della sfera politica iraniana, sul piano simbolico e discorsivo, hanno subito un cambiamento significativo, i cui effetti diventeranno progressivamente più evidenti.

Alcuni hanno cercato di ridimensionare l’importanza degli slogan filopahlaviani facendo riferimento a concetti come «doppiaggio sonoro», manipolazione mediatica o interferenze di attori esterni. Tuttavia, le evidenze sul campo e i video diffusi dalle città mostrano che questi slogan emergono in modo reale e spontaneo in settori della società distribuiti su tutto il territorio iraniano. Insistere su narrazioni riduzioniste non modifica la realtà sociale e finisce per minare la credibilità di chi le sostiene.

Reza Pahlavi, dunque, non è più soltanto un simbolo o un punto di riferimento discorsivo, ma si è trasformato in un attore reale nelle dinamiche politiche iraniane. È riuscito a influenzare l’opinione pubblica, a mobilitare una parte significativa della società e a spingerla all’azione concreta nelle strade, come nessun’altra forza di opposizione alla Repubblica islamica era riuscita a fare, suscitando contemporaneamente l’attenzione e la reazione delle strutture di potere del regime.

La sua influenza è oggi osservabile su tre livelli: la configurazione del discorso pubblico, la mobilitazione sociale e i calcoli politico-securitari del potere. Di conseguenza, la questione principale non è più se Pahlavi sia o meno un attore influente, ma come possa guidare questa nuova ondata di rivolte sociali contro il regime degli ayatollah e quale ruolo possa giocare nel determinare il futuro della politica iraniana.

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Redazione Redazione Eventi e News