Tassa di soggiorno: imposta di scopo o tappabuchi per i bilanci comunali?
lentepubblica.it
La chiusura del Forum Internazionale del Turismo ha sancito un momento di svolta rispetto alla gestione tradizionale del settore nel nostro Paese in Italia, caratterizzato da una transizione che punta a superare la visione del turismo come una semplice attività del terziario.
Negli ultimi anni, infatti, il comparto è oggetto di notevoli cambiamenti, volti a renderlo una vera e propria industria strategica per l’Italia e che coinvolgono l’intero sistema produttivo nazionale, dalla manifattura all’agroalimentare.
Da servizio a filiera industriale
Il riconoscimento del turismo come industria a tutti gli effetti rappresenta il pilastro centrale delle nuove strategie programmatiche. Questa visione, sostenuta con forza dai vertici di Confindustria e dal Ministero del Turismo, punta a valorizzare il legame tra l’accoglienza e i settori produttivi del Paese. Considerare il turismo un’industria significa attivare leve fiscali, piani di formazione specialistica e investimenti infrastrutturali tipici dei grandi comparti manifatturieri.
L’obiettivo è trasformare il flusso di visitatori in un motore capace di alimentare i borghi e le aree interne, contrastando l’ormai cronico fenomeno dell’undertourism attraverso il potenziamento dei collegamenti e dei servizi essenziali nelle zone meno note della Penisola. Solo attraverso un piano industriale serio sarà possibile distribuire la pressione turistica dalle grandi città verso il cuore nascosto dell’Italia, garantendo una crescita sostenibile che non esaurisca le risorse dei territori più esposti.
Sicurezza e infrastrutture: il patto tecnologico per la protezione del territorio
Un fattore determinante per la competitività della destinazione Italia è la percezione di sicurezza, elemento che oggi vede il Paese ai vertici delle classifiche europee, superando competitor storici come Francia e Spagna. Per mantenere questo primato, la firma della Carta di Amalfi ha sancito una collaborazione inedita tra il Ministero dell’Interno e quello del Turismo, coinvolgendo direttamente i sindaci delle località a maggiore pressione.
Il primo passo consiste nel rinforzo degli organici delle forze dell’ordine per colmare i vuoti formatisi negli anni. Altro aspetto fondamentale consiste in un massiccio investimento in tecnologie di videosorveglianza. La vera novità normativa risiede nella possibilità per i Comuni di destinare parte dei proventi della tassa di soggiorno proprio al finanziamento di sistemi di sicurezza tecnologica, trasformando un prelievo fiscale spesso contestato in uno strumento diretto di tutela della vivibilità urbana e della protezione dei visitatori.
Il paradosso dei costi milanesi nel contesto europeo
Mentre a livello nazionale si discute di crescita industriale, a livello locale la gestione della tassa di soggiorno sta diventando sempre di più una sorta di correttivo per i bilanci comunali in difficoltà.
Emblematico è il caso di Milano, ove l’ipotesi di innalzare la tariffa dagli attuali 7 euro fino a un tetto di 12 euro per notte preoccupa seriamente gli operatori del settore. Se confrontata con le altre grandi città europee, la differenza è netta e rischia di rendere meno attrattiva la metropoli. Se mettiamo a confronto Milano con il resto del continente il divario è quasi preoccupante. In altre capitali dell’UE la tassa di soggiorno è decisamente più contenuta, con Bruxelles ferma a 5 euro, Lisbona a 4 euro e Praga che richiede solo 2 euro a persona per notte.
L’analisi di Confcommercio evidenzia come un prelievo così aggressivo, non accompagnato da un corrispondente miglioramento della qualità dei servizi offerti, trasforma la tassa in una vera e propria stangata che potrebbe spingere i turisti verso destinazioni più economiche e competitive.
La tassa di soggiorno: tra imposta di scopo e “tassa” impropria
La metamorfosi del turismo in industria fornisce l’occasione per una riflessione su uno degli strumenti più discussi del nostro sistema finanziario locale, ossia la tassa di soggiorno.
L’art. 4, co. 1 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale) dispone che “I comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali, nonché i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.”
Qual è la differenza tecnico-giuridica?
Nonostante il nome comune di “tassa”, dal punto di vista tecnico-giuridico ci troviamo di fronte a un tributo locale di natura pubblicistica, classificabile come imposta. La differenza non è solo semantica, poiché mentre la tassa viene pagata in cambio di un servizio specifico, l’imposta è un prelievo legato alla capacità contributiva (in questo caso, manifestata dal pernottamento) volto a finanziare la spesa pubblica generale o vincolata a un settore.
La natura di imposta di scopo è stata spesso messa in discussione proprio per la genericità dei reinvestimenti. Se inizialmente il gettito doveva servire esclusivamente a finanziare interventi a favore delle strutture ricettive o del decoro dei centri storici, l’apertura all’utilizzo dei fondi per la sicurezza tecnologica rappresenta un’ulteriore estensione. Questo utilizzo allargato del tributo rischia di trasformarlo in un correttivo strutturale per i deficit di bilancio delle amministrazioni locali piuttosto che in un investimento per la crescita del comparto.
La riscossione: la fine del rischio peculato
Il soggetto passivo dell’imposta è ovviamente il turista, ovvero colui che pernotta nella struttura. Tuttavia, la giurisprudenza per anni ha dibattuto circa il ruolo del gestore della struttura ricettiva. In passato, i giudici contabili consideravano l’albergatore un “agente contabile”, con l’obbligo di riversare le somme al Comune pena l’accusa di peculato.
La svolta è arrivata con il Decreto Rilancio del 2020, che ha ridefinito il gestore come “responsabile del pagamento” con diritto di rivalsa sull’ospite. Questo passaggio ha trasformato l’eventuale mancato versamento da reato in illecito amministrativo, risolvendo un paradosso normativo che puniva con anni di reclusione l’omesso versamento di pochi euro. Oggi, dunque, l’albergatore agisce come un sostituto d’imposta di fatto.
La bolla turistica e il “deserto” delle periferie
L’idea di utilizzare i proventi per potenziare la videosorveglianza, pur essendo encomiabile sul piano della prevenzione e della lotta alla micro-criminalità che affligge soprattutto le grandi metropoli, solleva alcuni dubbi di equità. Se il turismo deve diventare un’industria, non può limitarsi a proteggere i propri clienti all’interno dei confini immaginari dei centri storici. Il rischio è creare città “a due velocità”, con un centro sorvegliato e ultra-connesso per il turista che paga 12 euro a notte e una periferia dimenticata dove il cittadino residente deve fare i conti con trasporti carenti e – sempre più spesso – una sicurezza ai minimi storici.
Se prendiamo ad esempio il paradosso milanese dei 12 euro a persona a notte, è evidente come lo stesso sia inaccettabile se il gettito non serve a migliorare i collegamenti tra le aree interne e le zone di interesse, o se non garantisce una sicurezza generalizzata che vada a beneficio anche di chi quelle città le abita sempre, tutto l’anno e non soltanto per una “toccata e fuga”.
The post Tassa di soggiorno: imposta di scopo o tappabuchi per i bilanci comunali? appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




