Trump vara nuovi dazi globali al 10% e attacca: “Corte Suprema influenzata da interessi stranieri”. Cosa cambia dopo la sentenza

Febbraio 22, 2026 - 07:30
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Trump vara nuovi dazi globali al 10% e attacca: “Corte Suprema influenzata da interessi stranieri”. Cosa cambia dopo la sentenza

“È un grande onore aver appena firmato, nello Studio Ovale, nuovi dazi globali del 10% su tutti i paesi che entreranno in vigore quasi immediatamente”. A dirlo è Donald Trump sul suo social Truth dopo la bocciatura ricevuta dalla Corte Suprema per non aver chiesto il via libera dal Congresso, con tre giudici conservatori che hanno votato a favore dello stop. Secondo Trump che lo ha detto in conferenza stampa, la Corte Suprema americana è stata influenzata da “interessi stranieri”.

Ora per l’amministrazione Usa, che ha già annunciato di avere delle misure “alternative”, si apre un buco stimato con una cifra che varia dai 130 ai 200 miliardi di dollari. Si tratta di soldi che gli Usa rischiano di dover restituire a migliaia di aziende che faranno causa al Tesoro.

La prima mossa del tycoon è però chiara e netta ed è quella di varare altri dazi globali al 10% che entreranno in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio e resteranno attivi per 150 giorni. Non si applicheranno a un’ampia gamma di prodotti inclusi i minerali essenziali e i beni già soggetti a dazi separati, non toccati dalla decisione della Corte Suprema.

Donald Trump
Trump vara nuovi dazi globali al 10% e attacca: “Corte Suprema influenzata da interessi stranieri”. Cosa cambia dopo la sentenza (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Cosa cambia per l’Europa

La Corte Suprema si è mossa a partire dallo scorso 14 aprile, quando un importatore newyorkese di vini anche italiani aveva citato la Casa Bianca per l’abuso di potere tramite le tariffe. Per l’Europa però, ora potrebbe cambiare ben poco. Anche se Bruxelles chiedesse di azzerare i dazi, Trump potrebbe minacciarne di nuovi e ancora più alti utilizzando altre clausole stipulate in passato e non toccate dalla sentenza della Corte Suprema. Meglio dell’Europa ne escono invece paesi che hanno rifiutato di piegarsi ad accordi con gli Usa fin da subito. Tra loro la Cina e il Brasile.

La sentenza della Corte Suprema “salva” le borse

La sentenza della Corte Suprema è arrivata in parallelo ai dati del quarto trimestre 2025 dell’economia americana che non sono buoni. La crescita è crollata all’1,4% e l’inflazione volata al 2,9%. Si è chiuso così il 2025 di Trump, l’anno segnato dal “Liberation Day” che doveva far tornare grande l’economia americana e che invece ha visto i dazi trasformarsi in un boomerang avvicinando pericolosamente la profezia di tanti, fra cui il Nobel Paul Krugman, secondo cui il protezionismo del tycoon avrebbe portato nient’altro che alla stagflazione.

Per le borse, il dato sull’economia Usa le avrebbe dovute portate in profondo rosso. Paradossalmente però, proprio la decisione dei giudici ha salvato la giornata di venerdì, con le piazze europee tutte in positivo. Parigi ha infatti segnato +1,39%, Francoforte +0,87%, Milano +1,48%, New York prima indebolita dai dati economici ha poi accelerato dopo la sentenza, ed ha proceduto sul finale col Dow Jones a +0,42% e il Nasdaq a +0,98%.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia