Trump vorrebbe inviare le forze di sicurezza in Messico per combattere i cartelli della droga

Gen 16, 2026 - 08:00
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Trump vorrebbe inviare le forze di sicurezza in Messico per combattere i cartelli della droga

Gli Stati Uniti stanno facendo pressione sul Messico affinché consenta alle forze di sicurezza americane di partecipare direttamente alle operazioni contro i cartelli della droga sul suo territorio. In particolare, l’amministrazione Trump chiede al Paese vicino di autorizzare operazioni congiunte in cui militari statunitensi o agenti della Cia accompagnino l’esercito messicano nei raid contro i laboratori di fentanyl, la droga responsabile della maggior parte delle overdose negli Stati Uniti.

Ne ha parlato il New York Times in un lungo articolo firmato da Maria Abi-Habib, Julian E. Barnes, Eric Schmitt e Tyler Pager. La storia unisce elementi di reportage con l’analisi e l’inchiesta. La richiesta degli Stati Uniti, scrivono i quattro autori, è stata avanzata per la prima volta all’inizio del 2025 e poi accantonata. Ma è tornata sul tavolo dopo l’operazione con cui le forze statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro il 3 gennaio. Quel successo ha rafforzato la convinzione della Casa Bianca di poter adottare un approccio più aggressivo anche contro i cartelli messicani, che rappresentano il principale canale di ingresso della droga negli Stati Uniti lungo un confine di oltre tremila chilometri.

Washington vorrebbe che reparti delle forze speciali o agenti dell’intelligence americana partecipassero alle incursioni, in aggiunta alle truppe messicane direttamente sul campo. Sarebbe un salto di qualità significativo rispetto alla cooperazione attuale, che si limita soprattutto alla condivisione di intelligence. Al momento, infatti, consiglieri militari statunitensi sono presenti nei centri di comando messicani, ma non prendono parte alle operazioni armate.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha respinto con fermezza l’ipotesi di truppe americane operative sul territorio nazionale, ribadendo che la collaborazione con Washington continuerà, ma nel rispetto della sovranità del Messico. Dopo una telefonata con Trump, Sheinbaum ha spiegato che il presidente americano «insiste generalmente sulla partecipazione delle forze statunitensi», ma che il governo messicano considera questa opzione «non necessaria».

Dietro le pressioni americane c’è la frustrazione per la difficoltà di individuare e distruggere i laboratori di fentanyl. A differenza di quelli per la metanfetamina o la cocaina, spesso nascosti in grandi strutture industriali, i laboratori di fentanyl sono piccoli, mobili, rudimentali. Molto spesso si tratta di laboratori improvvisati in contesti urbani. Per questo, sotto l’amministrazione Biden, la Cia aveva avviato voli segreti di droni sul Messico per localizzare siti sospetti. Quelle operazioni sono state ampliate dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca.

Nella cerchia ristretta dei trumpiani, scrive il New York Times, ci sarebbe anche chi spinge per opzioni ancora più radicali, come attacchi con droni contro obiettivi dei cartelli: operazioni che violerebbero apertamente la sovranità messicana e rischierebbero di destabilizzare il governo di Sheinbaum. La storia dei rapporti tra i due Paesi rende il tema particolarmente sensibile: «La presenza delle truppe americane in Messico è una questione delicata, guardando al passato: gli Stati Uniti hanno invaso il Messico una decina di volte e hanno avviato diverse operazioni per appropriarsi di territori messicani, tra cui Texas e California», si legge nell’articolo. E un passato così ingombrante continua a pesare nel dibattito politico.

Sheinbaum si muove in un equilibrio delicato. Accettare la presenza di forze americane potrebbe provocare una rivolta interna al suo partito, storicamente diffidente verso Washington. Rifiutare del tutto, però, la espone al rischio di azioni unilaterali da parte degli Stati Uniti, che potrebbero erodere il consenso interno se percepite come una violazione dell’autorità nazionale.

Nel frattempo, il Messico rivendica risultati concreti. Da quando Sheinbaum è entrata in carica a fine 2024, il governo ha intensificato l’offensiva contro i cartelli, in particolare nello stato di Sinaloa, colpendo l’organizzazione che domina il traffico globale di fentanyl. Secondo il ministro della Sicurezza Omar García Harfuch, arresti e distruzione di laboratori avvengono a un ritmo quasi quadruplo rispetto al passato. «Non diciamo che il problema sia risolto», ha spiegato, «ma stiamo colpendo le strutture criminali dal basso fino ai vertici».

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Redazione Redazione Eventi e News