Board of Peace, Parolin: “Vaticano non parteciperà”. Tajani: “Non ci sono alternative a Piano Usa” – La diretta

Febbraio 18, 2026 - 16:30
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Board of Peace, Parolin: “Vaticano non parteciperà”. Tajani: “Non ci sono alternative a Piano Usa” – La diretta
Board of Peace per Gaza, Tajani alla Camera – La diretta
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani oggi alle 15.30 riferisce in aula alla Camera sulla partecipazione dell’Italia come paese osservatore al Board of Peace per Gaza voluto dal presidente Usa Donald Trump. Tajani poi alle 16,45 sarà in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa, “Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, anche questa è una chiave di lettura a proposito della nostra presenza da osservatori nel Board. E poi è giusto esserci perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente”, ha detto il titolare della Farnesina, posizione espressa anche dalla premier Giorgia Meloni. Il centrosinistra presenterà una mozione unitaria per dire no alla partecipazione dell’Italia, firmata da Pd, Avs, Azione, M5s, Italia Viva e + Europa. Sull’organismo presieduto da Trump c’è anche il no di Francia, Gran Bretagna e Germania.
Inizio diretta: 17/02/26 12:30
Fine diretta: 17/02/26 23:00
Schlein: "Board è un club privato, andare è aggirare la Costituzione"

“Abbiamo chiesto con una risoluzione unitaria di tutte le opposizioni a Meloni di non andare a Washington perché è un modo per aggirare la nostra Costituzione che dice chiaramente che l’Italia può partecipare a degli organismi sovranazionali solo in condizioni di parità. Mi dica lei se le condizioni” del Board of peace del presidente Trump “sono di parità, è un club privato, a pagamento, di Trump, di cui si è autonominato capo assoluto a vita”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, a di Di martedì su La7.”Meloni” è “l’unica” ad andare e “si chieda perchè degli altri grandi Paesi fondatori dell’Ue non ce n’è uno che vada”, aggiunge. 

Parolin: "Vaticano non parteciperà. Italia? Punti critici che lasciano perplessi"

“Il Vaticano nel Board of peace? Il Vaticano non parteciperà al Board of peace per la sua natura che evidentemente non è quello degli altri Stati. Poi abbiamo preso nota che l’Italia parteciperà come osservatore. Come vediamo questa partecipazione? Evidentemente ci sono alcuni punti che lasciano perplessi. Dei punti critici che avrebbero bisogno di trovare spiegazioni”. Sono le parole del Segretario di Stato del Vaticano Monsignor Parolin a margine della cerimonia per il 97esimo anniversario dei patti lateranensi tra Italia e Vaticano a Roma.

“La cosa importante” prosegue il porporato, “é che si stia tentando di dare una risposta. Ma per noi ci sono delle criticità che dovrebbero essere risolte. Quali? Ad esempio, a livello internazionale è l’ONU che gestisce questo genere di situazioni di crisi. Questo è un punto su cui abbiamo insistito”.

M5S: "Board privatizza il percorso di pace, incompatibile con la Costituzione"

“Al netto della evidente incompatibilità del percorso del Board of Peace con la Costituzione italiana, con il diritto internazionale, con il ruolo che l’Onu ha, con il rischio di privatizzare un percorso di pace che invece dovrebbe essere dei governi e nel quale le decisioni dovrebbero essere collettive, ci preoccupa l’atteggiamento italiano dell’infilarsi con un fare voyeuristico, perché io ritengo una sconceria il Board of Peace, e quindi star lì a guardare lo ritengo più voyeurismo che osservatore internazionale”. Così il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, parlando in commissione durante l’audizione del ministro Antonio Tajani.

“Non ci si può discostare così tanto dalla nostra tradizione diplomatica che deve essere volta a rafforzare il quadro europeo e delle Nazioni Unite, non a disintegrarlo, perché se l’Europa ha un futuro, ha un futuro soltanto unitario e non se ogni singolo Stato membro si comporta come se gli altri non ci fossero. E questo sta accadendo, anche nella gestione del percorso di pace a Gaza”, conclude. 

Speranza (Pd): "Con Meloni Italia trasformata in scendiletto Trump"

“Sul Board of Peace Giorgia Meloni sta trasformando l’Italia nello scendiletto di Trump. Che vergogna!”. Lo scrive via social il deputato del Pd, Roberto Speranza.

Via libera della Camera a risoluzione maggioranza con 183 sì

Via libera della Camera dei deputati alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sui più recenti sviluppi relativi al Piano di Pace per la Striscia di Gaza e alla costituzione del Board of Peace. Sono stati 183 i voti favorevoli e 122 i contrari. Le parti non precluse della risoluzione unitaria presentata dall’opposizione sono state poi bocciate dall’Aula di Montecitorio con 123 voti favorevoli, 176 contrari e 3 astenuti. 

Richetti (Az): "Board autoritario mette in dubbio dignità Italia"

“Il ministro Tajani sostiene che l’Italia debba stare nel tavolo che conta: invece non si dovrebbe nemmeno partecipare come osservatori ad un board che nel suo statuto, come ha sottolineato il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, non è limitato nel tempo, non garantisce la partecipazione palestinese, non è circoscritto alla sola Gaza, non richiama il piano di pace ed è sottoposto all’autorità personale di Trump. Nessuno critica la scelta di avere un dialogo con gli Stati Uniti, ma stare al fianco di chi ha proposto un organismo internazionale presieduto a vita, mette in dubbio la dignità dell’Italia e l’idea di diritto internazionale che ha il nostro Paese”. Così Matteo Richetti, capogruppo di Azione, intervenuto in dichiarazione di voto in seguito alle comunicazioni alla Camera del ministro degli Esteri Tajani. “I limiti di quel board – ha proseguito Richetti – che lo stesso ministro ha riconosciuto, riguardano anche il tema dell’incostituzionalità che non si risolve andando da osservatore, figura tra l’altro non prevista. Il governo ha evidenziato tutto il suo limite, trovando il modo di salvare il rapporto personale con Trump, ma sottrarre al Parlamento la possibilità che difesa e politica estera siano terreno comune di maggioranza e opposizione, crea un grave precedente. E oggi l’opposizione chiede di potere ancora discutere assieme la politica estera di questo Paese, davanti ad un’ennesima forzatura che vede l’Italia aderire ad un’organizzazione che non condividiamo”. 

Schlein: "Meloni non sa dire no a Trump e Italia paga subalternità"

 “Lei dice che non ci sono alternative, ministro. L’alternativa era dire di no e tenere la schiena dritta, come hanno fatto gli altri che non vogliono la pace meno di noi. Il Board of Peace tenta di normalizzare un’idea pericolosa, e cioè che le sedi multilaterali si possano sostituire con strutture parallele, private. È la privatizzazione delle relazioni internazionali”. Così la segretaria Pd Elly Schlein, parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del ministro Antonio Tajani. “La verità qui è una sola: abbiate il coraggio di dirla – aggiunge -. Giorgia Meloni non riesce a dire di no a Donald Trump. Voleva fare la pontiera, la mediatrice, si è rivelata una spettatrice. Non c’è mediazione e c’è subalternità e la vostra subalternità a Trump la paga a caro prezzo l’Italia”. 

Schlein: "Board elude Costituzione, è come violarla"
Sicilia

“Eludere la costituzione è come violarla”. Così la segretaria Pd Elly Schlein, parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del ministro Antonio Tajani sul Board of Peace. “La scelta che siamo chiamati oggi a discutere e a votare non è una scelta tecnica, ma è una scelta politica ed è una scelta istituzionale: la partecipazione dell’Italia e solo dell’Italia, evidentemente, come osservatrice al Board of Peace di Trump – aggiunge -. È una scelta che riguarda la collocazione internazionale del nostro Paese, il rispetto della nostra Costituzione, e l’idea stessa di ordine mondiale a cui intendiamo contribuire”. “Il Ministro Tajani ieri ha detto di non capire cosa ci sia da strepitare, e allora provo a dirglielo – aggiunge – qui state cercando di aggirare un divieto costituzionale giocando con le parole. È questo il punto: non si decide se andare o no a un vertice, si decide se l’Italia accetta di legittimare un organismo pensato per soppiantare le Nazioni Unite nate nel 1945 dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale. Si decide se l’Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con la legge del più ricco e del più forte”.

Ricciardi (M5S): "Governo nel board come complice"

A quel Board of Peace “ci andate con lo stesso atteggiamento che avete avuto fin dall’inizio, come complici”. Così Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S, parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del ministro Antonio Tajani. “È un piano di tregua ‘non perfetto’? 600 morti da ottobre, 5 al giorno, dite in quale altra parte del mondo si parlerebbe di tregua se ci fossero 5 morti al giorno? Voi andate a sedervi in quello che è il simbolo dei nostri tempi – aggiunge -. Un mondo dove lo Stato sociale non esiste. Da Washington a Roma, state disegnando il mondo dei ricchi, ditemi se non è questa la direzione in un paese come il nostro dove lo Stato sociale viene smantellato. Dove da una parte si mettono 15 miliardi per i costruttori del ponte che non si fa e 100 milioni per una frana come in Sicilia”. 

Faraone (Iv) a Tajani: !"A Washington andate a fare i guardoni?"

 “Con la sua presenza in Parlamento oggi il ministro Tajani non ha solo rinnegato tutta la sua carriera e le posizioni europeiste del suo partito. Soprattutto ha dato un contributo per scassare l’Europa”. Lo ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva, annunciando il voto favorevole del suo gruppo alla risoluzione delle opposizioni e contrario a quella del governo. “Qual è a questo punto la posizione di Forza Italia: quella europeista di Marina Berlusconi o quella Maga di Tajani? Il sadismo di Giorgia Meloni nei confronti del suo ministro degli Esteri arriva al punto di mandarlo a Washington a rappresentare le sue posizioni anti-europee, con un ruolo che pare più da guardone che da osservatore. Che cosa ci va a fare l’Italia al Board of peace? Dopo aver ingoiato senza battere ciglio i dazi e l’aumento del contributo alla Nato, la sudditanza e le ambiguità di Giorgia Meloni consegnano il nostro Paese a Trump. Come sempre senza proferire parola, nonostante si tratti di un board organizzato sul modello della Corea del Nord. Questo atteggiamento prono nei confronti degli Stati Uniti ha per l’Italia un prezzo altissimo in termini di credibilità internazionale”, ha concluso.

Fratoianni (Avs): "Board of Peace inaccettabile, è comitato d'affari"

Signor ministro Tajani, ci indigna il suo discorso vuoto. Non ha detto nulla sulla natura del Board of Peace. Ci indigna l’indecente ipocrisia di un ministro degli Esteri che dimentica, su una questione tragica, di rilevare che il governo di Israele – il Governo di Benjamin Netanyahu, non qualche singolo colono criminale – ha appena avviato un processo di registrazione fondiaria in Cisgiordania. Non accadeva dal 1967. Ci saremmo aspettati una parola su questo”. Così Nicola Fratoianni di Avs, alla Camera nell’ambito delle comunicazioni del Governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di Pace per la Striscia di Gaza e alla costituzione del Board of Peace. “Qualunque sia la forma o la formula di partecipazione al Board of Peace, imbucati, guardoni o quant’altro, il problema è che la natura del Board of Peace è inaccettabile. Stiamo discutendo di un comitato d’affari. Siamo di fronte alla privatizzazione delle relazioni internazionali. Siamo di fronte a un collettivo di speculatori, di fronte a un presidente a vita che è lì non in quanto presidente degli Stati Uniti, ma in quanto miliardario e speculatore. Siamo di fronte a speculatori che peraltro in modo dichiarato annunciano la loro speculazione, perché quando hanno inventato il Board of Peace hanno detto: ‘Ma noi faremo il bene dei palestinesi, li faremo lavorare’. Certo. Servono anche gli schiavi, nei ristoranti di lusso e nei resort. Di fronte a questa indecenza il nostro Paese avrebbe dovuto con schiena dritta dire: ‘Noi non ci stiamo, è in contrasto con le Nazioni Unite’”, conclude Fratoianni. 

Boldrini (Pd): "Governo svende dignità Italia a club privato"

“Il ministro Tajani è venuto oggi in aula a dirci che l’Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato ‘osservatore’: un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che già sapevamo non ha aggiunto altro. Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c’è l’Autorità nazionale palestinese ma c’è Netanyahu l’autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre il 80 percento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università. Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all’Unione europea”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. “L’Italia è l’unico paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno ad una Gaza agonizzante, mentre i paesi fondatori dell’Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno. Stanno svendendo la dignità dell’Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d’affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell’Italia. E lo fanno solo per non scontentare l’amico Trump che ha l’obiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi”, conclude. 

Magi (+Eu): "Governo senza linea, scodinzola dietro Trump"
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“Nelle sue comunicazioni, Tajani non ci ha detto nulla sulla partecipazione dell’Italia a questo consiglio di pace: avremmo voluto sentire un ministro degli Esteri che chiariva che cos’è questo organismo che nasce come emanazione diretta di Trump, nemmeno della sua amministrazione Trump, visto che ne è presidente a vita oltre il termine del proprio mandato presidenziale. Trump decide chi può starci e chi no, decide che serve 1 miliardo per sedersi, ha ritirato l’invito al governo canadese che si era permesso orgogliosamente di ribadire quali sono i fondamenti della democrazia liberale. Del Board fanno parte sei monarchi, tre ex leader sovietici, due regimi militari e un leader ricercato dalla corte penale internazionale: Tajani pensa che questa sia la parte della storia in cui deve sedere il nostro paese? Hanno trattato l’articolo 11 della Costituzione come un inciampo come un tecnicismo: se non ci fosse stato l’articolo 11, il nostro paese avrebbe partecipato a pieno titolo come membro di questo consesso un po’ osceno?”. Lo ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi, intervenendo nell’aula di Montecitorio sulle comunicazioni del ministro Tajani. “L’articolo 11 dice che le limitazioni di sovranità possono essere fatte a condizioni di parità per creare un ordinamento che garantisca pace e giustizia. Ma non c’è pace senza giustizia e non c’è pace senza il diritto e il diritto internazionale. E il board of peace – ha sottolineato Magi – si basa non sulla diplomazia ma sulla prepotenza, non si basa sul diritto ma sugli affari. Tajani ha espresso oggi ancora una volta in quest’Aula la mancanza di una linea di politica estera del nostro paese, con la presidente Meloni che sta eternamente ad aspettare che altri decidano per capire dove è meglio accucciarsi, dove è meglio ripararsi, dove è meglio scodinzolare. Noi crediamo che non possa essere questo il ruolo di un paese come l’Italia di un paese fondatore dell’Unione Europea”, ha concluso. 

Auriemma (M5S): "Board of Peace è operazione neocoloniale"

“Ma davvero ministro Tajani ci vuole vendere quella che è la più grande operazione coloniale del XXI secolo come un’operazione di pace per il martoriato popolo palestinese? Proprio voi che non avete mai speso in tre anni una sola parola in difesa del popolo palestinese e di ferma condanna contro il governo genocidiario di Israele. L’Italia invece di chiedere sanzioni contro Netanyahu, siederà al suo fianco per fare affari nella Striscia. Non si può parlare di tregua con 600 palestinesi uccisi dall’inizio della tregua i bambini che continuano a morire di freddo per la mancanza di tende ed elettricità. Non si può parlare del futuro della Palestina senza coinvolgere il popolo palestinese. Non si può parlare di pace senza giustizia per il popolo palestinese. Siamo davanti ad un’operazione immobiliare gigantesca con la quale si vuole cancellare e trasformare in business il genocidio del popolo palestinese”. Lo ha dichiarato in aula la vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, Carmela Auriemma, intervenendo in discussione generale sulle comunicazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sul Board of Peace. 

Tajani: "Non partecipiamo a Comitato affari o scodinzoliamo a Blair"

 “Non partecipiamo ad alcuno comitato d’affari e non scodinzoliamo vicino a Tony Blair. Io non collaboro con nessuno se non con il governo di cui faccio parte”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in sede di replica dopo le comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza.

Tajani: "Critiche a Board of Peace ma non ho sentito proposte"

“A parte gli attacchi al Board of Peace e a Donald Trump non ho sentito proposte alternative, le aspetto”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in sede di replica dopo le comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. 

Rosato (Az): "Board of Peace è comitato d'affari"

“Il Board of Peace non è stato costruito in base alle risoluzioni delle Nazioni Unite, che dicevano molte altre cose, perché questo non è altro che un comitato d’affari che si preoccupa di predisporre i rendering delle nuove infrastrutture, delle spiagge, di come verrà impostata la nuova città. Non una ricostruzione pensata a chi abita lì, ma una Gaza a prescindere da chi la abita”. Lo dichiara il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato, intervenendo in aula alla Camera sulle comunicazioni del Governo.

“La nostra partecipazione anche in forma di osservatori, è profondamente sbagliata – prosegue Rosato -, anche perché contribuisce a distruggere i multilateralismo delle Nazioni Unite che abbiamo contribuito a costruire. Invece di inserire nel Board la Bielorussia, sarebbe stato più utile l’Autorità nazionale palestinese, ma sembra evidente che in questo comitato ci stanno due tipi di Paesi: quelli che non possono dire di no agli Stati Uniti e quelli che tendenzialmente hanno interesse economico per i prossimi anni in quell’area”.

“Se dobbiamo riconoscere anche a Trump di aver costruito le condizioni per far cessare i bombardamenti, ma non le morti che purtroppo continuano ad esserci, dobbiamo ammettere che il percorso di pace si è arenato anche perché nell’agenda non c’è quello che sta accadendo in Cisgiordania, che dovrebbe essere molto più importante di qualsiasi altra questione”, ha concluso.

Tajani: "No a visioni partigiane davanti a bene supremo pace"

“È dovere della politica sostenere e incoraggiare questo impegno spontaneo, senza cedere a visioni partigiane che non hanno ragion d’essere di fronte al bene supremo della pace”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Ce lo ha ricordato anche il Presidente Mattarella, che lo scorso 10 ottobre a Tallinn ha sottolineato quanto sia indispensabile sostenere gli sforzi ulteriori dei Paesi mediatori verso una vera pace, perché l’alternativa sarebbe devastante”, ha aggiunto. “Questo è il nostro impegno quotidiano. Questo è l’impegno del Governo per la pace e la stabilità di Gaza e del Medioriente”, ha concluso Tajani.

Tajani: "Nostro sostegno ad autorità Ramallah fattivo e concreto"

“Il nostro sostegno alle Autorità di Ramallah è fattivo e concreto. Penso in primo luogo al settore cruciale della sanità. Ho approvato di recente lo stanziamento di altri 10 milioni di euro per contribuire al pagamento dei salari dei medici palestinesi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “È il frutto anche del dialogo che ho avviato con il nostro personale sanitario attivo nelle organizzazioni internazionali e nelle Ong a Gaza, e delle missioni dei nostri medici a Ramallah – ha aggiunto – penso in particolare ai Policlinici Umberto I e Gemelli di Roma, per mettere a fuoco nuove forme di collaborazione, anche studiando le potenzialità della telemedicina”.

Tajani: "Bene decisione Anp di indire elezioni ad aprile"

Come ha ribadito la presidente del Consiglio Meloni al Presidente palestinese Abbas, nel corso della sua recente missione a Roma, Ramallah può contare sul sostegno italiano alle riforme. Guardiamo con favore alla decisione dell’Autorità Palestinese di indire per il prossimo aprile, per la prima volta dopo 20 anni, le elezioni locali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Un passo necessario per rafforzare la legittimazione popolare delle proprie istituzioni e combattere le tentazioni estremiste e il ricorso alla violenza come strumento di lotta politica”, ha aggiunto. 

Tajani: "Obiettivo Italia creare condizioni per 'due Stati'"

L’obiettivo dell’Italia in merito al conflitto di Gaza è “chiaro” ed è quello di “creare le condizioni per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Il nostro impegno è concreto, ed è destinato ad aumentare – ha aggiunto – muove da un dialogo costante con Israele, con l’Autorità Palestinese, e con tutti i partner chiave nella regione, con cui abbiamo mantenuto in questi mesi un costante e stretto raccordo”. 

Tajani: "Addestreremo in Cisgiordania 50 funzionari sicurezza per Gaza"

“I nostri Carabinieri, già attivi in Cisgiordania da oltre dieci anni attraverso la missione bilaterale Miadit, inizieranno presto in Giordania l’addestramento di 50 funzionari di sicurezza palestinesi da dispiegare nella Striscia di Gaza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. Partecipiamo alle missioni dell’Unione Europea Eupol Copps di addestramento della polizia palestinese e nella missione Eubam Rafah, in cui sono presenti otto Carabinieri – ha aggiunto – la missione ha avuto un ruolo chiave per favorire la riapertura del valico. Rafforzeremo nelle prossime settimane la nostra presenza”.

Tajani: "Violenze coloni estremisti devono cessare"

“La violenza in Terrasanta deve cessare. Questo vale anche per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in Medioriente”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno all’azione dei coloni. L’ho detto la settimana scorsa proprio in quest’aula al Question Time, e l’ho ribadito al G7 sabato scorso a Monaco”, ha aggiunto.

Tajani: "Italia non può restare a margine processo pace"

 “L’Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e per il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione, non può e non deve restare ai margini” del processo di pace in Medioriente. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Il governo italiano continuerà a fare la sua parte. Non ci stancheremo mai di lavorare per la pace. È quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani. È quello che un grande Paese ha il dovere di fare”, ha aggiunto. 

Tajani: "No a qualsiasi ipotesi annessione Cisgiordania"

“Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania. Tentazioni che non aiutano i costruttori di pace, e che rischiano di pregiudicare la soluzione a due Stati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza.

Tajani: "Italia osservatore in Board scelta rispettosa costituzione"

“Il Governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’Amministrazione americana a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace in programma giovedì a Washington. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “L’Unione europea ha già confermato la partecipazione della presidenza di turno del Consiglio e della Commissione – ha aggiunto -, parteciperanno anche tutti i principali partner della regione. Penso all’Egitto, alla Giordania, all’Arabia Saudita, al Qatar. Anche all’Indonesia, il più grande Paese musulmano al mondo. Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medioriente, alla presenza di tutti i principali attori regionali?”. 

Tajani: "Assenza Italia in Board contraria a spirito art.11 Costituzione"

“L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza, in relazioni al Board of Peace. “Vorrebbe dire rinnegare il ruolo di primo piano che il nostro Paese ha svolto per il cessate il fuoco fin dall’inizio della crisi, sempre con l’obiettivo di arrivare a due Stati che convivano in pace e sicurezza”, ha aggiunto Tajani. 

Tajani: "Da prima fase piano pace risultati impensabili"

 La prima fase del Piano di pace americano per Gaza “pur tra ostacoli e tensioni, ha consentito di raggiungere risultati impensabili solo un anno fa: il consolidamento della tregua, che, seppur fragile, regge da oltre 120 giorni; il ritorno di tutti gli ostaggi in Israele; e il rafforzamento dell’afflusso di aiuti umanitari. Passaggi indispensabili alla creazione di quel clima di fiducia necessario ad intraprendere i prossimi passi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Non erano risultati scontati. Sono stati il frutto di un lavoro politico intenso, di mediazioni complesse, di pressioni esercitate con equilibrio e determinazione, spesso lontano dai riflettori”, ha aggiunto. “Un’azione che, come ho riferito più volte in quest’Aula, ha visto l’Italia in prima fila, grazie alla riconosciuta capacità di parlare con israeliani e palestinesi e con tutti gli interlocutori nella regione”, ha concluso Tajani.

Tajani: "No alternative concrete a piano di pace Usa"

Il Piano di pace Usa per Gaza “indica un percorso a tappe ben scandite per la stabilizzazione della Striscia, la ripresa economica e la ricostruzione” e i principi sui cui si basa sono “universalmente condivisi” ovvero ” la de-radicalizzazione di Gaza e la liberazione della Striscia dall’incubo del terrorismo oscurantista di Hamas; la piena ripresa degli aiuti nella Striscia in cooperazione con le Nazioni Unite; l’avvio di un profondo processo di riforma dell’Autorità Palestinese di Ramallah, cruciale per il rilancio della prospettiva di uno Stato palestinese”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza. “Il governo italiano, in coerenza con il forte mandato ricevuto dal Parlamento a ottobre scorso, e con la tradizione di convinto sostegno al multilateralismo che contrassegna la nostra politica estera, ha sostenuto fin dall’inizio il Piano di pace”, ha aggiunto. “E voglio essere molto chiaro: se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”, ha concluso Tajani.

Tajani: "Italia in prima linea per alleviare sofferenze civili Gaza

Il conflitto a Gaza “è soprattutto una ferita aperta, una tragedia umanitaria che ha scosso le coscienze di tutti noi. E che ha visto l’Italia in prima linea sin dal primo momento per salvare vite, alleviare le sofferenze dei civili e far tacere le armi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni del governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di pace per la Striscia di Gaza.

Fratoianni: "Bene risoluzione unitaria opposizioni"

“Sentiremo Tajani a Montecitorio, la risoluzione unitaria delle opposizioni contro la presenza dell’Italia nel board di Trump è un’ottima notizia, perché quell’organismo non c’entra nulla la pace in Medio Oriente, non c’entra nulla con il futuro dei palestinesi, è semplicemente un comitato d’affari sulla loro pelle”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti a margine di una conferenza stampa sugli Epstein Files a Montecitorio.”Questo risultato l’abbiamo fatto – prosegue il leader di SI – lavorando e costruendo un testo condiviso su un terreno su cui c’è una condivisione di fondo su questo organismo.Già sulle vicende legate al genocidio a Gaza e alla strage dei palestinesi si era costruita una forte unità intanto tra M5S, Pd e Avs.Oggi questa unità – conclude Fratoianni – si allarga a tutte le forze di opposizione che insieme firmano un’unica risoluzione mi pare un fatto molto importante più che per l’opposizione per il tema che viene affrontato che richiede diciamo la massima convergenza e la massima attenzione”. 

Socialisti Ue: "Commissione europea chiarisca ruolo in Board of Peace"

 Il Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo chiede alla Commissione Europea di spiegare chiaramente il mandato politico e la portata della sua partecipazione alla prima riunione del cosiddetto “Consiglio per la Pace” a Washington questo giovedì.L’iniziativa, lanciata da Donald Trump il mese scorso, viola le norme internazionali consolidate e i processi guidati dalle Nazioni Unite – scrive il grippo S&d in una nota -. L’Alta Rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che il Consiglio rischia di trasformarsi in un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali, comprese le risoluzioni ONU che guidano il processo di pace. Qualsiasi coinvolgimento dell’UE in un simile contesto minerebbe quindi l’impegno dell’Europa nei confronti del multilateralismo e del diritto internazionale e contraddirebbe le preoccupazioni giustamente sollevate dal Parlamento Europeo, dagli Stati membri e dai membri della Commissione.Il vicepresidente per gli Affari esteri del gruppo S&D, Yannis Maniatis, ha dichiarato: “La Commissione europea deve spiegare chiaramente la sua posizione su questo cosiddetto ‘Consiglio per la Pace’. Vi sono serie preoccupazioni circa la mancanza di trasparenza, il mandato poco chiaro e i rischi di partecipare a iniziative al di fuori del quadro delle Nazioni Unite. Le dichiarazioni della Commissione stessa sono contraddittorie. Pertanto, invitiamo l’istituzione a riferire con urgenza al Parlamento europeo in merito alla sua partecipazione alla riunione. Ciò solleva seri interrogativi sullo scopo e l’autorizzazione di questo impegno, in un momento in cui l’UE dovrebbe difendere in modo univoco il diritto internazionale e il multilateralismo. Dobbiamo sapere chi ha autorizzato questa partecipazione, perché e in che modo l’UE garantirà la responsabilità nei confronti dei palestinesi e il rispetto delle Nazioni Unite”.”L’UE deve rimanere pienamente impegnata in un processo di pace autentico e inclusivo, basato sul diritto internazionale e sulle Nazioni Unite. Qualsiasi deviazione rischia di creare un precedente dannoso per la politica estera dell’UE”, conclude. 

Centrosinistra: "Italia non può permettersi scelte isolate"

Nella premessa dalla risoluzione che l’opposizione ha preparato per le comunicazioni di Tajani a Montecitorio si legge che l’adesione dell’Italia “al Board pone delle evidenti incompatibilità costituzionali con l’articolo 11 della nostra Costituzione; del resto il Ministro Tajani aveva esplicitamente parlato di ‘ostacolo costituzionale’ per l’adesione al Board; rileviamo invece che secondo la Presidente Meloni, la partecipazione come osservatore rappresenterebbe ‘una buona soluzione’ rispetto ai dubbi di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione”. Nel testo inoltre si fa riferimento alla “cautela della maggior parte dei paesi dell’Ue che hanno scelto di non aderire all’iniziativa americana”. “In questo contesto, l’Italia non può permettersi scelte isolate che la espongano a un disallineamento con i principali partner europei – evidenzia la minoranza -. Mentre resta evidente la volontà del Governo italiano di non incrinare il rapporto con l’amministrazione Trump, anche alla luce del legame politico tra Giorgia Meloni e Donald Trump, che sembra essere l’unico vero discrimine delle scelte di politica estera”.

Centrosinistra firma risoluzione unitaria: "No Italia in Board of Peace"

Poche righe ma condivise da tutto il centrosinistra per dire no alla partecipazione dell’Italia al Board of Peace. Nella risoluzione unitaria che l’opposizione presenterà oggi in Aula in occasione delle comunicazioni alla Camera del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si impegna infatti il governo sia “a non aderire, né a partecipare in qualunque forma al ‘Board of peace’ o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale, e non delegittimare il ruolo dell’Onu che va rafforzato e sostenuto”, sia a “scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al ‘Board of Peace’. La risoluzione è stata sottoscritta da Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5s), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Richetti (Az), Maria Elena Boschi (Iv) e Riccardo Magi (+Eu)

Questo articolo Board of Peace, Parolin: “Vaticano non parteciperà”. Tajani: “Non ci sono alternative a Piano Usa” – La diretta proviene da LaPresse

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