Ora la Svezia pensa all’adozione dell’euro: “Siamo in un mondo nuovo, è giusto valutare”
Bruxelles – La Svezia nell’euro, perché no? Di fronte a un mondo che cambia anche il Paese scandinavo avvia riflessioni tutte nuove, tra cui un’eventuale adesione alla moneta unica e l’ingresso nell’eurozona. Lo afferma la ministra delle Finanze svedese, Elisabeth Svantesson, a margine dei lavori del consiglio Ecofin oggi (17 febbraio) in corso a Bruxelles. Riceve dai cronisti una domanda molto chiara e precisa su un possibile superamento del referendum che ha di fatto bocciato l’euro, e la risposta è possibilista.
“Siamo in un mondo nuovo, dal punto di vista geopolitico ed economico, e credo sia giusto verificare se sia un bene o un male per la Svezia avere l’euro in futuro“, riconosce la ministra della Finanze di Stoccolma. Parole che non indicano l’intenzione di entrare nell’area dell’euro, ma che comunque abbatte un altro tabù – dopo quello della neutralità e l’ingresso nella NATO – e dimostrano la disponibilità a esplorare la via per un nuovo allargamento dell’Eurozona. Ad ogni modo, anche se la Svezia dovesse decidere di sostituire la Corona, ciò “non succederà nei prossimi due anni“, mette in chiaro Svantesson.
C’è da “vedere cosa è buono per l’economia svedese”, e poi c’è da convincere l’opinione pubblica. Sulla Svezia grava il referendum tenuto nel 2003, che ha visto gli svedesi dire ‘no’ al cambio di valuta. Servirebbe dunque una nuova consultazione popolare, e gestire una campagna di informazione. Svantesson non perde tempo, e inizia a ricordare come solo l’attuale amministrazione statunitense offra motivi per riconsiderare le scelte del passato. “Adesso la nostra economia è a prova di Trump, la stiamo rendendo resistente, ma turbolenze e imprevedibilità sono molto forti”, scandisce. Il presidente USA sta producendo il paradosso di una maggiore integrazione, almeno nelle riflessioni.
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