Stefano Bandecchi a processo per evasione fiscale, i guai del sindaco di Terni per la sua Unicusano
Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e coordinatore del partito di centrodestra Alternativa Popolare, è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare di Roma con l’accusa di evasione fiscale, con la prima udienza già fissata per il prossimo 4 giugno davanti al tribunale monocratico.
Secondo la procura del tribunale capitolino, Bandecchi non avrebbe versato circa 20 milioni di euro tra il 2018 e il 2022 dovuti al fisco in qualità di amministratore delegato dell’università telematica Niccolò Cusano, da lui fondata.
A processo col politico e imprenditore, difeso dagli avvocati Filippo Morlacchini e Ali Abukar, andranno anche altre tre persone che hanno ricoperto ruoli dirigenziali nell’università: Giovanni Puoti, Fabio Stefanelli e Stefano Ranucci.
Le accuse di evasione fiscale per Bandecchi
Bandecchi secondo le accuse della procura di Roma avrebbe evaso l’Ires, l’imposta sul reddito delle società, per circa 21 milioni di euro, cifra che gli è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel gennaio 2023. Lo schema utilizzato sarebbe stato quello di avvalersi di agevolazioni fiscali previste per gli enti universitari e applicandole ad attività imprenditoriali che non avevano a che fare con le attività di formazione per cui erano previste le esenzioni.
Per gli inquirenti il sindaco-imprenditore avrebbe dovuto versare quelle somme come Ires perché considerano Unicusano una holding commerciale avendo “dismesso le finalità formative e sociali in favore delle esigenze di profitto a partire dal 2011”. Uno schema che, secondo l’inchiesta, risalirebbe al 2018 e che si sarebbe protratto nel tempo fino al 2022.
A caldo, uscendo dal tribunale di Roma, Bandecchi ha sottolineato che il rinvio a giudizio “non è una sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto, le udienze preliminari non servono a niente. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”.
Bandecchi è a processo anche con le accuse di minaccia, oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio per via di uno scontro avvenuto durante un consiglio comunale di Terni nell’agosto del 2023.
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