Chi è la mente creativa dietro le fragranze arabe Amouage?
A colazione, davanti a un porridge con latte di cocco e un latte macchiato, Renaud Salmon – direttore creativo di Amouage dal 2019 – racconta la sua agenda con una calma che contrasta con la velocità dei suoi spostamenti. Tre continenti in cinque giorni non sono un’eccezione. Sono la norma. L’invito cartaceo di Filippo I del Belgio lo ha inseguito tra un Paese e l’altro perché, per ragioni di sicurezza, doveva essergli consegnato a mano. Un dettaglio quasi anacronistico, in una vita che scorre tra aeroporti e board meeting. Eppure necessario per accedere a Palazzo.
Da New York a Muscat il passo non è stato solo geografico. Il ruolo di Salmon implica una responsabilità ben precisa: custodire un’eredità nata nel 1983 come dono reale dell’Oman e, allo stesso tempo, proiettarla nel futuro. Non crescere per crescere. Non moltiplicare le referenze. Ma avere un’influenza sulla profumeria contemporanea.
Amouage: da Muscat a Roma per la prima boutique europea

La boutique di Amouage in Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma – Courtesy Press Office
Oggi Amouage lavora con oltre 700 materie prime. Un vocabolario ampio che permette di cercare ciò che, per Salmon, rappresenta il vero lusso: qualità, esclusività, profondità. Un lusso che non grida. Che si costruisce nel tempo.
Lo si ritrova nella nuova boutique romana, la prima in Europa, in Piazza San Lorenzo in Lucina. Roma è una scelta strategica. È una città che ama il profumo con carattere, che non teme la presenza. Qui presenta la nuova trilogia della Essences Collection: Line 618, Remain e Sequence. Tre fragranze unite da un tema comune: il tempo.
Renaud Salmon: tempo, materia, ossessione

Renaud Salmon, direttore creativo di Amouage – Courtesy Press Office
È proprio in occasione della recente apertura che incontriamo il direttore creativo di Amouage. Seduto di fronte, Salmon parla con precisione quasi architettonica. Le mani accompagnano il discorso, come se stesse disegnando nello spazio le forme di cui racconta.
Ha parlato di rispetto per la storia e di evoluzione. Come si definisce oggi la differenza tra onorare il passato e costruire il futuro?
Rispetto la storia e proteggo anche l’eredità. Ma se facessi solo questo, le persone direbbero: bene, mettiamo Amouage in un museo come esempio di ciò che è stato fatto di meglio in profumeria. E quando sei in un museo non fai più parte della vita quotidiana delle persone. Per me la profumeria deve restare viva, deve essere contemporanea, rilevante, parte del presente.

The Essences Collection Act II, Line 618 – Courtesy Press Office
La profumeria è una forma artistica. Cosa significa “fare arte” per lei?
Ho avuto questa conversazione con Gaetano Pesce. Ho avuto la possibilità di lavorare con lui e mi disse che ciò che facciamo è arte applicata. Non arte classica, ma arte applicata. Il design e la profumeria fanno parte della vita quotidiana. Se ti svegli in una stanza progettata da lui, ti strappa un sorriso. Diceva sempre che se una stanza è solo comoda ma non trasmette un messaggio, allora manca qualcosa. È lo stesso per la profumeria. Se vuoi essere parte della giornata di qualcuno, devi essere moderno, contemporaneo. Per questo penso sempre al prossimo passo, al futuro.
Si può dire che Amouage sia stato un pioniere nel successo recente delle fragranze arabe?
Credo di sì. Amouage è un esempio di generosità in profumeria. Le fragranze arabe hanno avuto successo perché sono generose. Due vaporizzazioni e il profumo ti accompagna tutto il giorno, con diffusione. La realtà è che alcune fragranze sono costose. Non vuoi comprare un profumo che dopo poche ore sparisce e non lascia traccia. La profumeria araba promette l’opposto: presenza, scia, durata».
E cosa ha fatto Amouage di diverso rispetto ad altri brand mediorientali?
«Abbiamo applicato questa filosofia di generosità a stili diversi. Amouage non è solo oud, zafferano, rosa o incenso. Si possono trovare fragranze fresche, aromatiche, floreali bianche. Non è uno stile, è una filosofia. In passato la profumeria araba era associata sempre alle stesse costruzioni. Oggi il panorama è molto più ampio, e questo ha contribuito al successo di Amouage».

The Essences Collection Act II, Remain – Courtesy Press Office
Il tempo è il fil rouge di questa seconda trilogia della Essences Collection. Cosa rappresenta nella creazione di una fragranza?
Il tempo rende gli ingredienti perfetti. È fondamentale. Ma il tempo è anche una questione personale. In Amouage mi viene dato tempo per creare, e allo stesso tempo io non ho tempo, perché viaggio continuamente. Oggi sono a Roma, ieri ero a Londra, stasera sarò a Dubai. Avere la possibilità di prendersi il tempo o di dare il proprio tempo a qualcuno è prezioso.
Cosa significa per lei “prendersi il proprio tempo”?
Significa scegliere consapevolmente di dedicarsi a qualcosa di importante, anche se dall’esterno può sembrare superfluo. Prendere il tempo per andare a pescare con un amico, per esempio. Non è necessario, ma è importante. Questa idea non l’ho inventata io. È qualcosa in cui Azzedine Alaïa credeva profondamente. Ho studiato molto il suo lavoro. Era ossessionato dal tempo.

Renaud Salmon A Roma – Courtesy Press Office
La nuova collezione è molto filosofica. Perché il Golden Ratio, il Punto e il Cerchio?
Perché voglio che la mia profumeria sia accessibile ma sostanziale. Non deve essere complessa in modo elitario. Per questo evito di parlare solo di ingredienti. Se ti dico che una giacca è 50 per cento cotone e 50 per cento lana, è preciso ma non dice molto. Se ti parlo della linea, del colore, della struttura, capisci di più. Nella profumeria spesso si elencano ingredienti per sembrare esperti o giustificare un prezzo. Ma è più interessante descrivere un profumo come formale, denso, leggero, luminoso. Voglio dare materialità alle fragranze, creare connessioni. La vera competenza è spiegare qualcosa di complesso nel modo più semplice possibile.
Se dovesse fare un ritratto olfattivo di se stesso, quale fragranza sceglierebbe?
Direi Reflection 45 di Amouage. Rispecchia la mia personalità. È energica ma rispettosa. Mi piace spingere idee nuove, ma sempre con diplomazia. Non sceglierei mai qualcosa di troppo aggressivo. Preferisco una fragranza con texture, con profondità.

The Essences Collection Act II, Seuqnce – Courtesy Press Office
Ha raccontato che ci sono ragazzi giovani (12-13 anni) che le scrivono in DM per consigli su quale dovrebbe essere la loro prima fragranza di Amouage. Cosa desidera che provino le persone quando indossano un suo profumo?
Prima di tutto voglio che lo indossino davvero. Non creo profumi per critici o per musei. Non c’è nulla di più gratificante che sentire una propria creazione per strada. Voglio che i miei profumi siano parte della vita delle persone, che si leghino ai loro ricordi. Come io ho ricordi legati a certi odori, voglio che qualcuno un giorno colleghi un momento importante a una mia fragranza.
Qual è il profumo che la rappresenta di più in questo momento?
In questo momento Remain mi somiglia molto. Ma cambia. Spesso, quando finisco una fragranza, smetto di indossarla. È un progetto emotivamente intenso. Poi ho bisogno di una pausa. E nel frattempo sto già lavorando alla prossima.
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