I campioni della Polha Varese, l’eccellenza nel superare i propri limiti
Gabriele Lorenzo e Alberto Amodeo della Polha VareseL’Excellence è uno dei valori che ispira il «Tour dei valori dello sport», l’iniziativa proposta dalla Fom durante le Olimpiadi e Paralimpiadi all’interno del progetto «For Each Other» . Per testimoniare l’eccellenza sportiva ai massimi livelli, sono arrivati nella chiesa di Sant’Antonio due atleti paralimpici plurimedagliati, che hanno condiviso con i tanti ragazzi presenti una testimonianza autentica su come la disabilità non sia un limite.
I due protagonisti sono Gabriele Lorenzo e Alberto Amodeo, atleti della Polha Varese. Questa associazione è stata fondata nel 1982 per volontà di un gruppo di ragazzi con disabilità e di un fisioterapista, con un obiettivo ai tempi innovativo: far fare ai ragazzi uno sport vero e non solo fisioterapia. Con il tempo questa realtà è diventata un punto di riferimento a livello nazionale nel settore paralimpico, coinvolgendo migliaia di atleti in molte discipline sportive diverse. Il settore nuoto è il fiore all’occhiello dell’associazione, come certificato dal titolo di Società Campione d’Italia 2025 di nuoto ai Campionati Italiani Assoluti di Napoli.

Non arrendersi mai
Sono stati quindi due grandi campioni del nuoto a raccontare ai ragazzi il valore dello sport. Il focus di questa giornata è stato trasmettere l’importanza di non arrendersi mai e provare sempre a realizzare i propri sogni, affrontando le difficoltà della vita. Difficoltà che ha saputo superare in modo eccellente Alberto Amodeo, atleta classe 2000, con una passione fin da bambino per il nuoto, che ha proseguito anche dopo l’incidente avvenuto all’età di 12 anni, quando perse una gamba a seguito di una caduta da una ruspa. «Ho iniziato a nuotare fin da piccolo e quando ho avuto l’incidente non ho voluto smettere. Ogni atleta deve capire cosa fare con il proprio corpo e come riuscire ad andare forte nello sport».
La forza e la costanza di allenarsi per raggiungere i propri obiettivi, anche fino a 30 ore alla settimana, gli hanno permesso di vivere l’emozione più grande per un atleta: vincere le Paralimpiadi. Infatti a Parigi 2024 ha conquistato ben due medaglie d’oro nei 400 m stile libero S8 e nei 100 m farfalla S8. Questi grandissimi risultati sono una vera testimonianza di come poter superare i propri limiti, visto che sono arrivati dopo un esordio tutt’altro che positivo. «La prima gara di Parigi è stata veramente brutta, la pressione si è fatta sentire, ne sono uscito distrutto, perché non capivo cosa avevo sbagliato. Poi sono stati gli allenatori a mettermi sulla strada giusta. Nella vita serve l’aiuto di qualcuno per superare le difficoltà».
Amicizia e Rispetto
Altri due valori fondamentali nello sport sono Amicizia e Rispetto, sintetizzati nel rapporto che si deve avere con gli avversari come sottolineato da Amodeo: «Grazie allo sport ho potuto conoscere molte persone e stringere amicizie anche con atleti di altre nazionalità. Una volta finita la gara gli atleti sono tutti uguali. Alla fine l’avversario è la persona più simile a te, perché ha fatto il tuo stesso percorso per raggiungere la gara».
Un percorso fatto di tanti sacrifici e che accomuna tutti gli atleti paralimpici nella certezza che la disabilità non è un limite: «Nel nuoto si è visibili nella propria disabilità, perché, a differenza di altri sport, si gareggia senza protesi. Quindi ci si rende conto davvero del vissuto dei compagni e degli avversari».

Allenamento e sacrifici
Da un atleta già affermato alle Paralimpiadi, a una stella nascente del nuoto italiano, ovvero Gabriele Lorenzo, classe 2006, che al suo debutto con la nazionale italiana ha vinto due medaglie d’oro ai mondiali di Singapore 2025, nei 100m e 200m stile libero S3.
La disabilità di Lorenzo è stata fin dalla nascita, con l’approccio allo sport che è stato quindi differente rispetto al compagno, ma ora è diventato una parte fondamentale della sua vita: «Ho iniziato a nuotare da molto piccolo, soprattutto come fisioterapia e per fare uno sport sicuro, essendo a contatto con l’acqua. Ora il nuoto è uno sport in cui mi sento libero. Da una semplice passione sta diventando ciò che occupa la maggior parte del mio tempo e spero presto che diventi il mio lavoro».
Soffermandosi sul tema degli allenamenti, è arrivato infine un importante messaggio ai ragazzi: avere costanza e impegnarsi sempre in quello che si fa è fondamentale per raggiungere i traguardi. «Lo sport mi è stato molto utile, perché mi ha dato una routine, un’organizzazione, il rispetto delle regole, tutte cose fondamentali nella vita».
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