Giornata del gatto, antidoto alla solitudine. Ecco i benefici per le persone più anziane, anche all’interno delle Rsa

Febbraio 18, 2026 - 17:30
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Giornata del gatto, antidoto alla solitudine. Ecco i benefici per le persone più anziane, anche all’interno delle Rsa

Il 17 febbraio in Italia si celebra la Giornata Nazionale del Gatto. È l’occasione per ricordare quanto questi animali possano migliorare la nostra qualità della vita, soprattutto durante la terza età

I numeri parlano chiaro: la percentuale di persone che sceglie un gatto come compagno di vita sta salendo, in maniera lenta ma costante. Secondo i dati più recenti diffusi dall’Istat, circa 17,4% delle famiglie italiane nel 2024 ha dichiarato di ospitare uno o più gatti, su un totale di oltre 10 milioni di famiglie che convivono con almeno un animale domestico. Nel 2023, il dato si fermava al 16,4%.

A integrazione di questo quadro, proprio pochi giorni fa sono stati pubblicati anche i risultati di alcuni sondaggi realizzati da Rover.com (marketplace online per la cura degli animali domestici) in occasione della Giornata Nazionale del Gatto.

Secondo quanto emerge dall’indagine, oltre un terzo dei proprietari dedica più di due ore alla settimana alle attività di gioco con il proprio gatto e una quota simile riserva tempo alle interazioni affettive.

Quando ci si separa, magari per una breve vacanza, si registra un impatto emotivo significativo: il 23% dei proprietari dichiara di sentirsi triste durante l’assenza, mentre il 17% prova ansia per il distacco.

Una compagnia che fa stare bene

Nell’analizzare le conseguenze di questo legame profondo che unisce noi umani ai nostri amici felini, da qualche anno ci si sta concentrando soprattuto su una specifica porzione della popolazione, ossa le persone più anziane.

Secondo soggetti come la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (Sigg) e l’Associazione VeTeris, l’interazione con gli animali da compagnia può essere associata, soprattutto durante la terza età, a benefici psicofisici misurabili e clinicamente osservabili.

Per un riassunto di questi studi, sia per quanto riguarda i cani sia per quanto riguarda i gatti, si rimanda alle approfondite video-conferenze diffuse da Associazione VeTeris.

In sintesi, i gatti, per le loro caratteristiche etologiche, risultano particolarmente compatibili con le esigenze di molte persone anziane: richiedono cure quotidiane di entità contenuta, non necessitano di passeggiate e si adattano a spazi domestici di varie dimensioni.

La semplice routine di alimentazione, manipolazione della lettiera e momenti di interazione rappresentano attività che, se integrate in un contesto di vita regolare, possono contribuire a rendere più dinamica e rassicurante la struttura stessa della giornata.

La possibilità di prendersi cura dell’animale, infine, può funzionare come un vero e proprio antidoto per la solitudine o la sensazione di isolamento sociale e avere effetti positivi sulla memoria.

A livello fisico, i benefici più rilevanti si registrano per quanto riguarda l’ipertensione e tutte le malattie legate al rischio cardiovascolare.

Un legame da non spezzare

Proprio per valorizzare tutti questi benefici, negli ultimi anni diverse Regioni italiane hanno adottato norme o linee guida che consentono l’ingresso dei gatti (e naturalmente dei cani) nelle residenze per anziani, riconoscendo il valore della relazione uomo–animale anche in ambito assistenziale e favorendo un invecchiamento il più possibile attivo.

Tra le realtà più strutturate c’è l’Emilia-Romagna, che ha introdotto indicazioni operative per permettere l’accesso degli animali d’affezione nelle case residenza per anziani, definendo criteri su vaccinazioni, certificazioni veterinarie e responsabilità dei proprietari. Le strutture possono regolamentare orari, spazi dedicati e modalità di permanenza.

Anche la Lombardia prevede la possibilità di accesso agli animali domestici, subordinata a protocolli interni che disciplinano aspetti sanitari e organizzativi.

Analogamente, in Toscana e in Piemonte sono state promosse iniziative e linee di indirizzo che favoriscono la pet therapy e, in alcuni casi, anche la visita degli animali di proprietà degli ospiti.

Intanto, l’Associazione VeTeris sta stilando le prime Linee di indirizzo italiane per la gestione dei cosiddetti Interventi Assistiti da Animali rivolti alla popolazione over 65.

L’idea è ottimizzare i principi della pet therapy secondo le esigenze degli anziani, portando sempre più spesso cani e gatti – di proprietà o meno – all’interno di residenze e ospedali.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia