Carne di cavallo a tavola? C’è una proposta di legge che vuole vietarne il consumo

Febbraio 19, 2026 - 12:30
 0
Carne di cavallo a tavola? C’è una proposta di legge che vuole vietarne il consumo

Non è la prima volta che in Italia si propone di vietare il consumo di carne di cavallo e questa volta la proposta arriva in Parlamento. All’inizio della legislatura c’era già una proposta di legge alla Camera a firma di Michela Brambilla, deputata di Noi Moderati, a cui ora ne sono stati accorpati altri due a firma Susanna Cherchi del M5S e di Luana Zanella di Avs. In tutti si chiede di vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti perché riconosciuti come animali da affezione e quindi giuridicamente non destinati alla produzione alimentare (No Dpa).

La questione scalda facilmente gli animi anche se il consumo di carne equina col passare degli anni è molto diminuito e sebbene l’Italia sia tra i paesi che ne fa più uso si tratta comunque di 17.000 cavalli macellati all’anno. Cifre neanche paragonabili a qualsiasi altro animale destinato all’alimentazione umana. Sulla qualità di questa carne c’è poco da dire: basso contenuto in grassi, elevato valore delle proteine, tenera e facilmente digeribile. Una ricerca condotta per conto di Animal Equality Italia rivela che solo il 17% di chi consuma regolarmente carne fa uso anche di quella di cavallo. I consumi sono più alti in Veneto, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ci fanno compagnia, solo per restare all’Europa Francia, Spagna e Belgio e nel mondo asiatico Giappone e Cina.

Resta il fatto che nella tradizione e nella cultura italiana la carne di cavallo c’è. Vallo a spiegare ai veneti che ne hanno fatto parte integrante della cucina locale con gli stufati o le salsicce. In Sicilia è diventato quasi un cibo da strada con le rinomate polpette di cavallo. In Puglia sotto forma di braciole e stufato. Con la carne di cavallo si fa poi una bresaola, un carpaccio, gli sfilacci (essiccata e fatta a fettine), ma anche un ragù e in Emilia-Romagna non disdegnavano, almeno fino a poco fa, di inserirla anche nel ripieno dei tortellini. 

E l’industria? Certo anche l’industria ne fa uso, costa meno di quella di manzo ed è meno grassa. Nel 2013 scoppiò uno scandalo perché una grande azienda italiana aveva messo in commercio tortellini e ravioli con un ripieno fatto in parte con mortadella di cavallo. Non era vietato ma non era scritto nell’etichetta e furono costretti a ritirare il prodotto dai supermercati.

Insomma, un rapporto conflittuale quello degli italiani con la carne di cavallo, chi la conosce dice di non poterne fare a meno, chi non l’ha mai mangiata non capisce come si possa farlo. Ora quest’ultimi vorrebbero impedire agli altri di mangiare quello che hanno sempre mangiato e prima di loro i nonni e i bisnonni. La questione è di tipo culturale se non etico e la domanda è sempre la stessa, perché il cavallo no e il coniglio sì, il cavallo no e il suino o la gallina sì? Si dice che il cavallo sia storicamente amico dell’uomo e che l’ha accompagnato nel lavoro, ma è stato così per secoli anche per i bovini e oggi che non ci aiutano più nel lavoro li mangiamo tranquillamente. Non regge nemmeno, e in questo senso la relazione di Animal Equality Italia è davvero impressionante, il fatto che esistano molti allevamenti abusivi e che gli animali vivano segregati o macellati in condizioni che non rispettano la loro dignità. Questo vale anche per le galline e infatti ci indignano le immagini degli allevamenti intensivi ma non per questo chiediamo di vietare l’uso di carne di pollo. Ecco, la battaglia contro gli allevamenti intensivi di ogni specie animale sì che dovrebbe unire tutto l’arco costituzionale lasciando poi alla sensibilità di ognuno la scelta sulla propria alimentazione. 

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia