Come è arrivato Rampini ad arruolarsi nell’ICE: la difesa dei pogrom anti-immigrati e le colpe di Hollywood
In un articolo sul Corriere, Federico Rampini è riuscito a dire che in fondo è colpa dei democratici del Minnesota e di Minneapolis che coccolano gli estremisti che sono tipo “i centri sociali”, se si è avuta una escalation durante le scorribande mortali dell’ICE. Non solo. È colpa di Hollywood, che produce film che creano l’immaginario della guerra civile, se poi qualcuno ci crede. Non solo con Civil War, già noto, ma non solo.
Scrive ancora Rampini: “il recentissimo Una battaglia dopo l’altra, è un’implicita legittimazione della lotta armata. C’è chi ha interesse a promuovere questa narrazione, e trova un pubblico avido di visioni apocalittiche: il fascismo in America, la militarizzazione, chi ha teorizzato questi scenari è sempre in cerca di conferme”. E le brigate rosse e il ruolo del PCI nel contrastare e non coccolare (capito Schlein?), gli estremisti degli “anni di piombo” potevano mai mancare? Un enorme movimento di popolo, trasversale ed eterogeneo, che va dalle chiese alle Black Panther, capace di opporsi alla violenza organizzata contro fratelli e sorelle, esseri umani, capace di disobbedire agli ordini ingiusti, di istituire luoghi solidali e di protezione collettiva dalla diseguaglianza fatta sistema, questo è il Grande Terrore, il grande spauracchio dei poteri di ogni tempo. E dei loro cantori. Ma è un movimento che – dice sempre il nostro – è strumentalizzato come ai tempi di Black Lives Matter, dagli Antifa, che sono stati loro a bruciare i commissariati dopo che un agente aveva ucciso George Floyd senza pietà, soffocandolo in mezzo alla strada e proprio a Minneapolis.
Ma in America si sta bene, se solo finalmente il potere riuscisse a riprendere il controllo, continua l’oracolo. Certo Trump ora deve aggiustare il tiro, l’ha capito analizza Rampini. Queste tragedie non sono un bel vedere. Sotto i morti, c’è del buono secondo Rampini. Prenda nota il governo italiano: la “lotta all’immigrazione”, la “stretta” va data. È il nuovo mantra dei democratici da salotto, quelli che fanno le apparizioni in tv sempre con grandi librerie dietro e che, casualmente, hanno bene in vista i loro libri nello scaffale a favor di telecamera. In un mondo segnato dal livello più grande e mai raggiunto di disparità tra l’élite dei ricchi e tutto il resto dei viventi, dalla fine del diritto internazionale a favore di riarmo e guerre permanenti, da una crisi climatica acclarata, il grande e nobile tema è la guerra a donne, uomini e bambini migranti.
Queste le perle di saggezza da far arrivare come pallottole a casa nostra: “Durante Black Lives Matter il Partito Democratico chiuse gli occhi di fronte agli assalti delle sedi di polizia, ai commissariati incendiati. Ce lo siamo dimenticati, il livello di violenza di quei mesi. Ma non passò inosservato a destra. Divenne un alibi per poi giustificare il famigerato assalto al Campidoglio il 6 gennaio 2021. Ricordare questa sequenza non crea nessuna attenuante per quell’indegno episodio del 6 gennaio, eccitato dal comizio di Trump: ma è onesto ricordare che per l’opinione pubblica di destra tutta l’estate del 2020 era stata segnata da un’illegalità di massa, da un assalto alle istituzioni, in cui la sinistra di governo aveva appoggiato e protetto l’equivalente americano dei «centri sociali»”. I centri sociali, gli immigrati, gli Antifa, Black Lives Matter, sono la causa di Capitol Hill. Le cavallette, è morto mio nonno, le stagioni non sono più quelle di una volta, la sciatica… sembra la scena dei Blues Brothers, a proposito di Hollywood. Sarà per questo che il grande condottiero arancione ha graziato tutti i condannati per quel simpatico episodio di guerra civile? L’ha proprio gestita così il comandante in capo appena eletto, senza chiedere a Rampini.
Anche Piantedosi e Meloni sono d’accordo. È a loro e ai democratici di casa nostra che l’uomo con le bretelle vorrebbe scrivere. “Minneapolis è rimasta una delle città più radicalizzate d’America. Questo non giustifica le violenze dell’Ice, però non si può nascondere il contesto in cui gli agenti operano in quella ed alcune altre città d’America. Gli agenti dell’Ice sono incaricati di applicare leggi nazionali sull’immigrazione, approvate dal Congresso con votazioni bipartisan, democratici inclusi. Ma da anni alcune città – comprese le più grandi come New York, Los Angeles, Chicago – si sono proclamate dei «santuari» e apertamente si rifiutano di applicare le leggi sull’immigrazione clandestina”. Capito? Dovete insistere nel voler colpire le comunità dove è non solo tollerata, ma addirittura istituzionalizzata la solidarietà, a fronte di leggi disumane che violano i principi costituzionali e anche ogni convenzione internazionale che abbia al centro la tutela dei diritti e della dignità di ogni persona. I Cpr, i nostri lager come Cecot, le deportazioni, la cancellazione di ogni forma di accoglienza, va tutto bene. Se le città si organizzano, se le comunità si organizzano per convivere, per aiutarsi aiutando, allora vanno colpite. Militarmente.
E non è forse quello che stanno già facendo i nostri governanti? Il nuovo decreto sicurezza, al posto dei somali del Minnesota ci mette i “maranza” (una categoria totalmente inventata che allude alle seconde e terze generazioni e alle loro famiglie), rende permanenti le zone rosse per giustificare retate di sans papier, organizza gli assalti militari ai centri sociali magari nelle città dove esistono percorsi di regolarizzazione avviati. Militarizzare, mettere in galera, fermare per dodici ore preventivamente gli oppositori prima di una protesta, terrorizzare gli studenti minorenni prendendosela con le loro famiglie, profilare attraverso la sorveglianza di massa dei servizi segreti. C’è tutto Rampini, non occorre che gli mostri quanto è bello il Law and Order. Sono più amici di Trump di te quelli al governo qui.
La dotta lezione sulla “guerra civile” è la parte dell’articolo che si può anche tralasciare: Rampini non è aggiornato, e si vede, sulla moderna definizione di guerra civile appunto, sulla “tendenza alla guerra civile” che non significa che essa si dispieghi e prenda forme ed esito come cento anni fa. Come la guerra è cambiata di forma e modalità, lo è anche la “guerra interna”. Rimangono però i fondamentali: ogni Impero in decadenza, e gli Stati Uniti mai lo sono stati come adesso, ha avuto la sua guerra civile.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




