Dieci destinazioni consigliate per il 2026

Gen 1, 2026 - 06:30
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Dieci destinazioni consigliate per il 2026

Non importa quale sia la stagione perfetta, non importa che ci siano abbastanza giorni a disposizione, ma l’importante è scegliere, prenotare e volare via. Dopo un 2025 fatto di lunghi viaggi oltreoceano, destinazioni avventura, gite gastronomiche, brevi fughe dal quotidiano e weekend romantici, siamo pronti a svelarvi le destinazioni su cui accendere i vostri radar per questo imminente 2026.

Partiamo con un Paese ancora spesso sottovalutato, adatto alle famiglie con bambini così come ai giovani appassionati di enogastronomia, avventura, natura e antropologia. Il Messico, infatti, è il luogo dove potete costruire una vacanza fatta di esperienze molto diverse tra loro, dove godere di grandissima quiete così come di luoghi più affollati ma indubbiamente pieni di servizi e intrattenimento. Una popolazione con un grande senso dell’ospitalità, un patrimonio culinario vastissimo e da studiare con attenzione da est a ovest, oltre a tanto folklore popolare. Le nostre zone preferite? Lo stato di Oaxaca, con una digressione verso Puerto Escondido per vivere la costa pacifica in modo immersivo e selvaggio. Se siete amanti dell’on the road e magari curiosi di approfondire la vostra conoscenza sui distillati di agave, il nostro suggerimento è di arrivare a Guadalajara e da lì strutturare un tour dello stato di Jalisco alla scoperta di produzioni e produttori, pueblos magici e grandi paesaggi naturalistici.

Distilleria Cascahuin, stato di Jalisco – Messico, foto di Chiara Buzzi

Per chi viaggia alla perenne ricerca del caldo, scegliendo destinazioni miti e dove poter mangiare all’esterno tutto l’anno, Palma de Mallorca è la risposta alla vostra inquietudine. Uno degli scali aeroportuali più importanti d’Europa, quest’isola ha le dimensioni perfette per chi ha modo di spenderci più di un semplice weekend. La capitale, con la sua splendida cattedrale e le numerose collezioni d’arte, le case museo e gli showroom di design, è un piccolo gioiello di architettura tradizionale e contemporanea. Sono molti, infatti, gli artisti che dal Nord Europa o dagli Stati Uniti si sono trasferiti sull’isola aprendo distaccamenti dei propri brand, trovando nuovi e diversi equilibri di vita con le famiglie e importando un design e un gusto ancora poco conosciuti. Palma conquista non solo per la bontà della sua proposta enogastronomica ma per l’eclettismo della sua offerta turistica, da scoprire e valorizzare anche fuori stagione.

La Grecia non smette mai di battere nel cuore. Nel 2026 però il nostro suggerimento è uscire dalle classiche rotte, specialmente dalle Cicladi durante i mesi di luglio e agosto, ma di spingervi alla scoperta del Dodecaneso. Rodi è senza dubbio l’isola più famosa, ma è anche la più agile da raggiungere. Troppo facile. Vi abbiamo spesso parlato di Symi – e della sua incredibile offerta anche da un punto di vista enogastronomico – ma vi suggeriamo di dare uno sguardo anche a Léros, con meno di mille abitanti e nulla da invidiare ad altri luoghi. Un’opzione da non escludere potrebbe essere quella di destinare parte del vostro viaggio al Peloponneso, con un taglio più storico e culturale, per poi concludere con qualche giorno di relax marittimo nelle isole.

Porto Heli – Peloponneso – foto di Chiara Buzzi

Nonostante Bangkok sia attualmente una delle città più vive e in costante mutamento dell’Asia, per noi di Gastronomika la destinazione cui dedicare attenzioni nel 2026 è Hong Kong. Questo distretto autonomo non è mai stato particolarmente tourist-friendly ma l’incredibile sviluppo del settore ospitalità ha fatto sì che sempre più addetti ai lavori, viaggiatori e imprenditori la scelgano come destinazione. Hong Kong può anche essere una tappa funzionale qualora stiate viaggiando verso est e vogliate spaccare il vostro itinerario con una due giorni di grattacieli, profumi cantonesi, vivacità e contrarsi. Una città fatta di grande opulenza e cosmopolitismo ma allo stesso tempo con ancora tanti quartieri e angoli disagiati affiancati al lusso. Se siete un pizzico nerd su classifiche, riconoscimenti e premi, sappiate che è proprio qui che si trova il bar migliore del mondo secondo la 50Best Bars, ovvero l’italiano Bar Leone capitanato da Lorenzo Antinori. Per quanto riguarda invece gli hotel, il Roseweood Hong Kong è stato da poco eletto migliore hotel del mondo, pertanto… Forse vi conviene correre ai ripari e guardare subito i prezzi dei voli!

Vista di Hong Kong dall’alto – foto di Chiara Buzzi

E se Hong Kong può essere una destination anche per una fuga dall’Europa di pochi giorni (ci sono voli diretti frequenti da Milano Malpensa), il 2026 sarà in tutto e per tutto l’anno della Cina. Il numero di turisti di tutte le età affascinati da questo immenso continente sono sempre più numerosi. Tralasciando le grandi città come Beijing o Shangai, che costituiscono un orizzonte sicuramente parallelo alla vera Cina, vi suggeriamo un viaggio di almeno dodici-quattordici giorni, possibilmente in compagnia di qualcuno capace di strutturare per voi itinerari autentici, completi e facilmente percorribili.

Tornando in Europa, e pensando a destinazioni ancora poco battute in cui poter ben conciliare la vostra passione per la ristorazione e il turismo, troviamo la Galizia. Luogo imprescindibile per il vostro 2026, conosciuto oggi quasi esclusivamente per la presenza del santuario di Santiago de Compostela ma chiaramente votato a molte più ricchezze. Le fonti principali di reddito della regione sono l’industria ittica e portuale, l’agricoltura dell’entroterra e – come forse molti di voi sanno – l’allevamento di bovini. Vacche e manzi galiziani venivano allevati a queste latitudini già nell’epoca preistorica, per essere successivamente integrati nel lavoro delle famiglie e delle piccole aziende agricole connesse. È qui che si è sviluppata una particolare tecnica di ingrasso basato su risorse disponibili localmente e perseguibile grazie alla simbiosi stretta tra bestiame, terreno ed essere umano.

Rubia gallega – foto di A tutta griglia

Andiamo in America, in particolare in America del Sud, perché la Colombia è un altro luogo magico su cui spostare la vostra attenzione. Medellín è passata in meno di vent’anni da essere capitale dei cartelli della droga a centro metropolitano moderno e vibrante. Nel 2026 è prevista l’apertura di Wake, un progetto di ospitalità a più livelli, da cento milioni di dollari, che unisce un hotel benessere, residenze e più di una dozzina tra ristoranti, bar e cocktail bar. C’è grande attesa per quello che sarà il bistrot Boro di Jaime David Rodríguez, del noto ristorante Celele di Cartagena. Al Boro, Rodríguez racconterà la ricchezza di questa terra in piatti che spaziano dall’Amazzonia, alle Ande, ai Caraibi, al Pacifico e all’Orinoquía. Anche il TEST Kitchen Lab, lo chef’s table dello chef Adolfo Cavalie e della barista Daniela Alvarado, si trasferirà presso Wake, ampliandosi non solo nelle dimensioni ma anche per quello che riguarda gli spazi destinati ai laboratori di ricerca e fermentazione. Una meta sempre più gastronomica, oltre che artistica, Medellín è il punto di partenza per un viaggio indimenticabile alla scoperta della Colombia.

Medellín, foto di Néstor Morales su Unsplash

Scommettiamo che non avete mai pensato di farvi un weekend lungo nelle Fiandre? Questo territorio sembra quasi un po’ leggendario e mitologico, come qualcosa di cui abbiamo una conoscenza confusa e una vaga collocazione sulla carta geografica. Siamo in Belgio, nella regione compresa tra la Vallonia e l’Olanda, dove la città di riferimento (dove atterrare per intenderci) è Bruxelles, e si arriva fino al Mare del Nord. In particolare, a fine giugno, a Oostduinkerke, si tiene la famosa festa dei gamberetti di Ostenda. Un vero e proprio festival che celebra la tradizionale pesca dei gamberetti grigi a cavallo, una pratica che viene fatta risalire con probabilità al 1500 e si svolge di fatto tutti i giorni tra i mesi di giugno e settembre. A meno di un’ora di macchina c’è Bruges, cittadina medioevale deliziosa in cui trascorrere del tempo. Birra, cioccolato ma anche grandi carni, ora non resta altro che scegliere.

Bruges – foto di Chiara Buzzi

Ancora una volta, la scelta che non potrebbe stancare mai nessun viaggiatore appassionato di cibo e sperimentazioni a tema: il Giappone. Per lungo tempo difficilmente accessibile a molti turisti, per la lingua ma anche per gli elevati costi, vive in questi ultimi anni un periodo di apertura e maggiore contaminazione. Per la conversione con l’euro i prezzi sono ancora particolarmente favorevoli e il popolo si è aperto al turista e allo straniero in modo decisamente più attuale e piacevole. Al di là degli itinerari classici, pensate di potervi ritagliare del tempo per visitare zone come l’Hokkaido – se siete un po’ avventurosi anche in inverno – oppure la meravigliosa prefettura di Okinawa. Considerata come una delle cinque Blue Zones del mondo, quindi con il più alto tasso di longevità dei suoi abitanti, questo arcipelago di isole subtropicali ha spiagge incontaminate, fondali incantati e sabbie bianche. Iniziano ora ad arrivare le strutture dei grandi gruppi di accoglienza, ma si tratta di luoghi ancora salvi dal turismo di massa e realmente da visitare un po’ all’avventura.

Okinawa, foto di Yasuaki Uechi su Unsplash

Last but not least, l’ultima destinazione gioca un po’ in casa, perché è giusto spezzare una lancia a favore dell’Italia e in particolare per quelle città o aree che non sempre godono delle meritate attenzioni e riconoscimenti. Il nostro Paese resta nel cuore di ogni visitatore, ma siamo in parte noi italiani a dover raccontare zone ancora in ombra. A partire dalla città di Cagliari, meta perfetta per un weekend fuori porta, dal clima mite e con un’offerta turistica sempre più sviluppata. Boutique hotel, ristoranti, fine dining, produttori, maestri pasticceri, questo territorio è davvero ancora inesplorato pur essendo facilmente accessibile.

La seconda destinazione nazionale che citiamo è la Liguria di confine, ovvero quella che si spinge da Savona a Ventimiglia, dalla Valle Impero alla Valle Argentina. L’entroterra della Liguria ponentina conserva borghi cristallizzati, piccole produzioni casearie di tutto rispetto, viticolture quasi eroiche, uliveti, micro birrifici, cucine d’autore guidate da giovani intraprendenti, boutique hotel e agriturismi particolarmente d’atmosfera.

Infine, il Lazio, che facilitato dalla presenza di una città come Roma nella sua geografia, può essere facilmente visitato dalla costa all’entroterra. Dalla Tuscia alla Ciociaria, a queste latitudini siete certi di trovare grandissime tradizioni, paesaggi in continuo cambiamento, borghi arroccati e cuochi eccellenti che vi ristoreranno offrendo un’ospitalità d’altri tempi.

Pronti a partire? Noi, siamo già in viaggio!

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