La TAV sotto la lente UE: costi in crescita e ritardi strutturali per la Torino-Lione
lentepubblica.it
La Corte dei Conti europea aggiorna il giudizio sui grandi progetti strategici dei trasporti: il collegamento transalpino emerge come uno dei casi più problematici nel panorama delle infrastrutture continentali.
L’alta velocità ferroviaria Torino-Lione torna al centro del dibattito europeo, questa volta per le osservazioni critiche contenute in un recente aggiornamento della relazione della Corte dei Conti europea dedicata alle cosiddette “infrastrutture-faro” dei trasporti dell’Unione. Si tratta di opere considerate decisive per completare la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), l’ossatura logistica su cui Bruxelles punta per rafforzare mobilità, competitività economica e sostenibilità ambientale.
Il documento non si limita a una valutazione isolata del progetto italo-francese, ma offre una fotografia d’insieme dei principali megaprogetti infrastrutturali europei, mettendo in luce criticità comuni: ritardi cronici, aumenti di spesa significativi, difficoltà di coordinamento tra Stati membri e un controllo non sempre incisivo da parte della Commissione. Tuttavia, nel quadro generale, il collegamento ferroviario tra Torino e Lione si distingue per la portata delle problematiche riscontrate.
Un aggiornamento che pesa: cosa dice la nuova relazione
La Corte dei Conti europea aveva già affrontato il tema nel 2020, con una relazione speciale che segnalava scostamenti rilevanti rispetto alle pianificazioni iniziali. L’aggiornamento più recente tiene conto degli sviluppi successivi e, anziché rassicurare, conferma un peggioramento complessivo della situazione.
Secondo l’analisi, il costo congiunto degli otto grandi progetti esaminati è aumentato ulteriormente, arrivando a cifre che sfiorano il doppio rispetto alle stime originarie. Negli ultimi cinque anni, al netto dell’inflazione, l’incremento medio dei costi è stato pari al 24%, un dato che evidenzia come le difficoltà non siano episodiche ma strutturali.
A trainare verso l’alto la spesa complessiva sono soprattutto due opere: la Rail Baltica, che dovrebbe collegare i Paesi baltici al resto della rete europea, e proprio il collegamento ferroviario Lione-Torino. Quest’ultimo, già complesso per caratteristiche geografiche e tecniche, ha visto crescere progressivamente il proprio fabbisogno finanziario.
Dal progetto iniziale alla realtà: come cambiano le stime
Uno degli elementi sottolineati dalla Corte riguarda la differenza tra le prime valutazioni di costo e quelle più recenti. Le stime iniziali, infatti, spesso si basavano su progetti meno dettagliati o su soluzioni tecniche poi profondamente riviste.
Nel caso della Torino-Lione, ad esempio, il piano originario prevedeva una galleria di base a canna singola, successivamente trasformata in una doppia canna, con un inevitabile aumento dei costi e della complessità dei lavori. Situazioni analoghe si riscontrano anche in altri progetti, come il canale Senna-Nord Europa, la cui prima valutazione economica era stata elaborata prima ancora di studi di fattibilità completi.
Il risultato è che la stima complessiva più recente per tutte le infrastrutture analizzate raggiunge oggi valori quasi doppi rispetto alle previsioni iniziali, alimentando interrogativi sulla solidità dei processi decisionali adottati nella fase di pianificazione.
Ritardi che mettono a rischio la scadenza del 2030
Oltre ai costi, la Corte dei Conti europea evidenzia un altro nodo cruciale: il fattore tempo. La rete centrale TEN-T dovrebbe essere completata entro il 2030, un obiettivo che Bruxelles considera strategico per l’integrazione del mercato unico e per la transizione verso trasporti meno inquinanti.
Eppure, per almeno tre grandi infrastrutture – la galleria di base del Brennero, il collegamento fisso Lione-Torino e il canale Senna-Nord Europa – la data ufficiale di completamento è ormai posticipata oltre il 2030. Ciò implica che la scadenza fissata a livello europeo non sarà rispettata, con conseguenze politiche, economiche e operative.
Il quadro appare ancora più incerto per la Rail Baltica: se nel 2020 il completamento era previsto entro il 2030, oggi non esiste un calendario definitivo per la piena realizzazione dell’opera. Un segnale che, secondo la Corte, riflette difficoltà di governance e pianificazione non ancora risolte.
Il ruolo dell’Unione europea e i nuovi strumenti di controllo
La relazione prende atto anche di un’evoluzione normativa. Nel 2024 l’Unione europea ha introdotto nuovi strumenti giuridici con l’obiettivo di rafforzare il controllo della Commissione sull’attuazione della rete TEN-T. Si tratta di un tentativo di rispondere alle criticità emerse negli anni, migliorando coordinamento, monitoraggio e capacità di intervento.
Tuttavia, la Corte osserva che queste modifiche avranno un impatto limitato sui progetti già avviati e sottoposti ad audit in passato. In altre parole, opere come la Torino-Lione continueranno a scontare decisioni prese molti anni fa, quando il quadro normativo e i meccanismi di supervisione erano meno stringenti.
Non solo ombre: il caso romeno come eccezione
Nel panorama complesso delineato dalla Corte, emerge anche un’eccezione positiva. L’autostrada A1 in Romania, uno degli otto progetti analizzati, mostra prospettive migliorate rispetto al passato. Secondo le informazioni più recenti, tutte le tratte dovrebbero essere aperte prima del 2030, rientrando quindi nei tempi previsti dalla rete TEN-T.
Un caso che dimostra come, in presenza di una governance più efficace e di una pianificazione realistica, sia possibile recuperare ritardi e contenere le criticità.
Una sfida aperta per la credibilità europea
Il giudizio complessivo della Corte dei Conti europea non è una bocciatura definitiva, ma suona come un campanello d’allarme. I megaprogetti infrastrutturali restano fondamentali per il futuro dei trasporti europei, ma richiedono stime più affidabili, tempi più realistici e un coordinamento più solido tra i Paesi coinvolti.
Nel caso della Torino-Lione, le osservazioni europee riaccendono un confronto che va oltre i confini nazionali: quello sulla capacità dell’Unione di trasformare grandi visioni strategiche in opere concrete, sostenibili e completate nei tempi promessi. Una sfida che, a giudicare dai numeri e dalle scadenze, è ancora tutta da vincere.
Il dossier della Corte dei Conti UE
The post La TAV sotto la lente UE: costi in crescita e ritardi strutturali per la Torino-Lione appeared first on lentepubblica.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




