Lvmh rimescola le carte con i deputy CEO: quattro nomine in un anno
Lvmh rimescola ancora le sue carte ai vertici con una progressione di nomine interne e ridefinisce una delle principali posizioni di leadership nelle sue maison più strategiche. L’ultimo tassello di questa strategia di rafforzamento della governance è la nomina di David Ponzo a deputy CEO di Tiffany.
Questa nomina non è un caso isolato: nel corso del 2025 il colosso di Bernard Arnault ha progressivamente introdotto la figura di deputy CEO in altri marchi chiave del gruppo, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le strutture dirigenziali e accelerare le decisioni operative puntando sulla verticalità. La figura del vice CEO è dunque in linea con una strategia più ampia di rafforzamento della dirigenza della casa madre Lvmh, che ha visto negli ultimi mesi l’inserimento di altri deputy in Louis Vuitton (Damien Bertrand nel giugno 2025), Dior (Pierre‑Emmanuel Angeloglou da aprile 2025 e sotto la guida di Delphine Arnault) e Bulgari (con Laura Burdese, che assumerà poi la carica di amministratrice delegata dal prossimo luglio).
Come fa sapere la stessa Lvmh, il modello dei deputy CEO all’interno di Lvmh sembra riflettere una strategia a lungo termine, mirata a rafforzare il controllo gestionale interno con maggiore verticalità e con l’affidamento di ruoli sempre più rilevanti a manager con esperienza consolidata all’interno del gruppo, piuttosto che a figure esterne. E la scacchiera di questi ultimi mesi mossa dal colosso del lusso francese si inserisce in una riorganizzazione più ampia, che evidenzia come Lvmh stia gestendo una rete complessa di brand in un mercato del lusso in continua evoluzione (nel fiscal year 2024 i ricavi consolidati del gruppo sono stati pari a 84,7 miliardi di euro, mentre il fatturato di 58,1 miliardi di euro si è registrato nei primi nove mesi del 2025).
In realtà, quanto sta accadendo in Lvmh si inserisce in un più ampio fenomeno di ripensamento delle strutture di comando nelle principali realtà del lusso internazionale. Anche Gucci, sotto l’ombrello del gruppo Kering, ha adottato una strategia simile, introducendo nel 2024 la figura di deputy chief executive officer con l’ingaggio di Stefano Cantino per affiancare il CEO nella definizione e nell’implementazione strategica del marchio, prima di promuoverlo successivamente alla guida della maison stessa in un percorso di continuità operativa. Tale percorso ha poi portato, nel settembre 2025, alla decisione di eliminare la funzione di deputy CEO di Kering con la nomina di Francesca Bellettini come nuova CEO di Gucci, un cambiamento che il nuovo management ha descritto come parte di una semplificazione organizzativa volta a “costruire una struttura più snella e chiara” in cui “i migliori talenti spingano le maison verso il futuro”, riferisce la stessa maison nella nota ufficiale della nomina. Questo tipo di mossa rispecchia la tendenza delle grandi maison a costruire percorsi di leadership interna con ruoli ponte tra management e vertice, piuttosto che affidarsi esclusivamente a new entry.
Anche se non sempre i gruppi stanno introducendo formalmente il titolo di deputy CEO, molte società stanno operando riprogettazioni delle leadership. Nel caso di Gucci, la progressione da vice CEO a CEO per un dirigente interno rappresenta un esempio di come i gruppi del lusso usino percorsi di carriera strutturati per consolidare la governance.
Infine, tornando all’ultima nomina in casa Tiffany, Ponzo assumerà ufficialmente il ruolo a partire dal 26 gennaio 2026, succedendo nelle principali responsabilità a Gavin Haig, ex chief commercial officer andato in pensione nel 2025. Nel suo nuovo incarico, Ponzo sarà responsabile della gestione commerciale e organizzativa globale della storica maison di gioielleria americana, con focus su retail e divisione gioielleria e alta gioielleria, e risponderà direttamente ad Anthony Ledru, presidente e CEO di Tiffany.
Il neo vice CEO Ponzo entra nella maison gioielliera dopo un passato tra le fila di Louis Vuitton, altra maison sotto la stessa egida del gruppo del lusso Lvmh. Qui, il manager negli ultimi cinque anni ha ricoperto il ruolo di chief commercial officer, contribuendo all’ascesa del marchio, concentrandosi sulla clientela locale e su categorie di prodotti di fascia alta. In precedenza Ponzo è stato presidente e CEO di Louis Vuitton Japan e prima ancora ha ricoperto ruoli dirigenziali nel mercato asiatico presso Swatch Group e Omega. Il successore di Ponzo da Louis Vuitton sarà Hugues Bonnet-Masimbert, attualmente CEO di Rimowa, il produttore di valigeria di lusso di proprietà di Lvmh dal 2016. Bonnet-Masimbert passerà a Vuitton il 1° marzo e riferirà a Pietro Beccari, presidente e CEO di Louis Vuitton e presidente e CEO di Lvmh Fashion Group.
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