Meloni a Niscemi, la premier: “Governo farà possibile per velocizzare indennizzi”. La procura apre fascicolo per disastro colposo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si trova in Sicilia per un sopralluogo nei territori colpiti dal maltempo nei giorni scorsi. La premier, che lunedì ha riunito il Consiglio dei ministri per dichiarare lo stato di emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna, dando il via libera anche a un primo stanziamento da 100 milioni di euro per rispondere ai danni, è da poco arrivata a Niscemi assieme al capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. LA FOTOGALLERY
“Nella riunione di stasera abbiamo definito gli atti che saranno oggetto di esame della giunta domani per quanto riguarda i ristori alle aziende colpite dal maltempo. Abbiamo fatto il punto anche sui balneari. La nostra task force sta esaminando tutte le ipotesi in campo: la logica è raggiungere l’obiettivo, utilizzare al meglio la spesa pubblica nel rispetto delle leggi e delle procedure”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che ha guidato stasera la riunione della cabina di regia operativa per l’emergenza maltempo, che si è tenuta a Palermo, a Palazzo D’Orleans. Oltre al presidente Schifani hanno preso parte all’incontro Simona Vicari, esperta del presidente per le Infrastrutture, gli assessori al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino, alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò e alle Attività produttive Edy Tamajo, il capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano, il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il direttore generale dell’Irfis Giulio Guagliano, il vice commissario della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, il dirigente della Programmazione Vincenzo Falgares e i dirigenti generali dei dipartimenti che stanno affrontando l’emergenza. La cabina di regia tornerà a riunirsi lunedì 2 febbraio alle 11.
Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile ha diramato un nuovo avviso di allerta meteo-idrogeologica per la Sardegna, valido a partire dalle 14 di oggi e fino alle 23.59 di domani, 29 gennaio. Nel dettaglio, è stata dichiarata allerta gialla (criticità ordinaria) per rischio idraulico e idrogeologico nelle aree dell’Iglesiente e del Campidano. Scatta invece l’allerta arancione (criticità moderata) per rischio idrogeologico, accompagnata da allerta gialla per rischio idraulico, nei territori di Montevecchio Pischinappiu, Tirso e Logudoro. Allerta gialla per rischio idraulico, infine, anche nelle aree del Flumendosa Flumineddu e della Gallura. La Protezione civile invita enti locali e cittadini alla massima attenzione e a seguire gli aggiornamenti ufficiali, raccomandando prudenza soprattutto nelle zone maggiormente esposte a fenomeni di dissesto e allagamenti.
“In questi giorni, in queste ore ci sono famiglie, imprenditori e commercianti che stanno soffrendo in Sicilia, in Calabria e in Sardegna. Hanno fatto sacrifici per una vita e ritrovano senza un’abitazione, senza un negozio, senza un’impresa. Dobbiamo essere a loro vicini, ci sono già i nostri rappresentati sul posto, ma anche da qui possiamo fare qualcosa. Noi possiamo agire come abbiamo sempre fatto. Abbiamo stanziato subito 1 milione di euro tagliandoci gli stipendi di noi eletti. E adesso li mettiamo in votazione. Questa proposta va in votazione sabato, gli iscritti del Movimento sono chiamati a votare, perché la proposta va ratificata, l’ultima parola è la vostra”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in un video su Facebook. “Una volta confermata questa valutazione, io verrò nei prossimi giorni” e “troveremo anche insieme qualche progetto utile per rispondere a queste prime urgenze e necessità. Ovviamente la parte del leone la deve fare il governo con grande speditezza e grande responsabilità”, “i soldi ci sono e si possono prendere da quel progetto faraonico del ponte sullo Stretto che è ormai miseramente fallito”, ha concluso Conte.
Geologi e tecnici dell’Università di Firenze sono a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per monitorare la frana avvenuta domenica 25 gennaio, che ha provocato sulla collina in cui sorge il centro abitato una voragine lunga circa 4 chilometri e trascinato giù diverse case. L’Università di Firenze opera dal 2005 come centro di competenza della Protezione Civile Nazionale, fornendo supporto tecnico-scientifico per le grandi emergenze legate a frane e vulcani.”Siamo stati attivati d’urgenza domenica sera, quando siamo stati avvisati che la Regione Sicilia necessitava di supporto per un movimento franoso iniziato a metà gennaio, ma aggravatosi drasticamente nella notte tra domenica e lunedì”, racconta Nicola Casagli, presidente del Centro per Protezione civile Unifi, che si è recato in Sicilia con il docente di Geologia applicata Giovanni Gigli e il tecnologo Tommaso Beni.”Giunti sul posto insieme al Capo del Dipartimento della Protezione Civile – prosegue Casagli – ci siamo trovati di fronte a un fenomeno di proporzioni enormi, certamente una delle più grandi frane che io abbia mai visto in Italia in oltre trent’anni di carriera. Le stime preliminari parlano di molte decine, se non addirittura centinaia di milioni di metri cubi di materiale in movimento. Questa massa ha generato una scarpata imponente proprio sotto l’abitato di Niscemi, una situazione che mette seriamente a rischio la stabilità delle prime file di abitazioni del centro abitato”.Per comprendere l’estensione del dissesto, il team Unifi ha immediatamente effettuato sorvoli in elicottero, sopralluoghi diretti sul terreno e rilievi di precisione tramite l’utilizzo di droni. Dopo le attività sul campo, Casagli ha illustrato la situazione al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo il docente dell’Ateneo fiorentino, il dissesto idrogeologico che ha colpito Niscemi non significa una crescente vulnerabilità del territorio. Fenomeni analoghi, sebbene talvolta di entità minore, si sono già verificati nella zona nel 1790 e nel 1997, a testimonianza della ciclicità di questi eventi.”Tuttavia – ammette Casagli – il dissesto avvenuto a Niscemi non ha mostrato segnali precursori evidenti, rendendo la previsione estremamente difficile. Nelle mappe di pericolosità delle Autorità di bacino distrettuali italiane esistono circa 650mila aree a rischio per frane e alluvioni. La strategia più saggia in questi casi sarebbe la delocalizzazione, spostando e ricostruendo in zone sicure, anche se tale percorso è estremamente complicato dal punto di vista sociale ed economico”.Guardando al futuro della zona colpita, Casagli ritiene che la scarpata sia destinata ad arretrare ulteriormente. “Una volta stabilizzato questo arretramento – conclude – sarà necessario intervenire sulle argille sottostanti per drenare l’acqua, poiché è proprio l’acqua l’elemento che alimenta e muove queste grandi masse di terreno. Il nostro obiettivo attuale è monitorare costantemente il territorio per individuare eventuali nuovi segnali di movimento e intervenire dove possibile per mitigare il rischio”.
Dall’alba di oggi sono circa 150 gli interventi che i vigili del fuoco del Comando di Roma hanno effettuato a seguito del Maltempo sul territorio della Capitale e provincia. Diverse le chiamate ricevute dalla sala operativa per alberi e rami pericolanti, allagamenti e verifiche di vario genere.Dalle 8 alle 13 circa, una squadra VVF con l’ausilio di un’autoscala e un’autogrù, è stata impegnata per la rimozione di un albero caduto sulla chiesa di Santa Barbara Apostolo, in Piazza dei Geografi zona Tor Pignattara. Nella mattinata odierna altri alberi sono caduti in Via Ugo de Carolis, zona Balduina, con autobus di linea coinvolto e in Via dell’Oceano Atlantico dove un grosso pino è caduto su una macchina in sosta. Disagi nel comune di Anguillara Sabazia per una frana in Via di Pizzo Prato 2 e a Morlupo nel primo pomeriggio, per un dissesto statico in Via Indipendenza. Proseguono le operazioni di messa in sicurezza in tutta la provincia.
“Voglio fare un ringraziamento e i miei complimenti ai sindaci e agli amministratori, perché le risposte che voi siete stati in grado di dare nelle prime ore, a partire dal sindaco di Catania che me lo raccontava, sono molto importanti e fanno una parte significativa della percezione che i cittadini hanno della presenza delle istituzioni in un momento di difficoltà”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una riunione sull’emergenza Maltempo in occasione della sua visita in Sicilia. Per quanto riguarda “l’esenzione del pagamento delle imposte, quelle non sono mai misure che arrivano con lo stato di emergenza. Con lo stato di emergenza noi possiamo sospendere i mutui. Sulle imposte serve il decreto del quale stiamo parlando. Misure che sono state previste già nelle situazioni analoghe le dobbiamo dare per scontate, ma rifare la lista di tutte le necessità aiuta anche noi a lavorare meglio”, ha aggiunto.
Una perturbazione di origine atlantica porterà un nuovo peggioramento delle condizioni meteo al Sud interessando, con precipitazioni anche a carattere temporalesco, soprattutto i settori tirrenici. La perturbazione sarà accompagnata da un deciso rinforzo dei venti dai quadranti occidentali.Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che dispone per la giornata di domani, giovedì 29 gennaio, allerta arancione su parte di Sardegna e allerta gialla in Calabria, Sardegna e parte di Sicilia, Campania, Basilicata, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto. L’avviso prevede dalla sera di oggi, mercoledì 28 gennaio, precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale su Campania e Sicilia, specie sui settori settentrionali dell’isola, in estensione dalle prime ore di domani alla Calabria e alla Basilicata occidentale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica. Dalle prime ore di domani sono attesi venti da forti a burrasca dai quadranti occidentali sulla Sicilia, in estensione dalla tarda mattinata alla Calabria. Forti mareggiate lungo le coste esposte.
“La situazione complessa” a Niscemi (Caltanissetta) “è nel fatto che finché non si ferma la frana, noi non siamo in grado di definire quale sia la parte di questa attuale zona rossa, che sono 150 metri, ma chiaramente molto precauzionali, che effettivamente va definitivamente perimetrata. Finché questo non accade, il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare. Io su questo ho stressato molto i miei interlocutori questa mattina per cercare di rimetterci seduti al tavolo nel minore tempo possibile per poter dare risposte definitive alla popolazione. Ci siamo dati appuntamento fra massimo due settimane, sperando che le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentare la situazione. Ma siamo intenzionati, io sono intenzionata a dare risposte immediate”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una riunione sull’emergenza maltempo in occasione della sua visita in Sicilia. “Niscemi non è nuova a questi disastri e il sentimento della popolazione rispetto a quello che è accaduto nel 1997 con indennizzi, che sono arrivati dopo 14 anni e definitivamente anche dopo 28 anni, è qualcosa che – mi rendo conto – ha impattato giustamente sui cittadini e sull’aspettativa che i cittadini hanno dalla politica. Ecco, mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa. Il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità”, ha aggiunto. “Chiaramente, per fare questo serve una filiera. Non è una cosa che posso fare io da sola, che può fare il governo da solo, che può fare il ministro Musumeci da solo, che può fare il presidente Schifani da solo. Serve che ci lavoriamo tutti insieme, in buona fede, evitando le polemiche, perché qui tutti quanti abbiamo la stessa responsabilità e lo stesso obiettivo che è dare risposte ai nostri cittadini”, ha sottolineato Meloni.
“Ho approfittato per recarmi a Niscemi, che pure sorvolavo, e poi alla fine ho deciso di scendere per andare a parlare con il sindaco, perché lì la situazione è particolarmente complessa, oggettivamente. Vista di persona, è ancora più impattante di immagini che già sono abbastanza significative. Abbiamo fatto un punto di situazione con il sindaco e con la Protezione civile. Questa mattina noi ci siamo concentrati soprattutto sulla necessità di dare risposte a circa 1.500 attuali sfollati, poi si capirà quanti sono i definitivi, perché la frana sta ancora muovendo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una riunione sull’emergenza maltempo in occasione della sua visita in Sicilia. “Ma sicuramente noi – ha aggiunto – con il ministro Musumeci per le case che si trovano proprio sull’orlo del precipizio possiamo intervenire con Casa Italia, abbiamo le risorse per intervenire anche da subito. Ma le emergenze sono chiaramente le persone sfollate, sono la viabilità che lì è particolarmente compromessa, perché due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili ad oggi e, quindi, si sta lavorando a un piano di viabilità alternativo, anche usando le antiche rotte dell’agricoltura. Ci sono tre scuole nella zona rossa, tra elementari e asilo: vorremmo tentare anche qui di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità anche nella possibilità per i bambini di andare a scuola. C’è il problema della rete energetica, particolarmente del gas, sulla quale pure si sta lavorando da subito”.
“Voglio ringraziare Fabio Ciciliano e tutta la Protezione civile per un lavoro che è stato fatto oggettivamente straordinario, intanto di prevenzione. Perché i piani di prevenzione hanno funzionato bene e questa è la ragione per cui oggi parliamo di ricostruire e non piangiamo delle vittime. Quindi, credo che vada atto al lavoro straordinario della Protezione civile e poi ovviamente per la velocità con la quale si cerca di affrontare tutte le questioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una riunione sull’emergenza Maltempo in occasione della sua visita in Sicilia.
“Anche quando si è trattato dell’Emilia-Romagna, che viene spesso citata, il decreto che poi affrontava in maniera complessiva le necessità del territorio per il dramma che c’era stato allora è arrivato dopo qualche settimana. Perché allo stato attuale per alcune Regioni noi non abbiamo neanche” la perimetrazione “dei Comuni che sono stati coinvolti. All’inizio all’Emilia-Romagna demmo di meno, però poi chiaramente le risorse sono arrivate. Però, quando spendiamo i soldi dobbiamo ricordarci che sono soldi dei cittadini e non sono soldi nostri, è un lavoro che va fatto con un margine di serietà. Quindi, ci serve di avere tutte le informazioni su qual è effettivamente l’entità delle risorse necessarie e, come sempre, le risorse arriveranno. Colgo anche l’occasione per fare un po’ di chiarezza su alcune polemiche che non capisco – perché sapete che sono una persona sempre franca – se sono pretestuose oppure no, ma non sono necessarie. Perché stiamo cercando di lavorare per dare queste risposte”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di una riunione sull’emergenza Maltempo in occasione della sua visita in Sicilia. “È anche la ragione della riunione di questa mattina, perché mentre noi lavoriamo” a “questa mappatura, la Sicilia è stata la Regione particolarmente colpita, ci piaceva anche intanto renderci conto di persona, è il lavoro che abbiamo fatto stamattina, e poi ascoltare anche dagli amministratori e dai prefetti che cosa ritiene che serva per consentirci di fare un lavoro più organizzato”, ha aggiunto.
“Per l’emergenza alluvione in Emilia-Romagna, relativa agli eventi del 1° maggio 2023, il primo stanziamento disposto dal Consiglio dei ministri ammontava a 10 milioni di euro, a fronte di oltre 33 milioni di euro per Regione disposti, nel caso del ciclone Harry, con la prima delibera di lunedì scorso”. Lo ha sottolineato il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, rispondendo al question time alla Camera per conto del ministro della Protezione civile Nello Musumeci a un’interrogazione sugli stanziamenti per i luoghi colpiti dal ciclone Harry.
Abbiamo accompagnato la dichiarazione di stato di emergenza con un primo stanziamento da 100 milioni di euro per il quale sono un po’ dispiaciuta per le polemiche, soprattutto qui in Sicilia, perché nelle riunioni che noi abbiamo fatto anche prima del Consiglio dei ministri con i presidenti delle regioni coinvolte, abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare intanto un contributo immediato una tantum ai cittadini e alle aziende colpite, per consentirci la sospensione dei mutui e di dare ai sindaci e alle autorità locali le prime risorse necessarie. Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni. Ma questo io l’ho ampiamente chiarito”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso in una riunione sull’emergenza maltempo in occasione della sua visita in Sicilia. “Ho voluto fare questa mattina un giro di ricognizione prevalentemente in elicottero nelle zone colpite dall’alluvione dei giorni scorsi, all’esito del quale vorrei fare un punto della situazione con voi, con il presidente, con il ministro Musumeci, con i sindaci e i prefetti dei territori maggiormente colpiti. Noi in due-tre giorni abbiamo dichiarato lo stato di emergenza dopo aver già fatto una riunione con i presidenti delle tre Regioni coinvolte, abbiamo a quel punto dichiarato lo stato di emergenza e nominato i presidenti delle regioni coinvolte commissari per l’emergenza. Chiaramente, significa anche che questi commissari sono in parte già messi e verranno messi nella condizione di operare con gli strumenti e con le risorse e, quindi, con i mezzi che sono necessari a rispondere ai bisogni che arrivano dai territori”, ha aggiunto.
“Abbiamo tenuto un vertice operativo oggi a Catania, presieduto dal capo del Governo Giorgia Meloni. Hanno partecipato il presidente della Regione, il capo dipartimento nazionale della Protezione civile, i prefetti di Catania, Messina e Siracusa, i sindaci della Città metropolitana di Catania e Messina e il primo cittadino di Siracusa. Sono state condivise le linee operative per fare presto e bene, per risanare e ricostruire nei luoghi pubblici e privati colpiti dal ciclone. Il presidente Meloni ha voluto anche riferire sulla difficile situazione di Niscemi, ribadendo l’impegno del nostro governo a sostegno delle famiglie colpite dalla calamità”. Lo dichiara il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
“In queste ore stiamo assistendo a polemiche da sciacalli da parte delle opposizioni, quando invece nei momenti di tragedia bisognerebbe stare tutti uniti. Il governo ha stanziato immediatamente 100 milioni di euro: si tratta delle prime risorse destinate alle somme urgenze, alle necessità immediate dei territori colpiti. Successivamente verrà adottato un decreto con le risorse, ovviamente molto più cospicue, per la ricostruzione, così come è stato fatto per l’Emilia Romagna”. Lo ha detto Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, intervenendo a ‘L’aria che tira’, su La7. “Nei prossimi giorni, una volta completata la ricognizione puntuale dei danni, la stima precisa delle risorse necessarie e l’elenco dei Comuni colpiti dal ciclone, si procederà con ulteriori stanziamenti. È
proprio per questo che lo stato di emergenza è stato deliberato immediatamente e che i governatori sono stati nominati i commissari: per agire con rapidità ed efficacia. È evidente che non ci si fermerà alle risorse stanziate lunedì dal Cdm, lo ha detto con grande chiarezza la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: queste sono le prime risposte concrete date ai territori e alle comunità”, conclude Siracusano.
“Oggi sono stata in Sicilia, nei territori duramente colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato anche la Sardegna e la Calabria. Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la vicinanza dello Stato alle comunità che stanno affrontando momenti difficili”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Il Governo – sottolinea la premier – è al lavoro per sostenere i territori colpiti, garantire assistenza immediata e avviare gli interventi necessari per superare l’emergenza e ripristinare le condizioni di normalità”. “Ringrazio la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le amministrazioni locali e tutti coloro che stanno operando con professionalità e dedizione in queste ore complesse. Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione con la massima attenzione”, conclude Meloni.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella riunione operativa che questa mattinata ha presieduto a Niscemi, ha colto l’occasione “per ringraziare” il deputato di Avs, Angelo Bonelli – presente anche lui nel paese in provincia di Caltanissetta dove una frana attiva sta interessando il centro abitato – “con cui ha avuto occasione di confrontarsi sulla grave emergenza”. Lo riporta una nota di palazzo Chigi.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo la riunione operativa presieduta questa mattina a Niscemi si è recata nella sede della Capitaneria di Porto di Catania per presiedere un vertice al quale hanno partecipato, tra gli altri: il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci; il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano; il sindaco di Catania, Enrico Trantino; il sindaco di Messina Federico Basile; il sindaco di Siracusa, Francesco Italia; oltre che i Prefetti di Catania, Messina e Siracusa. Nel corso del vertice, informa una nota di palazzo Chigi, “è stata ribadita la massima attenzione del Governo per l’emergenza in corso che colpisce Sicilia, Sardegna e Calabria ed è stato ricordato che la dichiarazione di stato d’emergenza deliberata dal Consiglio dei ministri, con l’iniziale stanziamento di 100 milioni di euro, rappresenta solo la prima risposta ai territori colpiti, in attesa di un quadro più definito della situazione e una esatta quantificazione dei danni. Il Governo sta lavorando alla definizione del decreto-legge di assegnazione delle risorse necessarie”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina in Sicilia per sorvolare in elicottero i territori più colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito nei giorni scorsi il territorio, in particolare per il passaggio del ciclone Harry. La premier è arrivata a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una frana attiva di grandi dimensioni sta interessando il centro abitato e ha finora portato all’evacuazione di circa 1500 cittadini. A Niscemi, Meloni ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti e ha presieduto presso la sede del Comune una riunione, alla quale hanno partecipato il Prefetto di Caltanissetta, il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e i tecnici della Protezione Civile. Nel corso dell’incontro, informa una nota di palazzo Chigi, è stato fatto il punto sull’emergenza ed è stato confermato “il massimo impegno del Governo e delle istituzioni competenti per assistere gli sfollati, a favore dei quali è stato già previsto il contributo di autonoma sistemazione, per ripristinare la viabilità, la ripresa dell’attività scolastica e la funzionalità della rete di forniture di gas ed energia elettrica”. “A rendere complesso il quadro – viene sottolineato – è l’impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l’area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della riunione operativa andata in scena questa mattina a Niscemi, ha garantito al sindaco Massimiliano Conti che “il governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi”. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi. “Il Governo agirà velocemente in questa direzione e Meloni si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni”, si legge ancora nella nota.
Il procuratore capo di Gela Salvatore Vella ha aperto un fascicolo per disastro colposo per la frana di Niscemi. Al momento l’indagine è a carico di ignoti. Il Codacons annuncia la “presentazione di un esposto alla Procura di Gela per l’ipotesi di disastro colposo, in relazione alla grave situazione di dissesto idrogeologico che interessa il territorio di Niscemi, dove i recenti eventi franosi hanno esposto la popolazione a un pericolo concreto e attuale”.
La Campania è interessata in queste ore da precipitazioni particolarmente intense. La Protezione civile regionale ha prorogato l’allerta meteo di livello gialla per piogge e temporali, attualmente in vigore, fino alle ore 20 di domani, giovedì 29 gennaio, con esclusione delle zone Alta Irpinia, Sannio e Tanagro. Al momento non si sono verificate situazioni che abbiano richiesto l’intervento della protezione civile regionale. “La situazione è costantemente monitorata”, assicura la protezione civile della Campania.L’allerta riguarda piogge e temporali che a scala locale, soprattutto fino alla tarda mattinata di domani, potrebbero ancora rivelarsi intense, ma anche la possibilità di fenomeni come frane, smottamenti e caduta massi che si potrebbero verificare nonostante l’assenza di nuove precipitazioni per il “rischio residuo” dovuto alle piogge di queste ore. Termina invece alla mezzanotte l’allerta meteo per vento forte e mare agitato con possibili mareggiate.Si raccomanda alle autorità competenti di mantenere attivi i Centri Operativi Comunali, di porre in essere tutte le misure di prevenzione strutturale e non strutturale per mitigare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi Piani comunali di Protezione civile e di proseguire il monitoraggio della corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte. Prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa regionale.
“Solo oggi la presidente del Consiglio è volata in Sicilia, nelle zone devastate dalle frane, dagli allagamenti, dalle evacuazioni, con le attività distrutte, le aziende ferme, le famiglie senza casa. Bene. Ci sembra doveroso e ieri la nostra segretaria Elly Schlein era lì a testimoniare la nostra vicinanza e l’urgenza del tema. Ma ora la questione è quella di cosa fare per affrontare l’emergenza. Servono risorse e a fronte dei danni stimati intorno ai due miliardi, per tutti i danni provocati dal Maltempo su tutto il territorio italiano, il governo ha stanziato appena 100 milioni. Briciole, sintomo di una sottovalutazione che lascerà soli territori, imprese e famiglie. Non siamo di fronte ad una sorpresa: quello che è avvenuto è la principale conseguenza dei cambiamenti climatici”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. “Ma il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici non ha finanziamenti. Dei 20 miliardi stanziati negli ultimi 25 anni per il dissesto solo una parte è stata utilizzata e poche sono le opere completate. Ma di fronte a questo il governo trova risorse per finanziare il Ponte sullo Stretto di cui nessuno sente l’urgenza. Le parole non bastano, servono risorse vere, serve aiutare le famiglie e le imprese sospendendo tasse e tributi. E per la Sicilia serve che le risorse previste per il Ponte siano stornate per l’emergenza Maltempo”, conclude Boccia.
“Fateci caso amici: di politica interna non parla più nessuno. O meglio si parla di movimenti dei partiti: si cerca di capire cosa farà Vannacci a destra (e dire che qualcuno lo aveva detto…) o come possa esistere un centro moderato in una coalizione guidata da Meloni e Salvini, un ossimoro. Sono solo tattiche che interessano gli addetti ai lavori ma non parlano dell’Italia e degli italiani”. Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua enews. “Il nodo è che il Governo vivacchia senza occuparsi delle vere questioni dei cittadini. Prendete la Sicilia. Ieri abbiamo duramente attaccato Giorgia Meloni per essersi disinteressata alle vicende legate al maltempo al Sud. La stessa Giorgia Meloni che ha impedito di rimettere in piedi il nostro progetto ‘Italia Sicura’ o che aveva strumentalizzato l’alluvione in Emilia-Romagna”, aggiunge.
“Quello che ho detto alla premier Meloni nella riunione che ha avuto con la Protezione Civile e il sindaco, e quello che le dirò in Parlamento, è che bisogna dare immediatamente una risposta a chi ha perso la casa. Non accada come è accaduto in Emilia-Romagna, dove si sono promessi i soldi e poi questi soldi alle famiglie dell’Emilia-Romagna non sono arrivati. Deve esserci il ristoro totale e integro per chi non potrà rientrare nelle proprie case. Questo Meloni lo deve dire rapidamente, non si può aspettare”. Così il deputato di Avs, Angelo Bonelli, parlando fuori dal Municipio diáNiscemiá(Caltanissetta) dopo la riunione operativa presieduta dalla premier Giorgia Meloni per fare il punto della situazione. “C’è poi un secondo aspetto, più generale – ha aggiunto -. L’Italia è il Paese più a rischio frane in tutta Europa: 636mila frane in Italia. Ci sono 1.200.000 persone che vivono in aree ad altissimo rischio di frana. Bene, noi non vogliamo che ci siano altre Niscemi in Italia. E quindi da questo punto di vista responsabilità vuole che un governo abbia cura del territorio e cominci a pensare che la vera priorità oggi per la Sicilia e per la Calabria e per tante zone del Paese, non sono i 14 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto”. “Lo dirò alla premier che deve fermare il suo ministro Salvini perché 14 miliardi di euro devono essere subito destinati non solo per Niscemi, per il ristoro delle famiglie, ma per mettere in sicurezza l’Italia da questo grande e gravissimo rischio idrogeologico che viviamo. Questo è quello che chiediamo”, ha concluso l’esponente di Avs.
“Giorgia Meloni stamani si è finalmente svegliata ed è andata in Sicilia. È arrivata dopo la Schlein, è arrivata dopo la mia uscita, è arrivata dopo giorni di menefreghismo. Ma è arrivata. Meglio tardi che mai. Ora vediamo se tira fuori gli stivali e soprattutto i soldi”. Lo scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.
“Oggi mi è stato dato un nuovo ragguaglio sull’entità dei danni segnalati dagli enti pubblici del ciclone Harry. Siamo arrivati a una cifra di circa due miliardi, da verificare. Quindi è una situazione che evolve giornalmente sempre con maggiore gravità”. Lo ha detto il presidente della regione siciliana, Renato Schifani riferendosi ad un nuovo conteggio sui danni provocati dal ciclone in Sicilia una settimana fa.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha da poco lasciato il Municipio di Niscemi (Caltanissetta), dopo aver preso parte a una riunione operativa durata circa un’ora per fare il punto della situazione assieme al capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, al sindaco Massimiliano Conti e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. Alla riunione a preso parte anche il deputato di Avs, Angelo Bonelli. La premier è arrivata a Niscemi questa mattina dopo aver sorvolato in elicottero sia la costa di Catania flagellata dal ciclone che appunto la zona di Niscemi, il paese sconvolto dalla frana. Secondo quanto si apprende quella di Niscemi è stata solo la prima tappa della missione di Meloni nei territori siciliani colpiti dal maltempo.
Le nevicate in Trentino sono iniziate nella notte a partire dai 300 metri. La Provincia comunica che “i mezzi del Servizio gestione strade, affiancati da alcune ditte private, sono costantemente impegnati nelle operazioni di sgombero neve e nel trattamento invernale delle carreggiate, con particolare attenzione alle tratte viarie più in quota. Si ricorda che è in vigore l’obbligo di circolare con pneumatici da neve oppure con catene a bordo, da montare durante le precipitazioni nevose. In considerazione delle condizioni meteo, sono stati attivati alcuni presidi neve per il controllo della dotazione invernale dei veicoli diretti verso le località più in quota”. I posti di controllo sono stati attivati a Moena, lungo le statali 48 e 346 in direzione del Passo San Pellegrino e si registrano incolonnamenti in entrambe le direzioni nel tratto compreso tra Cles e La Rocchetta.
“A causa del maltempo i lavori di sollevamento del ponte Margherita Hack sono spostati a domani, giovedì 29 gennaio, dalle 22 alle 4”. Lo comunica in una nota Gest. “L’intervento – spiega Gest – sarà realizzato nella sola notte di giovedì. Dalle 22 a fine servizio la Linea T2 farà servizio limitato da Peretola Aeroporto a Regione e viceversa, e da Redi a San Marco Università e viceversa. Saranno attivi servizi di bus sostitutivi tra le fermate Regione – Redi e viceversa. L’attraversamento della pista ciclabile adiacente al viadotto resterà interdetto fino a fine lavori. Per tutta la durata dei lavori continueranno a lavorare le postazioni di monitoraggio installate nei giorni scorsi per verificare eventuali movimenti anomali della struttura del ponte”. Venerdì 30 gennaio i tram viaggeranno con il ripristino della consueta velocità di esercizio, che era stata ridotta a 10 km/h dal 31 dicembre. “In caso di condizioni meteo avverse – conclude Gest – potrebbe essere preso in considerazione di rimandare l’intervento”.
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