Sessant’anni di Wwf e di educazione ambientale nelle scuole

Gen 29, 2026 - 03:30
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Sessant’anni di Wwf e di educazione ambientale nelle scuole

L’associazione Wwf festeggia sessant’anni di educazione ambientale e del progetto Panda Club: per l’occasione, arriva il nuovo kit dedicato agli educatori e il nuovo gioco online Un’avventura sostenibile

In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, il Wwf celebra il Panda Club e guarda al futuro. Dopo sessant’anni di educazione ambientale, durante i quali l’associazione ha coinvolto generazioni di studenti e insegnanti in tutta Italia, il Wwf rinnova il proprio impegno con nuovi strumenti e progetti.

Tra questi, il lancio del nuovo kit per educatrici ed educatori – già disponibile sulla piattaforma One Planet School – e del gioco online Un’avventura sostenibile.

Strumenti pensati per ampliare le competenze educative e rispondere alle nuove sfide dell’educazione ambientale e della sostenibilità. Il kit comprende 15 attività educative originali, utilizzabili nelle Oasi Wwf, nelle scuole e in qualsiasi altro contesto educativo e di confronto.

Accanto a queste novità, si affiancano il rinnovo della piattaforma One Planet School, dedicata alla formazione su sostenibilità, clima e cittadinanza globale, le Aule Natura nelle scuole (oggi oltre 80) e le Oasi in Ospedale, sei spazi verdi che, avviati nel 2022 e con 10 milapotenziali beneficiari all’anno, portano l’esperienza della natura anche in contesti di cura e fragilità.

Sessant’anni di Wwf: i numeri raggiunti

Dal 1971 al 2019, solo con il progetto Panda Club, il Wwf ha raggiunto oltre 72mila classi, coinvolgendo circa un milione e mezzo di alunne e alunni e più di 69mila docenti in tutta Italia.

Un’esperienza che ha segnato l’infanzia di molti, trasformando l’educazione ambientale in un percorso concreto, fatto di attività pratiche, osservazione della natura e partecipazione attiva.

Fin dalla sua nascita, nel 1966, l’associazione ha considerato l’educazione una leva strategica per la tutela dell’ambiente. In un Paese che si avviava rapidamente verso l’industrializzazione, ha scelto di investire sui più giovani, promuovendo un approccio innovativo basato sull’esperienza diretta: non solo parlare di natura, ma viverla.

Dagli anni Sessanta al nuovo millennio: Wwf ripercorre le tappe del suo percorso

Sono gli anni di boom economico e fiducia nel progresso tecnologico, un momento in cui parlare di tutela della natura significava andare controcorrente.

Qui, Wwf decide, invece, di fondare il Servizio Giovanile per la Natura e investire sui ragazzi, con un’idea – al tempo – piuttosto innovativa: per proteggere l’ambiente non basta spiegarlo, bisogna viverlo.

Comincia così a prendere forma il passaggio dall’educazione sull’ambiente a quella nell’ambiente, basata sull’esperienza diretta e sull’apprendimento attivo.

Negli anni Settanta (precisamente nel 1971), nascono i Panda Club, un progetto che, basato su un approccio learning by doing, si diffonde nelle scuole di tutta Italia, rendendo gli studenti protagonisti attivi e raggiungendo numeri elevatissimi.

Con l’emergere delle grandi crisi ambientali globali negli anni Ottanta – da Chernobyl al buco dell’ozono – la questione ecologica entra stabilmente nel dibattito pubblico e nelle aule scolastiche.

Il Wwf rafforza e struttura i propri interventi educativi, affiancando attività in classe ed esperienze all’aperto, con uno stile fondato su rigore scientifico e linguaggio accessibile.

Nel 1987 apre il primo Centro di Educazione Ambientale nell’Oasi di Orbetello, dando avvio a un modello diffuso su scala nazionale. Le Oasi Wwf diventano laboratori di educazione ambientale a cielo aperto e nasce Panda Junior, la rivista dedicata ai più giovani.

Negli anni Novanta, con l’affermarsi del concetto di sviluppo sostenibile, l’impegno dell’Associazione si amplia a insegnanti, adulti e istituzioni.

Prendono forma grandi campagne su temi come biodiversità, cambiamento climatico e futuro delle città, mentre progetti partecipativi e iniziative come il Congresso dei Bambini di Bologna del 1994 danno voce ai più giovani nella riprogettazione degli spazi urbani.

Con la Carta di Fiuggi del 1997, l’educazione ambientale viene riconosciuta come elemento centrale delle politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile.

Con questo documento, nonché con l’arrivo del nuovo millennio, il Wwf diventa ufficialmente ente di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione, a cui segue l’adozione di un approccio sempre più interdisciplinare, che affianca alla tutela della natura temi come economia, giustizia sociale e cittadinanza globale.

Negli ultimi quindici anni, in una società sempre più digitale, l’associazione integra strumenti online e formazione a distanza, senza rinunciare al valore dell’esperienza diretta in natura.

Crediti immagine: Depositphotos

L'articolo Sessant’anni di Wwf e di educazione ambientale nelle scuole è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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