Nel Lazio tre aggressioni ai sanitari in tre giorni. Sindacati chiedono alla Regione tavolo di confronto
I sindacati della dirigenza medica del Lazio chiedono alla Regione, dopo le ultime gravi aggressioni ai sanitari, protocolli di sicurezza stringenti con vigilanza dedicata, campagne di sensibilizzazione e rafforzamento delle tutele penali e civili per le vittime di aggressioni. «Fatti non più isolati, è emergenza» scrivono le sigle sindacali
I Sindacati della dirigenza medica e sanitaria del Lazio lanciano l’allarme dopo le tre aggressioni in corsia in tre giorni nel Lazio. «La situazione è fuori controllo, le istituzioni intervengano immediatamente» scrivono in una nota.
«Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria esprimono la più ferma condanna per la gravissima aggressione avvenuta la scorsa notte presso l’ospedale di Tivoli, dove un paziente, ricoverato in terapia intensiva cardiologica dopo un intervento salvavita per infarto, ha staccato i macchinari vitali e assalito cinque persone tra medici, infermieri, operatori sanitari, addetto alla sicurezza e un altro degente», si legge in una nota firmata da Aaroi-Emac Lazio, Anaao Assomed Lazio, Federazione Cimo Fesmed (Anpo-Ascoti, Cimo, Cimop, Fesmed) – Federazione Cisl Medici Lazio – Fvm Federazione veterinari e medici – Coordinamento regionale Uil-Fpl medici, veterinari, dirigenti sanitari.
Aggressioni ai sanitari fenomeno sistemico
«Ancora una volta un reparto critico è stato teatro di violenza incontrollata, con feriti tra il personale e rischi estremi per la sicurezza di tutti i presenti. Questo episodio, come quelli di pochi giorni prima, accaduti al pronto soccorso dell’ospedale Vannini di Roma e nel reparto di Psichiatria a Rieti, conferma un fenomeno sistemico che denunciamo da anni e che persiste nonostante le nostre ripetute richieste di intervento», scrivono le sigle.
Le richieste alla Regione Lazio
«Le gravissime segnalazioni ricevute, che rappresentano fatti non più isolati, costituiscono una improcrastinabile emergenza per la quale le Organizzazioni Sindacali chiedono alla Regione Lazio l’apertura immediata di un tavolo di confronto sui seguenti temi: protocolli di sicurezza stringenti con vigilanza dedicata e sistemi di allarme nei reparti ad alto rischio; percorsi specifici per pazienti con alterazioni comportamentali o psichiche; campagne di sensibilizzazione sul rispetto per gli operatori sanitari; rafforzamento delle tutele penali e civili per le vittime di aggressioni; monitoraggio pubblico del fenomeno con dati trasparenti per interventi strutturali. Lavorare in Sanità non può significare esporre medici e operatori a pericoli quotidiani. Esprimiamo solidarietà alle vittime e ribadiamo il nostro impegno per la tutela di chi garantisce il Sistema sanitario nazionale», concludono le sigle.
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