Niscemi, la Protezione civile lancia l’allarme dopo la frana: “L’intera collina sta crollando”
È una situazione sempre più grave e pericolosa quella di Niscemi, il Comune della provincia di Caltanissetta alle prese da domenica con una enorme faglia ormai lunga quattro chilometri nel suo quadrante occidentale.
Lo ha confermato Fabio Ciciliano, capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, che si è recato nella città nissena per partecipare ad una riunione col presidente della Regione Renato Schifani e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina per fare il punto sulla frana.
“L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela. Abbiamo fatto un primo sopralluogo con la componente scientifica del centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile, il professore Nicola Casagli, che ha messo in evidenza non solo quello che è visibile ma che in realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela. La frana è ancora attiva”, ha spiegato Ciciliano. “Tutte le case che stanno in una fascia di 50-70 metri andranno giù, inevitabilmente», aveva detto nella serata di lunedì Cocina.
D’altra parte le immagini sono eloquenti: il costone su cui è “appoggiata” la parte occidentale di Niscemi continua a muoversi, gli sfollati sono ormai 1500 e sono destinati ad aumentare col passare dei giorni. Già il 16 gennaio scorso inoltre erano state evacuate 35 persone in via precauzionale perché il terreno si era abbassato di diversi metri verso la valle del fiume Maroglio.
Da Roma il governo è intervenuto con un primo stanziamento di da 100 milioni di euro, ovviamente insufficienti di fronte all’emergenza: per gli sfollati sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno.
Cittadini esasperati e arrabbiati, con le proteste esplose proprio in occasione dell’incontro istituzionale alla presenza di Schifani: la richiesta è stata quella di evitare passerelle e di agire concretamente, rinfacciando alle amministrazioni locali e ai governi che si sono succeduti di non aver fatto nulla per eliminare i rischi della frana. A Niscemi infatti la gente scese già in strada quasi 30 anni fa, il 12 ottobre 1997, per una frana che si presentò negli stessi luoghi odierni: i quartieri Sante Croci, Pirillo, Canalicchio. In quell’occasione buona parte del quartiere Sante Croci scivolò a valle e circa 70 case furono rase al suolo.
A Niscemi questa mattina si è recata anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein per dare la sua vicinanza alla comunità locale. La leader Dem ha avanzato una sua proposta al governo Meloni, ovvero “destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo” e di bloccare i tributi per i residenti di Niscemi.
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