«Per il diritto internazionale, la pace e la democrazia»: il messaggio di Legambiente per questo 2026

«L'umanità è davanti a una svolta drammatica. Dopo la tragedia immane della Seconda guerra mondiale governi e popoli erano stati capaci di costruire, con fatica, un orizzonte nuovo, fatto di diritti universali, ripudio della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, organismi internazionali riconosciuti. Oggi, per la prima volta, tutto quello che è stato costruito e che ha garantito, tra mille difficoltà e contraddizioni, una speranza di pace, rischia di crollare, con conseguenze inimmaginabili». Si apre così un breve ma denso messaggio diffuso dalla segreteria nazionale di Legambiente in apertura di questo 2026 e all’indomani dell’operazione militare avviata da Donald Trump in Venezuela.
Si legge nel testo pubblicato dal Cigno verde: «La ripetuta violazione del diritto internazionale - dall'aggressione criminale della Russia all'Ucraina allo sterminio sistematico del popolo palestinese, perpetrato dal governo Netanyahu e dall'esercito israeliano dopo gli atti criminali di Hamas del 7 ottobre; dalle scene di guerra scatenate dall'amministrazione Trump nel Venezuela, oppresso dal regime autoritario di Maduro, alle decine di conflitti armati ricordati solo da poche voci autorevoli, come Papa Leone XIV e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - disegna un mondo in cui a prevalere sono l'abuso di potere, il disprezzo della legalità e della vita umana».
L’associazione ambientalista sottolinea che «ad alimentarli sono spesso gli stessi interessi che vogliono arrestare o rallentare la transizione ecologica e la decarbonizzazione dell'economia, veri strumenti di pace, per continuare lo sfruttamento indiscriminato delle fonti fossili o contendersi quello delle risorse naturali, come le materie prime critiche. E a pagare il prezzo, come sempre, sono i popoli che chiedono libertà, pace e democrazia».
Quella in atto, denuncia Legambiente, «è una deriva che condanniamo con forza, a cui non possiamo assistere inermi. Per queste ragioni lanciamo un appello all'impegno condiviso per difendere i diritti conquistati dalle generazioni che ci hanno preceduto».
Ecco allora l’appello conclusivo del Cigno verde: «Vogliamo alzare insieme le bandiere della pace da affermare come desiderio insopprimibile; delle Nazioni Unite, da rigenerare come strumento di democrazia globale; dell'Unione europea, da rilanciare come unione di popoli e di Stati. Facciamolo subito, facciamolo insieme».
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