Putin non bombarda l’Ucraina per attirare la nostra attenzione

La parte peggiore dello spettacolo dato ieri da maggioranza e opposizione alla Camera, nel dibattito e nel voto sul sostegno all’Ucraina, non è stata tanto la conferma delle ben note divisioni, con i crescenti dissensi della Lega nel centrodestra e con la consueta ragnatela di risoluzioni e votazioni incrociate nel centrosinistra, quanto ciò che invece ha accomunato le forze politiche maggiori di entrambi i poli, impegnate a smussare e sfumare sempre più, fino a farlo quasi scomparire dal testo delle rispettive risoluzioni, il proprio sostegno alla resistenza ucraina.
A questo punto, la nostra migliore speranza è che entrambi gli schieramenti, o quanto meno i loro vertici, siano in perfetta malafede. E che il graduale ma inesorabile scivolamento verso posizioni sostanzialmente allineate a quelle di Putin e Trump sia in realtà una finzione, una truffa ai danni dell’elettore, un modo per tenersi buona una parte dei propri sostenitori, senza però mai sognarsi di passare dalle parole ai fatti. Ma è una speranza sempre più flebile. Da tempo ormai Fratelli d’Italia e Pd si sono lasciati infatti trascinare sulle posizioni dei rispettivi alleati, Lega e Movimento 5 stelle (va detto che per Fratelli d’Italia si tratta semplicemente di un ritorno alle proprie posizioni originali). E tali concessioni, per quanto tattiche o anche solo retoriche, hanno finito per dare ulteriore impulso a questa deriva.
Del resto, è un problema analogo a quello con cui si confrontano tutti i maggiori leader europei, nel tentativo di contrastare la narrazione putiniana secondo cui sarebbero loro a non volere la pace. Così in questi giorni gli ex alleati di governo gialloverdi hanno potuto prendere le ultime dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla necessità di parlare con Putin, o simili dichiarazioni di altri leader europei, come prova del fatto che avevano avuto sempre ragione loro, e che anzi adesso era tardi, che bisognava farlo prima, quando lo dicevano loro, e chissà quanti morti ci saremmo risparmiati. Purtroppo, la necessità di fare l’impossibile per tenere Trump agganciato alla Nato, all’Ue e alla difesa dell’Ucraina ha costretto tutti, compreso Zelensky, a recitare la propria parte in questa interminabile e stucchevole farsa della trattativa diplomatica, che non è altro che un gigantesco gioco del cerino, in cui ciascuno deve cercare solo di non apparire come quello che non vuole la pace, pur sapendo tutti benissimo che per ottenere la pace, o anche solo una tregua, basterebbe semplicemente che i russi smettessero di sparare. Non servirebbe assolutamente nient’altro. Dunque, di che parliamo?
Parliamo del solito miscuglio di falsità e idiozie che avvelena il dibattito pubblico da molti anni. Falsità, perché tutti i principali leader europei hanno parlato con Putin mille volte, specialmente all’inizio del conflitto, tempestandolo di telefonate, videochiamate, richieste di incontro in ogni possibile configurazione, e hanno tuttavia dovuto arrendersi al fatto che Putin non aveva nessuna intenzione di trattare. Idiozie, perché l’idea stessa che il presidente russo continui a bombardare l’Ucraina da quattro anni soltanto per attirare la nostra attenzione, perché i nostri stupidi governanti non vogliono parlare con lui, come un bambino che a scuola tiri le treccine alla compagna di classe di cui è segretamente innamorato, non dovrebbe avere cittadinanza non dico in un dibattito parlamentare, ma nemmeno in una qualunque conversazione tra adulti. Come capita sempre in Italia, alla fine è difficilissimo stabilire se tutto questo si debba a clamorosa stupidità o a perfida astuzia. Forse dovremmo cominciare a parlare di idiozia dolosa.
Leggi l’articolo di Mario Lavia su questo tema.
Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.
L'articolo Putin non bombarda l’Ucraina per attirare la nostra attenzione proviene da Linkiesta.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




