Referendum giustizia, il Tar respinge il ricorso sulle date del voto
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso sulle date del referendum sulla riforma della giustizia proposto dai Comitati del Sì. Rimangono quindi confermate le date del 22 e 23 marzo per l’apertura delle urne e il voto.
Commissione boccia emendamenti opposizioni su voto a fuorisede
La commissione Affari costituzionali ha respinto gli emendamenti presentati dalle opposizioni (a firma Più Europa, Pd, M5S Avs, Azione, Iv) per consentire a lavoratori e studenti fuorisede di votare fuori dal comune di residenza per il prossimo Referendum sulla riforma della giustizia. È quanto si apprende a margine dei lavori della prima commissione di Montecitorio. Il Governo aveva espresso parere contrario perché, secondo la sottosegretaria Wanda Ferro, ci sarebbero stati “dei problemi tecnici dovuti ai tempi”. Respinta anche la richiesta delle opposizioni di accantonare il pacchetto di emendamenti per svolgere un supplemento di riflessione.
Approvato dalla maggioranza, invece, l’emendamento a prima firma Sbardella (FdI) che prevede che “limitatamente all’anno 2026, per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, in deroga a quanto previsto dalle disposizioni di cui all’articolo 71, comma 10, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista e il candidato a sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora non siano raggiunte tali percentuali, l’elezione è nulla”. Il testo approderà nell’aula della Camera la prossima settimana.
Nordio: “Bene Tar, ora basta espedienti dilatori”
“Sono molto soddisfatto della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. La motivazione è di una chiarezza adamantina: trattandosi di un referendum confermativo, una volta che si sia determinata una condizione per il suo svolgimento, in questo caso la richiesta parlamentare, le altre, come le cinquecentomila firme, sono inammissibili perché superflue, come avevamo detto sin dall’inizio. Si è trattato di un espediente dilatorio che speriamo sia anche l’unico”. Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Schlein: “No a voto fuorisede è furto democrazia”
“È stata respinta la nostra proposta di estendere il voto ai fuorisede: è un furto di democrazia. Chiedo al governo di ripensarci”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, in un’intervista al Tg3.
Madia (Pd): “No c.destra a voto fuorisede perché confermativo senza quorum“
“Temo che l’unica vera ragione sia il fatto che questo è un referendum confermativo senza quorum“. Così la deputata Pd Marianna Madia commenta il no di Governo e maggioranza agli emendamenti per consentire il voto ai fuorisede al referendum.
Magi: “Governo boccia voto fuorisede, schiaffo a mln italiani”
“Governo e maggioranza hanno bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni sul voto fuorisede per il Referendum sulla giustizia. Una scelta che rende evidente come il governo abbia paura della democrazia e dei diritti, ed é uno schiaffo a tutti quei milioni di italiani che lavorano e studiano fuori dalla regione di residenza”. Lo ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi. “Tra l’altro, con questo voto, governo e maggioranza contraddicono loro stessi: da presidente del Comitato promotore del Referendum sulla cittadinanza avevo incontrato a Palazzo Chigi con i comitati degli altri Referendum il ministro dell’Interno Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano e avevamo ottenuto per la prima volta nel nostro Paese la possibilità di esercitare il voto fuori sede non solo per gli studenti ma anche per i lavoratori, oltre che per motivi di cura. L’emendamento ricalcava esattamente quanto il governo aveva attuato per i Referendum del giugno scorso. Per questo é incomprensibile il motivo per cui governo e maggioranza hanno votato no. Peraltro adducendo il fatto che non ci sono tempi tecnici: e allora perché avevano escluso il voto fuorisede già quando hanno scritto il decreto? Una follia antidemocratica, nonché l’ennesima contraddizione di questa destra”, conclude Magi.
Baldino (M5S): “Su fuorisede governo non si nasconda dietro scuse tecniche”
“Il governo non vuole permettere ai cittadini fuorisede di votare al Referendum e si nasconde dietro presunte esigenze tecniche. Si assuma la responsabilità di dire che questa è una scelta politica. Il governo non può dirci oggi, come ha fatto la sottosegretaria Ferro, che non ci sono i tempi tecnici perché ha scelto lui di anticipare il voto del Referendum, ignorando una raccolta firme popolare che ha raggiunto numeri altissimi, così sacrificando una più ampia informazione, una più ampia partecipazione e il diritto al voto dei fuorisede. Altrettanto inaccettabile il fatto che la sottosegretaria abbia derubricato e sminuito il tema, come fosse un diritto marginale che spetta a pochi”. Lo afferma la deputata M5S Vittoria Baldino, componente della commissione Affari Costituzionali.
Boschi (Iv): “Su fuorisede maggioranza fuori dal tempo”
“La maggioranza ha perso un’altra occasione per garantire il voto ai cittadini fuori sede, respingendo i nostri emendamenti. Una scelta miope che penalizza milioni di studenti e lavoratori”. Lo dichiara la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi dopo la bocciatura dei suoi emendamenti al decreto Elezioni. “Hanno dimostrato non solo di essere fuori dal tempo, ma di non avere a cuore la partecipazione democratica, soprattutto dei più giovani. Noi – conclude – continueremo a batterci per una democrazia più moderna e inclusiva, perché la partecipazione è un diritto, non un privilegio geografico”.
Zanettin (FI): “Certi che ricorso sarebbe stato respinto”
“Abbiamo sempre detto che il ricorso al Tar sulla data del voto per il Referendum era privo di qualsiasi fondamento giuridico e, quindi, infondato. Eravamo certi che sarebbe stato respinto, e così è stato. Ora che questo ennesimo diversivo è stato tolto dal tavolo, ci auguriamo che si possa finalmente iniziare a informare e a confrontarsi sul merito della riforma giustizia, al riparo da fake news e propaganda ideologica”. Lo dichiara il senatore e capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia, Pierantonio Zanettin.
Fondazione Einaudi: “Tar mette la parola fine a diatribe su data“
“Appreso dell’esito del ricorso dei sostenitori del No, avverso la data del Referendum, nell’esprimere compiacimento e ringraziare i professori Tedeschini e Guzzetta per il contributo che hanno dato nel sostenere le ragioni del Comitato Sì Separa di fronte al giudice amministrativo, invito a questo punto a sospendere ogni diatriba di tipo procedurale, così come ogni polemica sgradevole e fuorviante riguardante temi di politique politicienne e concentrarci sul merito della questione: le ragioni del Sì e del No in vista dell’appuntamento del 22 e 23 marzo”. Lo scrive in una nota il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto.
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