WhatsApp cambia i gruppi: arriva la funzione per vedere i vecchi messaggi
Chi entra in un gruppo WhatsApp di solito trova una conversazione già avviata e finisce a chiedere riassunti o screenshot. Non è il modo più comodo, né il più ordinato, per seguire discussioni che magari vanno avanti da giorni.
Ora WhatsApp sta distribuendo una nuova funzione di condivisione cronologia che prova a sistemare proprio questo punto debole, permettendo di far recuperare in modo controllato e con crittografia end-to-end una parte dei messaggi a chi arriva dopo.
La novità riguarda i gruppi WhatsApp su Android e iOS e arriva tramite le ultime versioni ufficiali dell’app, attualmente in distribuzione graduale. Non si tratta di una funzione automatica e incontrollata: la condivisione della cronologia è opzionale e dipende dalle scelte di chi gestisce il gruppo.
Quando si aggiunge un nuovo partecipante, WhatsApp offre la possibilità di inviargli una selezione di messaggi recenti già scambiati nel gruppo. In questo modo chi entra non deve chiedere continuamente contesto sulle discussioni in corso, perché trova già una base di conversazione pronta.
Questa funzione nasce da una delle richieste più frequenti degli utenti, soprattutto nei gruppi in cui si organizzano attività, progetti o comunicazioni più strutturate, dove perdere qualche giorno di messaggi significa non capire più nulla di quello che sta succedendo.
WhatsApp ha fissato dei limiti precisi per evitare che la cronologia diventi infinita. Per impostazione predefinita, la funzione condivide solo i messaggi degli ultimi 14 giorni, con un massimo di 100 messaggi totali.
Non c’è però un unico valore obbligatorio: chi gestisce la condivisione può scegliere quanti messaggi includere, selezionando tra queste opzioni: 25, 50, 75 oppure 100. In questo modo si adatta la quantità di cronologia al tipo di gruppo, senza trasformare l’ingresso di un nuovo membro in un romanzo di chat da scorrere.
Questa impostazione lascia un certo margine di controllo: si può decidere di condividere solo il minimo indispensabile per capire il contesto, oppure un numero maggiore di messaggi quando la discussione recente è particolarmente importante.
Dopo che si aggiunge il nuovo partecipante al gruppo e si conferma la condivisione della cronologia, WhatsApp inizia a inviare i messaggi selezionati direttamente nella sua chat. Non si tratta di un inoltro manuale, ma di un flusso gestito dall’app in modo integrato.
Per evitare confusione tra vecchio e nuovo, i messaggi ricevuti tramite la cronologia condivisa compaiono evidenziati con un colore diverso. Questo aiuta a distinguere a colpo d’occhio ciò che appartiene al passato da ciò che fa parte della conversazione in tempo reale.
In parallelo, tutti i membri del gruppo ricevono una notifica che indica che è stata condivisa la cronologia recente, con timestamp e dettagli sull’evento. In questo modo nessuno resta all’oscuro del fatto che una parte dei messaggi è stata resa visibile a chi è appena entrato.
La funzione di condivisione cronologia non scavalca le impostazioni di privacy degli utenti, ma si inserisce come strumento aggiuntivo. Prima di questa novità, chi aveva impostazioni restrittive per gli inviti ai gruppi rischiava di perdere tutti i messaggi scambiati prima dell’ingresso effettivo, a meno di ricevere riassunti o screenshot.
Ora il problema si riduce, perché la cronologia può coprire quei messaggi recenti che altrimenti resterebbero invisibili. Allo stesso tempo, nessuno è obbligato a condividere: la funzione resta facoltativa e spetta a chi gestisce il gruppo decidere se usarla oppure no.
Gli amministratori hanno un controllo aggiuntivo: possono disattivare in modo retroattivo la possibilità di condividere la cronologia dalle impostazioni dei permessi del gruppo. Se questa opzione viene disabilitata, nessun partecipante può più inviare la cronologia recente ai nuovi membri, indipendentemente dalle scelte dei singoli.
WhatsApp insiste sul fatto che anche la cronologia condivisa resta protetta dalla crittografia end-to-end, come il resto delle chat. Quando si decide di condividere la cronologia con un nuovo membro, l’app lo aggiunge al gruppo e genera una nuova chiave di crittografia.
I messaggi che fanno parte della cronologia condivisa vengono quindi nuovamente crittografati con questa nuova chiave prima di essere inviati. In questo modo solo i partecipanti autorizzati possono leggere i contenuti condivisi, mantenendo la stessa logica di protezione già presente nelle conversazioni standard.
L’attenzione alla sicurezza non elimina ogni dubbio, ma rende più chiaro il meccanismo: non si tratta di un archivio aperto, bensì di una porzione di cronologia che segue le stesse regole di cifratura del resto del gruppo.
La funzione di condivisione cronologia è disponibile sulle ultime versioni di WhatsApp per Android e iOS, scaricabili dagli store ufficiali. Il rilascio però è in rollout graduale, quindi non tutti gli utenti la trovano subito attiva.
Nel corso delle prossime settimane, la distribuzione dovrebbe raggiungere tutti i profili, permettendo a ogni gruppo di scegliere se utilizzare o meno questa opzione per facilitare l'ingresso dei nuovi membri. Non ci sono impostazioni nascoste o versioni speciali: basta mantenere l'app aggiornata.
In definitiva, la cronologia condivisa prova a mettere un po' di ordine in una situazione che tanti gruppi gestivano già in modo raffazzonato, tra inoltri e screenshot: ora lo strumento è integrato e soprattutto lascia agli utenti il controllo su cosa mostrare e a chi.
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