Windows 11, impossibile scaricare le ISO con Rufus? Ecco la soluzione

Febbraio 18, 2026 - 06:30
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Windows 11, impossibile scaricare le ISO con Rufus? Ecco la soluzione

Negli ultimi giorni chi utilizza Rufus per preparare chiavette di installazione di Windows 10 e Windows 11 si è trovato davanti a un comportamento piuttosto curioso: il tool non riusciva più a scaricare le ISO ufficiali di Microsoft.

Il problema non riguardava i server “giù” o un bug casuale, ma una serie di modifiche lato server decise da Microsoft, che hanno innescato una polemica aperta con lo sviluppatore di Rufus, Pete Batard.

Da anni Rufus non si limita a creare supporti avviabili: integra anche il download diretto delle immagini ISO ufficiali di Windows 10 e Windows 11.

Per farlo utilizza Fido, uno script in PowerShell che dialoga con le API pubbliche di Microsoft e ottiene gli URL diretti alle ISO, con tanto di token temporanei generati dai server.

In questo modo si combinano in un unico flusso il download dell’immagine e la creazione del supporto avviabile, scegliendo lingua, architettura a 64 bit, schema di partizione (come GPT o MBR), file system e modalità compatibili con UEFI o BIOS legacy.

Rispetto al download manuale dal browser, però, Fido invia richieste automatizzate ai server Microsoft, e qui si apre il nodo principale: l’infrastruttura di Redmond tratta queste richieste in modo diverso rispetto a quelle di un utente che naviga normalmente sul sito.

Secondo quanto riportato da Batard, Microsoft ha aggiornato gli endpoint usati per il download delle ISO introducendo controlli più rigidi contro gli script automatizzati.

Le richieste inviate da Fido sono finite nel mirino di questi controlli: in diversi casi i server hanno rifiutato di generare il link alla ISO o hanno restituito errori di accesso, tra cui il codice 715-123130.

Questo comportamento rientra nelle politiche di protezione anti-abuso adottate da tempo: i sistemi Microsoft possono bloccare indirizzi IP sospetti, invalidare richieste da agenti non interattivi e filtrare traffico che assomiglia a un download intensivo.

In pratica, mentre un utente che scarica l’immagine dal sito ufficiale continua a ricevere un token valido, le richieste automatizzate possono venire filtrate, sottoposte a verifiche aggiuntive o direttamente respinte.

In alcuni scenari la piattaforma rifiuta le connessioni che passano da VPN, proxy o strumenti di anonimizzazione, oppure che mostrano un pattern di download ripetuto dallo stesso indirizzo IP.

Le limitazioni non colpiscono solo chi prepara ogni tanto una chiavetta per Windows 11, ma soprattutto chi usa Rufus in ambienti professionali o in contesti di automazione.

Pipeline di deployment, script di provisioning e laboratori di test che si affidano al download diretto delle ISO attraverso Rufus possono ritrovarsi improvvisamente bloccati.

In ambito enterprise, dove la creazione di supporti personalizzati è frequente, l’impossibilità di recuperare le immagini in modo automatico costringe a ripensare i flussi operativi, tornando su procedure più manuali.

Va poi ricordato che molti utilizzano Rufus per gestire installazioni di Windows 11 con impostazioni particolari, ad esempio per aggirare il controllo dei requisiti iniziali come TPM e Secure Boot, o per effettuare aggiornamenti in-place mantenendo dati, programmi e impostazioni.

Quando il download diretto delle ISO viene meno, tutta questa flessibilità diventa più difficile da sfruttare e costringe a passare dagli strumenti ufficiali come il Media Creation Tool.

Di fronte ai problemi emersi in questi giorni, Batard ha analizzato il traffico di rete generato dalla pagina ufficiale di download di Microsoft per capire cosa fosse cambiato.

Dall'analisi è emersa una nuova richiesta verso il dominio ov-df.microsoft.com, collegato ai servizi di rilevamento frodi di Microsoft: un passaggio che prima non rientrava nel flusso gestito da Fido.

Ne è derivata una ipotesi chiara: i server richiedono ora una chiamata aggiuntiva con specifici parametri di sessione prima di concedere i link alle ISO.

Integrando questa sorta di "richiesta di verifica" nello script Fido, come una specie di handshake preliminare, Batard è riuscito a ripristinare il download diretto delle immagini di Windows 11 e Windows 10.

La soluzione è arrivata tramite un aggiornamento del codice di Fido e permette di nuovo di ottenere gli URL di download, almeno per gli indirizzi IP che non subiscono ulteriori restrizioni da parte dei sistemi Microsoft.

Per maggiori dettagli tecnici legati allo sviluppo della vicenda, vi suggeriamo di leggere la conversazione in cui Batard supporta alcuni tra i primi utenti che si sono accorti del problema.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia