Ettore Messina, un big della panchina e la coltivazione del talento
Ettore MessinaIl coach italiano di basket più vincente testimonia come lo sport può insegnare tanti valori fondamentali nella vita, parlando a centinaia di ragazzi presenti nella chiesa di Sant’Antonio. Ettore Messina è stato il protagonista di una tappa molto significativa del «Tour dei valori dello sport»,, l’iniziativa proposta dalla Fom durante le Olimpiadi e Paralimpiadi all’interno del progetto «For Each Other».
Messina non ha bisogno di presentazioni perché ha scritto la storia del basket. Basta citare qualche statistica: è l’allenatore italiano più vincente di sempre, con trentasei titoli nel palmarès, tra cui sette campionati italiani e quattro Eurolega. Inoltre è stato il primo allenatore europeo ad allenare in Nba, il massimo campionato di basket americano, e riuscire a vincere una partita con i San Antonio Spurs.

Un dono da coltivare
L’esperienza sui più importanti palcoscenici mondiali ha permesso a Messina di vedere giocatori dotati di grande talento. Dotati appunto, perché la testimonianza del coach parte da un concetto eloquente: «Il talento è un dono». Per riuscire in quello che tanti atleti azzurri stanno facendo nelle attuali Olimpiadi, ovvero conquistare la medaglia d’oro e far emozionare tutto il pubblico italiano, però, il talento non basta. Infatti nello sport, come nella vita, bisogna saper coltivare i propri talenti, farli fruttare: «Bisogna metterci tanto impegno per usare bene il dono che si riceve. Infatti gli atleti ci mettono il senso di responsabilità, di allenarsi al massimo ogni giorno, senza trovare scuse».
Solo con i sacrifici e la crescita quotidiana si può quindi trasformare il talento in Eccellenza. Per raggiungere questo valore, bisogna comprendere anche che il talento comporta delle responsabilità. Infatti non bisogna mai guardare solo a se stessi, ma utilizzare il proprio talento per il bene degli altri. In questo senso gli sport di squadra, come il basket, sono la metafora migliore: «Chi possiede maggiore talento in squadra, deve utilizzarlo al meglio per portarsi dietro la squadra. Lo stesso vale nella vita: chi ha maggiore leadership deve guidare gli altri e chi ha una passione deve metterla a disposizione».

Tutti hanno diritto a una seconda possibilità
Avere la costanza di fare sacrifici e seguire sempre i valori migliori non è certamente un compito facile. Per questo nel percorso di ognuno, nello sport e nella vita, possono esserci errori, cadute anche pesanti. Queste però non devono essere mai viste come punti di non ritorno, ma solo come incidenti di percorso. Lo sa bene Messina, che nella sua carriera ha avuto modo di vedere tanti giocatori sbagliare, non allenarsi come dovuto o trascurare il proprio impegno sportivo. Alcuni di questi sono poi diventati comunque grandi campioni, perché «se si sbaglia bisogna sempre dare un’altra possibilità, questo è alla base del fare le cose insieme».
Una seconda possibilità è quindi un diritto che spetta a tutti. Una tematica che si collega a quella molto attuale dei social media e di come spesso le persone vengono etichettate per un singolo episodio. Da questo punto di vista Messina dà un messaggio chiaro ai ragazzi: «Nel mondo dei social ci sono solo sentenze e questo può mettere molti in difficoltà. Per questo bisogna avere il sostegno degli altri, anche degli adulti, per essere aiutati quando serve». Avere il supporto di una comunità è quindi fondamentale in un mondo in cui l’isolamento dei ragazzi è un rischio sempre più frequente.

Il rispetto alla base di ogni relazione
Prendendo spunto da alcuni episodi avvenuti recentemente nel mondo dello sport italiano, Messina si sofferma poi sul tema del Rispetto, che non deve mancare mai nello sport come nella vita: «La base di tutte le squadre è il senso di rispetto reciproco».
Il rispetto deve essere alla base di ogni relazione e per questo il coach ha voluto trasmettere un altro messaggio importante ai ragazzi: «Ognuno ha il diritto di vivere come si sente e di far parte del gruppo che desidera». Il riferimento è ai casi purtroppo sempre più frequenti di bullismo, in cui non si rispetta lo stile di vita degli altri e non si riconosce il diritto alla libertà di ognuno. Messina sottolinea come anche nello sport non si debba per forza essere tutti amici, ma che il rispetto invece è sempre presente, anche con gli avversari. Un valore davvero universale.
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