«For each other», il progetto della Diocesi per Olimpiadi e Paralimpiadi

Gen 23, 2026 - 21:30
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«For each other», il progetto della Diocesi per Olimpiadi e Paralimpiadi
Da sinistra, don Guidi, l'assessore Riva, monsignor Delpini e don Como (Agenzia Fotogramma)

Siano giorni belli, giorni di festa, di condivisione, di profezia: parafrasando la preghiera da lui stesso composta per l’occasione (leggi qui), questa è la speranza dell’Arcivescovo, intervenuto in conclusione dell’affollata conferenza stampa di presentazione di «For each other», il ricchissimo progetto di appuntamenti della Diocesi per le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 (vedi qui il programma alla data odierna).

A due settimane esatte dall’inizio dei Giochi, presso il Comune si è svelato il palinsesto delle iniziative, a partire dalla Messa nella Basilica di San Babila il 29 gennaio alle 18.30 (leggi qui), nella quale verrà accolta la Croce degli Sportivi (dalle Olimpiadi di Londra del 2012 consegnata da Athletica Vaticana a ogni Diocesi che ospita le Olimpiadi e Paralimpiadi): la Messa sarà trasmessa in diretta sul www.chiesadimilano.it e sul canale YouTube della Diocesi, su Telenova e su Play2000. Inoltre San Babila diventerà per tutto il periodo dei Giochi la “chiesa degli sportivi”, con celebrazioni in varie lingue; da lì partirà il “Tour dei valori dello sport” (leggi qui), percorso al quale hanno già aderito oltre 200 scuole. Insomma, non solo sport di vertice, campioni di fama internazionale, ma anche lo sport come modello di crescita umana e cristiana.

Un momento della conferenza stampa (Agenzia Fotogramma)

La fierezza di essere milanesi

Così come ha detto l’Arcivescovo: «Sono qui a dichiarare la fierezza di essere milanese, di essere in questa città che accoglie le Olimpiadi. Il nostro contributo vuole essere contro la banalità dello sport, quando questo si riduce a prestazione, a competitività esagerata, a business, a idolatria. Contro la banalità noi vorremmo dire che le persone sono fatte non solo di un corpo perfetto e capace di prestazioni eccellenti, ma di un’anima, di una relazione, di una capacità di condivisione, dell’attenzione a che nessuno resti indietro».

Una fierezza che va anche contro lo sperpero dello sport: «La quantità di soldi e di impegno profusi per questo evento interroga su come la destinazione delle risorse sia un bene per tutta Milano, non solo per l’evento delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. Se lo sperpero vuol dire uno spreco di soldi e di risorse, noi vorremmo dire invece che Milano è capace di circondare l’evento olimpico con forme di solidarietà, di aspetti educativi, di accessibilità agli eventi per tutti. Mi è stato chiesto se Milano vincerà le Olimpiadi. Io dico che vincerà non solo se tutto sarà pronto, se tutto si svolgerà regolarmente, ma se lo sport sarà un bene per la città, per le persone, in tutte le categorie e in tutte le situazioni».

Gli altri interventi

«Tutto questo ci aiuta a portare lo spirito olimpico nei luoghi di comunità, negli oratori. La Chiesa è per noi un alleato fondamentale – ha detto, da parte sua, Martina Riva, assessora comunale a Sport, Turismo e Politiche giovanili -. Le Olimpiadi sono un punto di partenza, non di arrivo, per un cambio culturale, anzitutto nella consapevolezza dell’importanza della pace e per riportare nelle famiglie il senso dello sport come fattore di crescita e di serenità. Cerchiamo di vivere un mese di pensieri positivi».  

L’assessora Riva e l’Arcivescovo con le felpe dei volontari (Agenzia Fotogramma)

«Come Chiesa ci appartiene da sempre l’attenzione allo sport. L’alleanza tra oratorio e sport viene continuamente ribadita, come una presa in carico della Diocesi ed è stata rilanciata anche nell’ultimo Consiglio Pastorale diocesano – ha aggiunto il vicario episcopale di Settore e presidente della Fom don Giuseppe Como -. Dalla Fom è emersa l’idea di mettere a tema alcuni valori della Carta olimpica, da cui sono nate le 4 Lettere agli sportivi dell’Arcivescovo, intitolate Excellence, Friendship, Respect e Winners. Da una lunga tradizione e da una preparazione specifica giungono tali proposte, che vogliono essere una sorta di riconoscimento e benedizione dello sport come luogo di amicizia e accoglienza senza discriminazioni».

Don Guidi durante il suo intervento (Agenzia Fotogramma)

«Ci rivolgiamo principalmente ai ragazzi, in modo che possa arrivare anche a loro qualcosa di importante, per esempio, con l’allestimento dei 3 Villaggi dei giochi in altrettanti oratori che li accoglieranno. Abbiamo già raggiunto quasi 13 mila adesioni, 200 scuole, più di 100 volontari per l’animazione dei villaggi stessi. Lo scopo che anima la città e che consente a Milano e alla Diocesi di crescere e camminare insieme, è arrivare a tutti», ha scandito don Stefano Guidi, direttore della Fom e responsabile del Servizio per l’Oratorio e lo Sport, a cui ha fatto eco don Mauro Santoro, responsabile della Consulta Comunità cristiana e Disabilità, sottolineando che «tutti gli eventi saranno, a richiesta, accompagnati da supporti specifici per permettere la partecipazione di persone portatrici di disabilità» (leggi qui).

Presenti alla conferenza stampa anche Massimo Achini, presidente del Csi Milano, promotore di eventi inclusivi – tra cui, sabato 28 febbraio, un momento sportivo nel carcere di Bollate – ed Erica Tossani condirettrice di Caritas ambrosiana che proporrà il 9 e il 16 febbraio nell’oratorio di Sant’Eufemia un’attività per educatori e adolescenti basata sul gioco da tavolo «Breaking the Rules» (leggi qui), pensato per favorire la comprensione dei meccanismi del gioco d’azzardo in un’ottica di prevenzione.

Infine don Michele Gianola, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e direttore ad interim dell’Ufficio Turismo e Sport, ha ricordato lo spettacolo teatrale Citius, Altius, Fortius che andrà in scena al Collegio San Carlo il 24 febbraio. Promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport e dalla Conferenza Episcopale Italiana, la rappresentazione, pensata per gli adolescenti, affronta temi attuali e complessi come il bullismo e la ricerca della perfezione, attraverso l’incontro con gli ideali di Henri Didon, frate domenicano mentore e ispiratore di Pierre de Coubertin, fondatore dei Giochi olimpici moderni (leggi qui).

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia