I miei ristoranti preferiti del 2025 da mettere in agenda nel 2026

Ho riassunto le migliori esperienze gastronomiche di questo 2025 appena passato: ne è uscito un elenco non esaustivo ma significativo delle mie tavole migliori dell’anno, i ristoranti che mi hanno più colpita, emozionata, appassionata. Ventiquattro ristoranti per fare un giro d’Italia del gusto, secondo me. Non sono i miei ristoranti preferiti in assoluto, ma quelli che – tra quelli che ho visitato quest’anno – mi sono rimasti più impressi e mi hanno offerto una visione nuova o diversa. Spero sia un’utile miniguida anche per voi, per scoprire o ricordare i luoghi del gusto dove volete andare quest’anno. Buona lettura, buon anno e buon appetito!
TRATTORIA DELLA GLORIA, MILANO
Inizio con @trattoriadellagloria, un luogo rustico ed elegante nello stesso tempo, dove la cucina intellettuale di @tommasomelilli è il risultato di studio, tecnica, ma soprattutto attitudine, piacevolezza, e quell’irrequieta predisposizione all’uscire dagli schemi.
Per chi vuole stare bene, ma è disposto a sperimentare. Per chi non cerca Milano patinata ma vecchie atmosfere meneghine. Per chi vuole osare anche sul vino, con un super Rocco a disposizione per sperimentare, senza regole.
Tip: difficile prenotare? C’è un tavolo comune dove vince chi arriva prima, o chi passando trova posto.
GABBIANO 3.0, MARINA DI GROSSETO

Proseguiamo con un indirizzo che racconta bene cosa può essere oggi una cucina di territorio fatta con precisione. Gabbiano 3.0 @gabbiano3.0 lavora su mare e maremma senza eccessi, con una mano sicura e una visione chiara.
Alessandro Rossi costruisce piatti leggibili, tecnici quanto basta, che valorizzano il pescato locale e i prodotti della zona. La carta dei vini di Marco De Signoribus è coerente: etichette scelte con cura, molte provenienti da cantine che conosce personalmente. Per chi cerca una cucina che non ha bisogno di effetti speciali, ma di coerenza e di gusto. Per chi vuole una sosta sul porto dove si mangia bene e ci si sente accolti, senza formalismi inutili. Un ristorante solido, che merita una pausa durante un viaggio in Maremma.
Tip: qui ci sono anche altre tavole da provare, che vi faranno stare altrettanto bene.
RONIN, MILANO
Un bancone, un menu, un’esperienza. Ronin @house.of.ronin con il suo omakase (ti affidi allo chef e lasci a lui il compito della tua felicità gastronomica) è un modo splendido di entrare in contatto con una cucina ben fatta, con sapori nuovi e per andare finalmente oltre l’idea del “sushi” come unico imperativo della cultura giapponese. Vedere i cuochi all’opera, confrontarsi con i compagni di tavolo, assaggiare piatti preparati al momento davanti ai vostri occhi è uno splendido modo di passare una serata divertente e diversa.
Per chi vuole vivere un’esperienza omakase in pieno stile Japan, per chi ama sperimentare e vuole conoscere altre persone appassionate, per chi non esce a cena ma vuole provare qualcosa di nuovo.
Tip: Non venite con un* fidanzat* con cui volete chiacchierare: è come andare a teatro, sarete completamente immersi nello show.
IMAGO ALL’HASSLER, ROMA
Un ristorante che lavora con precisione e consapevolezza con la cucina di @andreaantoninichef @imago_hassler. Il volo della falena costruisce un menu che cambia con le stagioni, fatto di piatti leggibili, puliti, dove la tecnica c’è ma non si impone. La cucina privilegia materia e equilibrio: combinazioni misurate, sapori riconoscibili, un’idea di imperfezione che diventa naturalezza. La sala è essenziale, attenta, abile, rapida, confortevole, la carta dei vini segue la stessa logica, evitando eccessi e mantenendo coerenza. È un luogo che non cerca di stupire, ma di funzionare bene. E ci riesce perché rimane fedele alla sua identità, senza sovrastrutture e senza rumore.
Per chi vuole una cucina contemporanea chiara e precisa, senza formalismi inutili. Per chi vuole una vista straordinaria e un servizio perfetto, che accompagna senza invadere. Per chi cerca un indirizzo solido, affidabile, dove contano soprattutto i piatti.
Tip: Calcolate l’ora del tramonto e arrivate almeno quindici minuti prima: da qui, il calar del sole sulla città è esperienza mistica.
TOCIO BREAD, NOALE (VE)
Tocio non è un ristorante, ma lo inserisco comunque nel mio calendario dell’anno perché @giuppiness ha creato un presidio sociale, oltreché una meravigliosa microimpresa con il pane al centro, a Noale un paesino del Veneto, facendo un autentico miracolo.
Il suo pane è straordinario, le sue focacce farcite una poesia. I suoi cannelé dovrebbero diventare colazione e merenda obbligatoria per legge da tanto sono scioglievoli dentro e croccantini e caramellati fuori. In più, organizza in questo posto minuscolo incontri pieni di senso e di bontà, rendendolo un mondo pieno di scoperte possibili.
Tip: Se passate, comprate qualcosa in più di quanto potete mangiare al momento. Tutto si conserva perfettamente e a lungo. Poi un giorno convinceremo Giulia a attivare un servizio di delivery mondiale.
A SPURCACCIUN-A, SAVONA

Simone Perata è bravo, concreto, abile, tecnico e piacione allo stesso tempo. Da lui alla Spurcacciuna di Savona, ristorante d’hotel a pochi metri dalla spiaggia, è un posto che val la pena frequentare, sia per i tanti bellissimi racconti che custodisce la sua storia sia per la cucina solida e di struttura dello chef. Per chi ama il pesce e la cucina di mare ben fatta, preparata con cura e rispetto delle materie prime; per chi vuole un ristorante elegante ma non ostentato; per chi cerca una serata raffinata senza affettazione, per una cena in coppia o una serata speciale durante un viaggio in Liguria.
Tip: rimanete a dormire nell’hotel e chiedete di fare un giretto nelle varie sale e in cantina, fatevi raccontare la storia di questo luogo mitico e folle, dove l’arte si fonde con la tradizione di famiglia.
DANIEL, MILANO
Forse sono di parte, nel dire che questo è uno dei ristoranti che fanno grande la città, ma se Daniel @daniel_canzian è prima di tutto un amico e un “collega” di Accademia Marchesi, è anche una delle persone che più ha cercato di interpretare la nuova cucina milanese costruendo un nuovo paradigma.
Tecnico, creativo, razionale e vocato al gusto. Un ristorante che lascia il segno, anche e soprattutto grazie a un bancone che permette di entrare – letteralmente – nella cucina a vista.
Tip: Sedetevi al bancone, uno dei primi di questo genere su una enorme e accogliente cucina a vista, e fatevi servire lì. Anche se siete soli, sarà una serata straordinaria.
NOSTRANO, PESARO

A Pesaro ci sono andata in giornata, perché ogni tanto le pazzie sono belle da fare. E ho ritrovato una cucina di incredibile bontà, sapienza, tecnica. Ho capito quanto qui l’importante è l’ospite, e il suo essere al centro di riflessioni e ricerca. Il sapore è mediato dalla tecnica, la grande vetrata verso il mare rende tutto luminoso e bello, il servizio di sala è agile e accogliente, dinamico e piacevole. Insomma, da @stefanociotti2009 nel suo @nostrano_pesaro io vorrei tornarci più spesso, anche in giornata, anche di corsa. Perché ne vale sempre la pena. Per chi ama sperimentare ma non vuole rimanere deluso, per chi vuole capire cos’è il fine dining ben fatto.
Tip: Se avete voglia di provare una degustazione con bevande no/lo, qui sono molto ben rappresentate.
Oggi ho scelto un indirizzo del cuore, che racconta una storia lunga e genuina, ben lontana dal fine dining ma non per questo meno interessante per chi ama i cibi sinceri e gli ambienti d’antan. Alla Borsa, nel cuore del centro storico di Valeggio sul Mincio, in attività dal 1959, è un ristorante a gestione familiare, dove la tradizione veneta trova una casa: specialità locale vera protagonista, i celebri “Tortellini di Valeggio sul Mincio”, detti anche “nodi d’amore”, che meritano per consistenza e sapore, grazie a sfoglia sottilissima e ripieno sostazioso.
Per chi ama scoprire sapori autentici e tradizioni locali, per chi cerca un ristorante di pasta fatta in casa con un’atmosfera semplice ma curata. A chi è in viaggio verso il Lago di Garda o Borghetto e vuole una cena che unisca territorio, gusto e accoglienza.
Tip: È il ristorante più amato e frequentato dai produttori di vino durante Vinitaly, fuori dalla pazza folla di Verona e con quel giusto mix di buone bottiglie e cibo di tradizione.
Non è un ristorante, ma è talmente coccola che vale come se lo fosse. In questa deliziosa cioccolateria del centro di Milano si viene per deliziarsi, per concedersi un piccolo lusso dolce, per scoprire come le cose di una volta fatte come si deve sono ancora le migliori. Si viene per la cioccolata, per la frutta candita che è una favola vera e per gli zuccherini. Per chi ama le cose belle d’antan, le atmosfere raffinate e quei piccoli gesti che illuminano le giornate d’inverno.
Tip: Prendete la cioccolata, senza se e senza ma. È la più buona del mondo.

Era febbraio quando Leone Marzotto ha realizzato uno dei miei sogni gastronomici, portando le buone @forketters a godersi un momento unico, cenando nell’enoteca di Peck @peck_milano dopo aver visitato i giganteschi laboratori dove gli artigiani del gusto preparano le ricette della gastronomia più antica e famosa di Milano. Una serata incredibile, che ho avuto la fortuna di replicare anche a novembre, con tutti i più grandi classici di Natale. Spero che sia un’occasione replicabile, perché quel patrimonio – vissuto da dentro – è da condividere con tutti gli appassionati.
Tip: Finché non lo convinciamo a rendere queste serate aperte al pubblico, possiamo farle a casa, comprando tutto nel ricchissimo banco gastronomia che custodisce il meglio che possiamo immaginarci. Sopra a tutto? Paté, vitello tonnato, e formaggi da sballo.

La sorpresa di un tavolo pieno di cose belle e buone, cibi autentici provenienti da fornitori locali non per moda ma per convinzione di dare un’occasione di visibilità e promozione a chi fa un lavoro duro e costante per il suo territorio. Una mano tecnica, vivace, piena di sapore e di entusiasmo per una cucina piena e divertente, nel senso più conviviale e sociale del termine. @simonecantafiochef a @lastuademichil è un capolavoro realizzato, e una delle mie cene del cuore di quest’anno, che spero di replicare al più presto con il menu invernale e i nuovi meravigliosi piatti che Simone ha creato per i suoi fortunatissimi ospiti. La cucina è a vista, ma non sempre. Il servizio è autentico e piacevolissimo come la cucina, e se avete fortuna potrete scoprire la cantina più folle che abbiate mai visto. Vale il viaggio? Di sicuro.
Tip: Quando prenotate, e siete un gruppo, chiedete il tavolo con vista cucina: anche se all’ingresso non sembra, ad un certo punto della cena farà la differenza.

Una delle migliori esperienze dell’anno è stata senz’altro Agli Amici, a Udine. Michela ed Emauele Scarello governano un ristorante con accoglienza familiare, che fa sentire bene, ma è allo stesso tempo professionale ai massimi livelli, in un luogo bello e caldo, elegante e discreto. Una dedizione al mestiere senza pari, ma soprattutto una cucina di larghe vedute e di grande sostanza, con visione internazionale e attaccamento al locale. Tutto è giusto, meditato ma senza formalismi e senza elucubrazioni fini a sé stesse. La cosa straordinaria, la chiusura dolce: dessert pensati come piatti, cucinati con garbo, intelligenza, ironia e che rivelano sapori sorprendenti, inattesi e per questo ancora più intriganti. Per chi ama i ristoranti eleganti, ma non vuole cedere al formalismo. Per chi cerca piatti straordinari, ma non dimentica il gusto. Per chi vuole sapere dove andrà la pasticceria del futuro, che qui è nelle mani di Riccardo Celeghin, ragazzo friulano abile, visionario e metodico (e le due cose per una volta non sono in contraddizione tra loro, anzi).
Tip: Chiacchierate con il personale di sala e fatevi raccontare tutto: sono bravi, mai ridondanti e disponibili.

Una delle viste più belle d’Italia, una panoramica mozzafiato e una sala di tono, con una carta vini divertente e vivace e una cucina elegante, piacevole, creativa e coerente. Per chi vuole un luogo di grande impatto, per chi vuole divertirsi con un pairing d’autore e per chi cerca sostanza in una cornice d’eccezione.

Carlo Cracco @craccogalleria @carlocracco con Luca Sacchi sta rendendo la Galleria un luogo da frequentare assolutamente: la sua cucina è estremamente tecnica, decisamente raffinata e puramente buona. Uno dei percorsi milanesi più piacevoli che potete regalarvi, non per giudicare lo chef che avete visto in tv, ma per vedere e assaggiare una cucina fatta di pensiero e ingredienti, ma soprattutto di un obiettivo ben chiaro: il gusto e la sorpresa nella sua pienezza. Per chi vuole capire che cosa è la cucina gastronomica, per chi vuole cenare in uno dei tavoli con la vista più bella di Milano, per chi ama il personaggio televisivo e vuole conoscere lo chef che ci sta dietro. Che è molto – ma molto! – più interessante!
Tip: Se vedete che lo chef è in buona (lo è più spesso di quanto ami far credere) chiedete di fare un giretto nella sala all’ultimo piano, e andate dritti verso il balconcino più bello della Galleria. La foto che scatterete vi farà esplodere instagram.
È un’apertura recentissima, ma mi ha già conquistata al primo assaggio. Perché in questo angolo della provincia varesotta ogni nuova insegna che fa qualità è una vera conquista. Valentina e Daniele hanno investito nel loro ristorante, l’hanno costruito con grazia e intelligenza, hanno un menu corto di piatti concreti, semplici, accessibili e molto ben fatti. Non ci sono fuochi d’artificio ma solida realtà. Non c’è sperimentazione all’eccesso ma tecnica che riporta su un piano più alto la cucina di tradizione. Per chi cerca piatti buoni, ben fatti, in un ambiente curato. Per chi vuole guardare negli occhi la trattoria del futuro, anzi, del presente. Per chi vuole aiutare due ragazzi che non sono come quelli che ci dipingono le cronache, anzi!
Tip: Già che ci siete, fate un giretto ad assaggiare brioche e mignon da Pasticceria Chiara, e concludete la serata con un cocktail da Bar is the name.

Tip: Difficile prenotare? Agite d’impulso. Quando aprono le prenotazioni voi fissate un paio di date nei mesi successivi: se non riuscirete ad andarci voi, troverete sicuramente amici a cui smerciare la prenotazione.

Uscita da qui ho pensato dopo tanto tempo che finalmente anche a Milano si potesse fare ristorazione di livello senza per forza avere le spalle coperte e un conto astronomico. Bites è un locale semplice, un servizio competente e cortese, piccoli piatti gustosi e una proposta vini divertente e non banale. Serve altro? Spesso, io dico di no. Per chi vuole dedicarsi una serata informale ma piacevole, per chi ama condividere piatti e sapori con i proprio commensali, per chi pensa che i rapporti interprersonali contino più della carta di credito.
Tip: Andate in quattro e condividete il menu e qualche bottiglia: divertimento assicurato.
La calma e la compostezza di @guido_paternollo mi hanno sempre colpita, e anche la sua tecnica non esibita, e la sua estrema capacità di condensare in un piatto sapori chiari, definiti, buoni. Una visita al @pellico3milano è una bella avventura, per chi vuole scoprire piatti raffinati in un ambiente elegante, per chi vuole andare oltre la Michelin, per chi vuole assaggiare uno dei migliori risotti della città.
Tip: se amate risotto alla milanese e costoletta, e preferite non impegnarvi con un menu completo, al ristorante La Cupola accanto al Pellico, guidato sempre da Paternollo come tutta la ristorazione dell’hotel, li mangerete perfetti, nel centro più centro di Milano.
Una delle cucine più convincenti della città, ancora troppo poco conosciuta e apprezzata. Luca Natalini è arrivato in punta di piedi ma sta lasciando decisamente il segno e lo fa con grazia ed eleganza, sapori definiti e una sala giovane e accogliente. Per chi cerca un ristorante di tono, per chi ama le esperienze gastronomiche e ne vuole provare una concreta e affidabile. Per chi va oltre instagram e le sue mode passeggere.
Tip: la pasta in bianco Milano l’ha conosciuta qui. E rimane la sua migliore espressione possibile. Sì, la pasta in bianco, provare per credere.
Un’isola dell’isola, con la potenza meravigliosa del tonno a fare da bandiera. Se passate di qui è perché volete venirci, non ci si capita per caso. Ma se arrivate, godetevi il viaggio anche dal punto di vista gastronomico in questo ristorante dove l’accoglienza e genuina e le materie prime eccellenti. Per chi ama il mare e il tonno e vuole gustarlo alla massima potenza, per chi vuole conoscere la grande abilità della famiglia Pomata di lavorare questo protagonista del mare e per chi ha desiderio di scoprire l’anima dell’isola, gastronomica e non.
Tip: Arrivate prima e andate a trovare Gianni Luxoro alla sua enoteca Nasacca e fate incetta di tonno rosso di corsa, vini e altre specialità condite di chiacchiere sapienti.

Un’esperienza che arricchisce intellettualmente, una cucina che costruisce sapori nuovi, una sala che coccola e accoglie, che spiega e illustra i piatti sorprendenti di Michele Lazzarini @contradabricconi @michele.lazzarini. Venire fin quassù è un viaggio da fare, anche per cogliere la profondità del pensiero e della capacità agricola, paesaggistica e di allevamento prima ancora che gastronomica di questo gruppo coeso e affiatato.
Per chi ha a cuore il pianeta, per chi cerca una cucina con un solido racconto alle spalle, per chi vuole assaggiare progetti commestibili.
Tip: prendetevi tutto il tempo che serve, godetevi il viaggio e la permanenza, chiacchierate e fatevi portare all’interno di questo luogo dove un gruppo di persone sta provando a fare la differenza senza compromessi.

L’elenco di quest’anno si chiude con la cucina solida e perfetta di @maurouliassi e il servizio meraviglioso di @catia.uliassi. Per me, il pranzo dell’anno. Una sala luminosa e accogliente, un tristellato che non si atteggia. Piatti determinati a entrarti dentro e a lasciarti emozioni, tecnica nascosta e mai esibita o fine a sè stessa. Sapori netti, precisi, definiti. E quella capacità di farti stare semplicemente bene che è solo dei grandi. Per chi vuole regalarsi un’esperienza magnifica, senza mai sentirsi fuori luogo o impreparato a farla. Per chi ha fatto a botte con la cucina gastronomica e si vuole riappacificare. Per chi vuole conoscere uno degli chef più eclettici, concreti, umili e abili di questo Paese.
Tip: Chiedete i tavoli vista spiaggia, e godetevi il sole caldo del pomeriggio mentre assaporate il menu LAB, che è l’essenza dell’avanguardia gastronomica italiana.
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