Il super manager Tommasini alla guida dell’Agenzia regionale per i rifiuti. Pd attacca: “Dirige una scatola vuota”

Genova. La giunta regionale della Liguria, su proposta del presidente Marco Bucci, ha nominato Sergio Tommasini direttore dell’Agenzia Regionale Ligure per i Rifiuti (ARLIR). Tommasini è presidente della sanremese Amaie Energia e Servizi e si è candidato a sindaco della Città dei Fiori nel 2019 con . Il suo incarico ha durata triennale con decorrenza dal primo febbraio 2026
La nomina è frutto di una procedura di selezione pubblica avviata dalla Regione in attuazione della legge regionale istitutiva dell’Agenzia. All’avviso hanno risposto dieci candidati: al termine dell’istruttoria sono state sette le domande risultate ammissibili e in possesso dei requisiti richiesti. Il trattamento economico previsto è pari a 136mila euro lordi annui, in linea con i compensi previsti per incarichi dirigenziali di pari livello.
Con la nomina decade automaticamente il commissario straordinario, Monica Giuliano, cui era stato affidato il compito di avviare e strutturare il nuovo ente, definendone l’organizzazione e le prime linee operative. Si apre dunque la gestione ordinaria dell’Agenzia, come previsto dalla normativa regionale.
L’Agenzia Regionale Ligure per i Rifiuti è nata nel 2023, ed è l’ente istituito con legge regionale dalla Regione Liguria per svolgere funzioni connesse alla realizzazione degli impianti ed alla regolazione tariffaria. Opera in attuazione della normativa e degli indirizzi di programmazione regionali, con l’obiettivo di garantire un assetto unitario del sistema.
Tommasini ha studiato tra Italia e Stati Uniti, ha una laurea magistrale in Giurisprudenza e un MBA in International Business Managemenr. Negli ultimi anni ha svolto incarichi nel settore del waste-to-energy e nella gestione di tecnologie legate ai PFU, oltre a ricoprire i ruoli di presidente e amministratore delegato di una società industriale in Costa d’Avorio. In precedenza è stato amministratore unico e dirigente di una società operante nello smaltimento e nella gestione dei rifiuti solidi urbani nel Ponente ligure.
Pd all’attacco: “Un super dirigente per un’agenzia che non funziona”
La nomina di Tommasini ha spinto il Pd regionale a puntare il dito contro “questo inutile carrozzone: nessuna delle funzioni previste dall’Agenzia regionale dei rifiuti è stata realmente esercitata – dicono i consiglieri regionali Davide Natale, vice presidente Commissione Ambiente e Territorio e Katia Piccardo, componente Commissione Ambiente e territorio – La gestione dei flussi dei rifiuti negli impianti, l’analisi dei fabbisogni di recupero e smaltimento, il Piano economico finanziario: competenze che la legge affidava all’Agenzia sono rimaste interamente in capo agli enti locali. E anche quest’anno il Piano economico finanziario del ciclo dei rifiuti verrà predisposto l’anno successivo, lasciando ancora una volta i Comuni soli nella gestione di un’attività fondamentale per l’amministrazione locale”.
“Nonostante quindi l’Agenzia nei fatti non funzioni, la giunta regionale nomina il direttore generale. Siamo all’assurdo: si nomina un super dirigente per una scatola vuota, senza che ci sia nemmeno un dipendente da dirigere. Sia chiaro che se dovesse accadere, stando ad alcune indiscrezioni di stampa, che chi viene nominato direttore mantenga anche altri incarichi, contravvenendo palesemente alla legge, saremo costretti ad assumere azioni legali per fermare l’ennesimo scempio. Auspichiamo che quanto sta emergendo in queste ore non corrisponda alle reali decisioni finali”.
Tommasini: “Nessuna incompatibilità con il ruolo in Amaie”
Al Pd ha risposto l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti Giacomo Raul Giampedrone: “Prendiamo atto che l’unica cosa che il Pd è in grado di fare sia rivolgersi alla Corte dei Conti, perchP di rifiuti non hanno mai capito nulla. Si tratta di una materia che ha rappresentato uno dei più grandi fallimenti del centrosinistra, quando era al governo di questa Regione, con un sistema basato sulle discariche, fanalino di coda in Italia. Solo dal 2015 con il centrodestra la Liguria ha messo in campo politiche di incentivazione della raccolta differenziata, salita in questi anni dal 38% al 61% a livello regionale con l’avvio della realizzazione, in corso, degli impianti per il trattamento dell’umido a levante e a ponente. Capiamo che per loro sia lo smacco più grande vedere che questa Giunta sta portando avanti tutti gli atti e le azioni per la chiusura del ciclo: quello che loro non hanno mai fatto e neppure immaginato”.
Il neo direttore Tommasini aggiunge: “Ritengo che una materia di tale rilevanza debba essere affrontata con maggiore serietà, privilegiando il confronto sui contenuti e sugli aspetti tecnici, superando una sterile polemica politica. Detto questo, confermo la mia piena disponibilità al confronto, finalizzato alla condivisione di un piano d’azione di breve e medio periodo, volto a proseguire e rafforzare il buon lavoro svolto dagli uffici e dall’assessorato competente”.
Rispetto al suo incarico attuale, Tommasini precisa: “Ritengo non ci sia alcun aspetto di incompatibilità. Rivesto l’incarico di Presidente di Amaie Energia e Servizi e di Amministratore Unico di Amaie Srl, società che sarà prossimamente posta in liquidazione. Tali incarichi non comportano poteri esecutivi e non prevedono compensi dirigenziali, bensì emolumenti, per circa 18mila euro lordi l’anno complessivi, riconducibili alle funzioni di amministrazione, pubblicamente consultabili sul portale della trasparenza delle società”.
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