Algeria e Niger rilanciano il progetto del gasdotto trans-sahariano per portare in Italia il gas della Nigeria

Ricevendo il 16 febbraio ad Algeri il presidente golpista del Niger, il generale Abdourahamane Tiani, e il Presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha annunciato «Abbiamo concordato di avviare il progetto di costruzione del tratto del gasdotto trans-sahariano che attraversa il Niger, un Paese fratello, subito dopo il mese di Ramadan. Sonatrach (la compagnia statale energetica algerina, ndr) prenderà in carico e inizierà l'installazione del gasdotto che attraversa il Niger».
In una dichiarazione stampa congiunta, Tebboune e Tiani, hanno sottolineato che «Nell'ambito della lotta al terrorismo, i due Paesi sono nella stessa trincea». E Tebboune ha assicurato: «Coopereremo senza risparmiare sforzi e facendo affidamento sui mezzi e sulle competenze di cui dispone l'Algeria. La sicurezza del Niger è indissolubilmente legata a quella dell'Algeria. Siate certi, signor Presidente e caro fratello, che saremo sempre al fianco dei nostri fratelli nigerini, in ogni circostanza. L'Algeria non risparmierà alcuno sforzo per fornire il suo pieno sostegno allo Stato fratello del Niger».
L’Algeria ha così riallacciato i rapporti diplomatici col Niger che erano stati interrotti nell’aprile 2026, dopo che l'Algeria aveva abbattuto un drone armato vicino al confine meridionale con il Mali. L'incidente aveva spinto il Niger, il Mali e il Burkina Faso, che insieme formano l'Alleanza degli Stati del Sahel, a richiamare gli ambasciatori in Algeria. Il 12 febbraio Algeri e Niamey hanno ripreso pienamente le loro relazioni diplomatiche anche nel nome delle comuni pessimi rapporti con l’ex potenza coloniale francese e della lotta al jihadismo delle milizie dello Stato islamico e di Al Qaeda che continuano a seminare morte e disordine e a turbare i traffici di idrocarburi tra il Sahara e il Sahel e che sono anche la principale ragione dell’interruzione del progetto del gasdotto trans-sahariano (TSGP - Trans-Saharan gas pipeline). Si tratta di un gasdotto lungo circa 4.100 km, un progetto proposto per la prima volta più di 15 anni fa, che dovrebbe trasportare fino a 30 miliardi di metri cubi di gas all'anno dalla Nigeria attraverso il Niger, collegandosi alle infrastrutture di esportazione algerine nel Mediterraneo e quindi soprattutto verso l’Italia che con il regime algerino ha già fatto altre intese per citruire il pilastro algerino del Piano Mattei e trasformare il nostro Paese in un hub europeo del gas, resuscitando anche un altro progetto che sembrava morto e defunto: il Gasdotto Algeria Sardegna Italia (GALSI), che dovrebbe approdare a Piombino, proprio dove ora c’è un contestatissimo rigassificatore.
L'Algeria è il principale fornitore di gas per l'intera Europa, in particolare per la parte mediterranea. Nel 2023, dopo l’inizio della guerra in Ucraina, ha superato la Russia diventando il secondo fornitore di gas da gasdotti per l'Ue dopo la Norvegia. Con il paradosso che l’Ue e l’Italia per la loro sicurezza energetica e boicottare le importazioni di gas e petrolio russi si affidano a un Paese che ha un’alleanza strategica . militare e politica . con la Russia e che è fortemente sospettato di favorire il contrabbando di petrolio russo attraverso triangolazioni.
Nel 2024 l'Algeria inviava l'85% delle sue esportazioni di gas in Europa e sta lavorando per rafforzare il suo ruolo di esportatore di gasdotti investendo 50 miliardi di dollari in questo settore entro il 2028. Per il 2024, il suo governo ha stanziato fino a 8,8 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali destinati all'esplorazione e alla produzione di gas. Il TSGP, con lo stoccaggio e l’invio anche di gas nigeriano, la trasformerebbe nel vero hub del gas africano, mentre il Niger diventerebbe il Paese di transito, con royalties annesse.
L'Algeria ha tre gasdotti diretti in Italia e Spagna, uno dei quali è attualmente inattivo, è il principale fornitore di gas per l'Italia e per la Spagna. Secondo un accordo concluso nel 2022 tra Eni e Sonatrach, entro quest’anno l’Algeria dovrebbe fornire all'Italia fino a 9 miliardi di metri cubi di gas con le sue pipeline.
Non a caso, Tiani è partito da un attacco alla Francia per meglio apprezzare la decisione delle massime autorità algerine che «Nonostante i vani tentativi di alcune potenze di stampo neocolonialista e di organizzazioni internazionali e subregionali, controllate e manipolate a distanza, hanno dimostrato solidarietà al popolo nigerino dopo gli eventi del 26 luglio 2023 (il colpo di stato militare, ndr). Ritengo che questa posizione assunta a favore del rispetto della sovranità del Niger e delle sue scelte politiche interne, onori l'Algeria, il suo governo e il suo popolo». Tiani ha anche ringraziato l'Algeria «Per aver respinto gli appelli francesi a dichiarare guerra contro il Niger» dopo il golpe del 2023 che ha deposto il presidente filofrancese Mohamed Bazoum. Poi ha nuovamente attaccato la Francia che pochi giorni prima aveva accusato di voler muovere guerra al Niger e di essere dietro il recente attacco all’aeroporto di Niamey: «In ogni caso, nessun algerino, nessun africano potrebbe capire perché l'Algeria presti il suo territorio per attaccare un Paese africano, soprattutto quando si tratta della stessa potenza che, per più di un secolo, ha inflitto sofferenze indicibili al coraggioso popolo algerino».
Ha inoltre ringraziato l'Algeria per «Aver respinto gli appelli francesi a dichiarare guerra contro il Niger» in seguito al colpo di stato del luglio 2023 che ha deposto il presidente Mohamed Bazoum.
Tornando alle ragioni economiche del rinnovato accordo politico, il generale/presidente Tiani ha detto che «La mia presenza in Algeria dimostra l'interesse del Niger per la fraternità e la cooperazione bilaterale tra i nostri due popoli, i nostri due governi e i nostri due Paesi. Guardiamo con favore alle eccellenti relazioni storiche che uniscono i nostri due popoli, nonché al desiderio comune di rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione fraterna e il buon vicinato. Questa visita rientra nel continuo rafforzamento della nostra partnership strategica, in particolare nei settori della sicurezza, del petrolio, dell'energia, delle infrastrutture e dei trasporti, delle comunicazioni, del commercio, dell'istruzione e della formazione. Questo è il luogo per rinnovare le aspettative del governo nigerino affinché entrambe le parti accelerino l'avvio effettivo e il completamento dei nostri progetti comuni, in particolare il grande progetto del blocco di Kafra, il porto a secco di Agadez, la ferrovia che collega i nostri due Stati e la Trans-sahariana».
Nella nota finale del summit Algeria . Niger si legge che i due presidenti hanno ribadito i principi fondanti delle relazioni algerine-nigerine: «Il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale di ciascuno Stato, la non ingerenza negli affari interni e la solidarietà effettiva di fronte alle minacce comuni. Hanno inoltre espresso la convinzione che il futuro del Sahel sarà costruito dagli stessi Paesi della regione, attraverso soluzioni locali e inclusive. Hanno sottolineato che il loro patrimonio storico comune, l'unità di ambizioni e aspirazioni e il destino comune di fronte alle sfide regionali sono fattori di mobilitazione per tutti i Paesi del Sahel e del Sahara. Hanno inoltre ribadito il loro rifiuto di qualsiasi ingerenza straniera negli affari del continente. Di fronte alla persistenza delle minacce terroristiche e della criminalità organizzata transnazionale, hanno espresso profonda preoccupazione e hanno affermato che la sicurezza dell'uno è inscindibile da quella dell'altro. In questo spirito di solidarietà attiva, hanno concordato di riattivare immediatamente i meccanismi algerino-nigerini competenti per rafforzare il controllo delle frontiere e coordinare le strategie di lotta al terrorismo e ai flagelli ad esso correlati».
Tebboune e Tiani hanno concordato di accelerare il completamento del progetto autostradale transahariano e di altri progetti infrastrutturali come la dorsale in fibra ottica transahariana e il progetto del gasdotto transahariano, ma anche di sviluppare la cooperazione energetica per gli i idrocarburi e delle energie rinnovabili, con particolare attenzione all'elettrificazione delle zone rurali di confine, e a esaminare la fattibilità della creazione di una zona di cooperazione transfrontaliera integrata per promuovere lo sviluppo locale.
I leader dei due Paesi hanno espresso convergenza di opinioni sulle principali questioni regionali e internazionali, chiedendo «Soluzioni politiche africane alle crisi regionali e una ristrutturazione del sistema di sicurezza regionale» e «La riforma del sistema finanziario internazionale per garantire ai Paesi africani un accesso equo ai finanziamenti per il clima e lo sviluppo».
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