Altro che ereditiera. Che piaccia o meno, a 45 anni Paris Hilton è icona di stile
Il 17 febbraio 2026 Paris Hilton compie 45 anni. Un traguardo che riporta sotto i riflettori la sua carriera, e soprattutto il suo guardaroba, tra i più riconoscibili degli ultimi venticinque anni. Prima ereditiera ribelle, poi protagonista dell’estetica anni 2000, oggi imprenditrice e dj internazionale, ha costruito un’immagine precisa attraverso abiti, colori e silhouette diventati simbolo di un’epoca.
Mini dress scintillanti, tute in velluto, loghi in evidenza e il rosa come colore-feticcio hanno segnato l’immaginario pop dei primi anni 2000. Ciò che allora veniva giudicato eccessivo è diventato materia di nostalgia e continua a ispirare passerelle e social.
Ma il suo stile oggi non è rimasto fermo a quell’estetica, si è trasformato insieme alla sua figura pubblica. Ai look ironici e provocatori si sono affiancati abiti couture, linee più pulite e un glamour più calibrato.

Paris Hilton nel 2024 a New York (Getty Images)
Quando il kitsch diventa linguaggio di moda
All’inizio degli anni 2000 Paris Hilton incarnava un’estetica volutamente eccessiva, costruita su silhouette aderenti, colori accesi e loghi ben visibili. Quello stile, spesso giudicato superficiale, ha contribuito a definire l’immaginario pop dell’epoca. L’intento di Paris era chiaro: generare attenzione e creare un’identità riconoscibile. Mini abiti rosa candy, occhiali oversize e stivali al ginocchio hanno anticipato il ritorno di una femminilità giocosa che oggi domina passerelle e social.

Paris Hilton nel 2002 (Getty Images)
Dalla tv ai business globali
Il suo stile non può essere separato dal percorso professionale. La popolarità esplode con il reality The Simple Life, che la trasforma in un fenomeno mediatico internazionale e consolida un’immagine costruita anche attraverso l’abbigliamento. Negli anni successivi la presenza si moltiplica tra programmi televisivi, campagne, linee di profumi e collaborazioni fashion. L’apparente leggerezza dei primi anni 2000 lascia spazio a una strategia più strutturata. Il guardaroba segue questa evoluzione. Se all’inizio puntava sull’impatto immediato, con il tempo diventa parte di una narrazione imprenditoriale. La costruzione dell’immagine accompagna la trasformazione da socialite a donna d’affari, anticipando in molti aspetti il modello contemporaneo delle celebrity brand.
Dal total pink al lusso calibrato
Con il passare degli anni il guardaroba si è evoluto verso linee più pulite e materiali più sofisticati. Il rosa rimane una cifra stilistica, ma viene affiancato da palette neutre, abiti scivolati e dettagli couture. Sul red carpet si osserva una maggiore attenzione alla struttura degli abiti, con silhouette che valorizzano la figura senza rinunciare a un tocco ironico. Questo passaggio segna la trasformazione da socialite a imprenditrice globale, con una costruzione dell’immagine più strategica e meno impulsiva. La moda diventa così una dichiarazione di autonomia, lontana dall’idea di semplice provocazione.
Le affinità con i designer
Il suo red carpet non è mai stato casuale. Con Jeremy Scott l’intesa è evidente: stessa ironia pop, stessa inclinazione per silhouette aderenti e dettagli brillanti. L’estetica teatrale dello stilista dialoga con la sua idea di moda come spettacolo visivo. Il legame con l’universo di Karl Lagerfeld è stato rilanciato recentemente con la campagna primavera-estate 2026 del brand Karl Lagerfeld, segno di una continuità tra la sua immagine e un’estetica che unisce rigore sartoriale e spirito contemporaneo.

La campagna P/E 2026 di Karl Lagerfeld (courtesy press office)
Poi ci sono Versace con cui condivide l’amore per la sensualità dichiarata, Philipp Plein di cui ammira lo stile sfacciato e irriverente, Elie Saab per le creazioni più glamour. Anche Vivienne Westwood è uno dei brand preferiti da Paris Hilton, di cui apprezza i corsetti e i riferimenti punk riletti in chiave pop. Più che musa esclusiva di una maison, Paris Hilton sceglie designer capaci di valorizzare una cifra precisa: la femminilità estrema.
Il matrimonio come dichiarazione di stile
Il weekend nuziale è stato uno dei momenti più osservati del suo percorso fashion. Non un solo abito, ma una sequenza di cambi studiati nei dettagli. L’abito principale firmato Oscar de la Renta ha mostrato un lato più classico e costruito, con lavorazioni preziose e una silhouette tradizionale reinterpretata con coerenza. Accanto a questo, altri look bridal hanno giocato con trasparenze, volumi e citazioni couture.
Nostalgia Y2K e nuova generazione
Il ritorno dell’estetica anni 2000 ha riacceso l’interesse per i suoi archivi stilistici. Molte tendenze attuali, dalle tracksuit in velluto ai micro top scintillanti, trovano radici nei look che indossava vent’anni fa. La differenza sta nello sguardo contemporaneo, che rilegge quell’immaginario con consapevolezza culturale. Oggi il suo stile dialoga con una nuova generazione di designer, dimostrando come l’ironia possa convivere con il lusso.
L’imprenditrice che ha anticipato l’era delle influencer

Paris Hilton a New York nel 2024 (Getty Images)
Negli ultimi anni l’immagine pubblica di Paris Hilton si è consolidata attorno a una narrazione più adulta e consapevole. Abiti scintillanti e silhouette sensuali convivono con tailleur impeccabili e capi pensati per eventi business. La moda diventa uno strumento per comunicare autorevolezza senza perdere il legame con l’estetica pop che l’ha resa famosa. Il suo stile dimostra come sia possibile evolvere mantenendo coerenza visiva, trasformando il guardaroba in una strategia di branding personale. A 45 anni, ciò che colpisce non è soltanto la capacità di reinventarsi, ma la lucidità con cui ogni scelta estetica sembra costruita per raccontare una storia precisa.
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