Condoni locali 2026, Comuni decidono su tasse e multe: via a definizione agevolata territoriale

Gen 6, 2026 - 10:30
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Condoni locali 2026, Comuni decidono su tasse e multe: via a definizione agevolata territoriale

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Il panorama della riscossione degli enti locali subisce un mutamento strutturale con l’avvio del nuovo anno. La Manovra di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025, ha introdotto una riforma decisiva che sposta il potere decisionale dal legislatore nazionale alle singole amministrazioni territoriali.


A partire dal 1° gennaio 2026, non sarà più necessario un provvedimento statale una tantum per sanare le pendenze fiscali locali, in quanto Regioni, Province e Comuni acquisiscono una potestà regolamentare autonoma e permanente per istituire procedure di definizione agevolata.

La definizione agevolata territoriale

Storicamente, le “paci fiscali” o i condoni sulle entrate locali derivavano da decreti governativi che stabilivano perimetri e modalità uniformi per tutto il territorio nazionale. La nuova disposizione normativa inverte questo meccanismo, riconoscendo agli enti territoriali la facoltà di deliberare, in qualsiasi momento e tramite regolamento, forme di sanatoria per contribuenti e utenti.

Questa scelta legislativa risponde alla necessità di ridurre l’elevato numero di crediti di dubbia esigibilità che grava sui bilanci comunali e regionali. L’obiettivo è permettere ai cittadini di regolarizzare la propria posizione debitoria con oneri ridotti e, contestualmente, consentire agli enti di incassare rapidamente risorse finanziarie, evitando lunghi contenziosi.

Condoni locali 2026, Comuni decidono su tasse e multe

La facoltà concessa dalla Legge n. 199/2025 permette agli enti di intervenire sulle violazioni delle norme tributarie ed extratributarie, prevedendo l’esclusione o la riduzione delle sanzioni e degli interessi. La definizione agevolata può riguardare non solo i tributi non versati, ma anche le controversie già pendenti in sede giudiziale.

Per rendere operativa la sanatoria, l’ente deve emanare un apposito regolamento che specifichi:

  • i termini di adesione: il contribuente deve disporre di un periodo non inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale per provvedere all’adempimento;
  • le modalità di pagamento: è espressamente previsto l’impiego di tecnologie digitali per semplificare l’estinzione del debito;
  • la durata: il beneficio deve essere circoscritto a periodi di tempo determinati e non può essere concesso a tempo indeterminato (sine die).

Esternalizzazione della riscossione

Un aspetto di rilievo riguarda l’esternalizzazione della riscossione. Anche nei casi in cui l’attività di accertamento e recupero coattivo sia affidata a concessionari privati (iscritti all’albo ex artt. 52 e 53 D.Lgs. 446/1997), la sanatoria resta applicabile. In tali fattispecie, l’ente dovrà coordinarsi con il soggetto affidatario per adeguare i contratti in corso, dato che la definizione agevolata riduce l’attività di recupero forzoso e, di conseguenza, il compenso spettante al concessionario.

La norma distingue chiaramente tra le entrate gestite direttamente dagli enti e i tributi erariali. Il condono locale può essere esteso alle entrate di natura patrimoniale, il che apre la strada a sconti rilevanti su:

  • multe stradali (violazioni del codice della strada);
  • canone idrico e rette per servizi scolastici o sociali;
  • canone unico patrimoniale (ex occupazione suolo pubblico e pubblicità).

Limiti

Esistono tuttavia dei limiti invalicabili stabiliti dalla legge statale. Non possono formare oggetto di condono locale:

  • l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive);
  • le compartecipazioni a tributi erariali;
  • le addizionali ai tributi erariali.

Prima di attivare la procedura, l’amministrazione è tenuta a valutare la propria tenuta economico-finanziaria, preferibilmente acquisendo il parere favorevole dell’organo di revisione, per garantire che il minor gettito derivante da sanzioni e interessi non pregiudichi gli equilibri di bilancio.

Per garantire la massima conoscibilità ai contribuenti, i regolamenti acquistano efficacia solo con la pubblicazione sul sito internet istituzionale dell’ente. Inoltre, per finalità puramente statistiche e di monitoraggio del carico fiscale complessivo, i Comuni e le Regioni hanno l’obbligo di trasmettere l’atto al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Dipartimento delle Finanze, entro 60 giorni dalla pubblicazione.

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