Tragedia Crans Montana: il liceo Virgilio di Milano metterà psicologi a disposizione degli studenti

Gen 6, 2026 - 10:30
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Tragedia Crans Montana: il liceo Virgilio di Milano metterà psicologi a disposizione degli studenti

lentepubblica.it

L’incendio devastante nella località alpina svizzera di Crans Montana, come purtroppo ormai sappiamo, ha trasformato una notte di festa in una tragedia collettiva. Adesso vanno affrontate le conseguenze dell’accaduto: per questo il liceo Virgilio di Milano, con quattro studenti gravemente coinvolti nell’accaduto, metterà psicologi a disposizione di tutti gli studenti.


La tragedia nella notte di San Silvestro

Doveva essere una serata di musica, incontri e celebrazioni per salutare l’arrivo del nuovo anno. Si è invece trasformata in uno degli episodi più drammatici degli ultimi anni. Nella notte di Capodanno, un violento incendio ha coinvolto il locale Le Constellation, a Crans-Montana, rinomata località turistica del Canton Vallese, in Svizzera. Le fiamme, divampate improvvisamente, hanno causato un bilancio gravissimo: 40 vittime accertate e numerosi feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche.

Secondo quanto comunicato dalla polizia cantonale del Vallese, nelle ultime ore è stata completata l’identificazione di tutte le persone decedute. Un lavoro lungo e doloroso, reso complesso dall’entità del disastro e dalla presenza di giovani provenienti da diversi Paesi europei.

Un bilancio internazionale che colpisce soprattutto i più giovani

L’elenco delle vittime racconta una tragedia senza frontiere. Tra i deceduti figurano ragazze e ragazzi giovanissimi, alcuni poco più che adolescenti, insieme a giovani adulti. Le nazionalità coinvolte sono molteplici: svizzera, italiana, francese, belga, portoghese, oltre a casi di doppia o tripla cittadinanza.

In particolare, sono state confermate sei vittime italiane, tutte di età compresa tra i 15 e i 17 anni. La notizia è stata ufficializzata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di un accertamento ormai definitivo. Le famiglie sono state informate e, nelle prossime ore, cinque delle sei salme faranno rientro in Italia grazie a un volo di Stato messo a disposizione dall’Aeronautica militare.

Un gesto che sottolinea la dimensione istituzionale del lutto e l’impegno dello Stato nel sostenere i parenti colpiti da una perdita improvvisa e devastante.

Studenti italiani feriti gravemente: l’angoscia di una scuola

Accanto al dramma delle vittime, resta aperta la ferita di chi è sopravvissuto. Quattro studenti del Liceo Virgilio di Milano, due ragazze e due ragazzi tra i 15 e i 16 anni, sono rimasti gravemente ustionati durante l’incendio. Frequentano la classe terza D dell’indirizzo Scienze Umane e sono attualmente ricoverati presso il Centro Grandi Ustionati, dove ricevono cure specialistiche.

La notizia ha scosso profondamente l’intera comunità scolastica. Compagni, docenti e famiglie si sono ritrovati improvvisamente a fare i conti con una sofferenza difficile persino da nominare. Non si tratta solo di elaborare la paura per chi lotta tra la vita e la morte, ma anche di affrontare il senso di vulnerabilità che colpisce chi, a quell’età, dovrebbe sentirsi invincibile.

Psicologi in arrivo: il supporto emotivo come priorità

Di fronte a un trauma di questa portata, le istituzioni sanitarie e scolastiche hanno deciso di intervenire rapidamente anche sul piano psicologico. Una task force di professionisti specializzati nelle emergenze è pronta a raggiungere il liceo milanese per offrire supporto non solo agli studenti direttamente coinvolti, ma all’intero ambiente educativo.

Il vice preside Mario Secone ha spiegato come l’obiettivo sia aiutare i ragazzi – e gli adulti che li accompagnano – a dare un senso a un dolore che appare, almeno inizialmente, privo di parole. “Parliamo di una sofferenza senza nome, che va accompagnata e trasformata in qualcosa che possa essere elaborato”, ha sottolineato.

Un lavoro delicato, che richiede tempo, ascolto e competenze specifiche.

L’importanza della rete tra pari

A coordinare l’intervento sul territorio è anche l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, attraverso il proprio gruppo di lavoro per le emergenze. La coordinatrice Erica Fioravanzo ha evidenziato come l’attenzione non sia rivolta esclusivamente ai feriti e alle loro famiglie, ma anche ai compagni di scuola, testimoni indiretti di un evento sconvolgente.

Secondo gli esperti, l’età adolescenziale presenta fragilità evidenti, ma anche risorse preziose. “I ragazzi tendono a immedesimarsi molto gli uni negli altri: questo può aumentare l’impatto emotivo, ma allo stesso tempo favorisce la creazione di una rete solidale”, ha spiegato Fioravanzo. La condivisione, se accompagnata correttamente, può diventare uno strumento potente per affrontare il trauma.

Una ferita che riguarda tutti

La tragedia di Crans-Montana non è solo una notizia di cronaca nera. È un evento che interroga famiglie, scuole, istituzioni e società nel suo insieme. Racconta la fragilità dei momenti di festa, la rapidità con cui la normalità può spezzarsi e la necessità di strutture capaci di intervenire non solo sull’emergenza fisica, ma anche su quella emotiva.

Mentre le indagini proseguono per chiarire le cause dell’incendio, resta il silenzio carico di dolore che accompagna chi ha perso un figlio, un amico, un compagno di classe. E resta anche la responsabilità collettiva di non lasciare soli i più giovani nel percorso, lungo e complesso, della ricostruzione.

In una notte che avrebbe dovuto segnare un nuovo inizio, Crans-Montana è diventata simbolo di una perdita condivisa. Un ricordo che continuerà a pesare, ma che può trasformarsi, con il giusto sostegno, in memoria e consapevolezza.

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