Fondi ad Hamas: Hannoun resta in carcere, scarcerati tre degli arrestati

Gen 19, 2026 - 13:30
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Fondi ad Hamas: Hannoun resta in carcere, scarcerati tre degli arrestati
Mohammad hannoun

Genova. Resta in carcere Mohammad Hannoun, l’architetto e attivista palestinese accusato di essere finanziatore di Hamas attraverso le sue associazioni benefiche e di essere il vertice della cellula italiana dell’organizzazione, ma tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre scorso sono state annullate dal Tribunale del Riesame.

Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Genova. Le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni. Ad essere scarcerati sono Ibrahim Abu Rawwa, Khalil Abu Deiah e Rahed Al Salahat.

Venerdì si era tenuta un’udienza fiume durata dieci ore dove da un lato la procura, dall’altra gli avvocati di Hannoun e degli altri sei arrestati (i legali Nicola Canestrini, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini) hanno sottoposto le loro testi in particolare sull’utilizzabilità della documentazione di intelligence inviata da Israele alla procura genovese e che proverebbe che le associazioni destinatarie delle raccolte fondi organizzate da Hannoun e dai suoi collaboratori sono collegate ad Hamas.

Per i pm quel materiale è utilizzabile grazie a un accordo di collaborazione, per gli avvocati no, visto che “nessun giudice israeliano ha mai convalidato le ipotesi investigative oggi richiamate” che “restano integralmente appannaggio dei servizi di sicurezza, che operano sotto il diretto controllo dell’esecutivo e all’interno di una logica dichiaratamente bellica”. Se il materiale è stato considerato o meno utilizzabile dai giudici lo si saprà con certezza solo con il deposito delle motivazioni, ma per i legali di Hannoun la decisione dei giudici del Riesame sembrerebbe escluderlo, almeno in buona parte.

“Non siamo ovviamente soddisfatti del mancato annullamento della misura nei confronti di Hannoun – commenta Fabio Sommovigo, uno dei difensori – ma notiamo che già in questa fase l’impianto accusatorio ha ceduto in modo importante a partire dal piano dell’utilizzabilità del materiale israeliano, visto che con questa decisione i giudici sembrano aver operato una separazione tra il finanziamento e la partecipazione all’associazione”.

Gli avvocati attendono ora di leggere le motivazioni della decisione del tribunale del Riesame che ha annullato tre delle sette misure eseguite il 27 dicembre (altre due msiure cautelari non sono state eseguite perché gli indagati si trovano all’estero), ma confermano già ora il ricorso in Cassazione “dove – conclude Sommovigo – si apriranno nuove prospettive difensive”.

 

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Redazione Redazione Eventi e News